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Jacques-Émile Blanche · Public domain

Raccolta di racconti · 1896

I piaceri e i giorni

di Marcel Proust · titolo originale Les plaisirs et les jours

Prima pubblicazione
1896
Tipo
Raccolta di racconti
Genere
poesia
Lingua originale
francese

«I piaceri e i giorni» è una raccolta di racconti di Marcel Proust, pubblicata per la prima volta nel 1896.

Il libro in breve

Les Plaisirs et les Jours è una raccolta di poemi in prosa e novelle di Marcel Proust pubblicata nel 1896 presso Calmann-Lévy, con introduzione di Anatole France. Il titolo dell'opera rievoca quella di Esiodo, Le opere e i giorni. Ispirata al decadentismo elegante di Robert de Montesquiou, è stata la prima opera in volume, apparsa in edizione di lusso, del futuro autore di À la recherche du temps perdu. Ogni parte del libro può essere letta come a sé stante, ma la lettura continua di tutte le sue parti rende coerente e unitario il mondo dei salotti di Parigi che Proust frequentava abitualmente, quasi si trattasse di un'anticipazione del suo romanzo monumentale.

Fonte: Wikipedia, voce «I piaceri e i giorni» · licenza CC BY-SA 4.0

Dove trovare «I piaceri e i giorni»

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Frasi tratte da «I piaceri e i giorni»

L'assenza non è forse, per chi ama, la più certa, la più efficace, la più viva, la più indistruttibile, la più fedele delle presenze? (Confessione di una fanciulla, I)
I paradossi di oggi sono i pregiudizi di domani. (I rimpianti. Fantasticherie color del tempo, V)
L'ambizione inebria più della gloria; il desiderio copre di fiori, il possesso fa sfiorire ogni cosa; è meglio sognare la propria vita che viverla, benché viverla significhi pur sempre sognarla, ma in un modo al tempo stesso meno misterioso e meno chiaro, sognarla come un sogno oscuro e pesante, simile a quello diffuso nella coscienza incerta delle bestie che ruminano. (I rimpianti. Fantasticherie color del tempo, VI)
Detestate la cattiva musica, ma non disprezzatela. Dal momento che la si suona e la si canta ben di più, e ben più appassionatamente, di quella buona, molto più di quella buona si è a poco a poco impregnata del sogno e delle lacrime degli uomini. Consideratela per questo degna di venerazione. Il suo posto, nullo nella storia dell’Arte, è immenso nella storia sentimentale delle società. [...] Come il popolo, la borghesia, l'esercito, la nobiltà hanno gli stessi postini, portatori del lutto che li colpisce o della felicità che colma i loro cuori, così hanno gli stessi invisibili messaggeri d'amore, gli stessi confessori prediletti. Sono i cattivi musicisti. Un certo ritornello insopportabile, che ogni orecchio nobile e raffinato si rifiuta all'istante di ascoltare, custodisce dentro di sé i tesori di migliaia di anime, conserva il segreto di migliaia di vite, di cui fu la viva ispirazione, la consolazione sempre pronta, sempre aperta sul leggio del pianoforte, la grazia sognante e l'ideale. (I rimpianti. Fantasticherie color del tempo, XIII)

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Domande frequenti

Chi ha scritto «I piaceri e i giorni»?
«I piaceri e i giorni» è stato scritto da Marcel Proust.
Quando è uscito «I piaceri e i giorni»?
La prima pubblicazione risale al 1896.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026