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Léon Vanier, libraire-éditeur · Public domain

Opera creativa · 1884

I poeti maledetti

di Paul Verlaine · titolo originale Les Poètes maudits

Prima pubblicazione
aprile 1884
Tipo
Opera creativa
Genere
saggio
Lingua originale
francese
Editore
Librairie Léon Vanier

«I poeti maledetti» è un'opera creativa di Paul Verlaine, pubblicata per la prima volta nel 1884.

Il libro in breve

I poeti maledetti è il titolo che Paul Verlaine diede alla sua opera uscita nella sua prima edizione nel 1884 e comprendente alcune tra le migliori opere di Tristan Corbière, Arthur Rimbaud e Stéphane Mallarmé.

In seguito nel 1888 uscì una edizione rinnovata nella quale l'autore aggiunse anche le opere di Marceline Desbordes-Valmore, Villiers de l'Isle-Adam e Pauvre Lelian - pseudonimo dello stesso Paul Verlaine, utilizzato in un suo tentativo di restare nell'anonimato. La scelta di ampliare l'opera è da alcuni criticata in quanto si accusa l'autore di far venire così a mancare l'incisività che caratterizzava l'opera originale.

Ma a Verlaine va riconosciuto senz'altro il grande merito grazie a quest'opera di aver reso celebri autori, che altrimenti sarebbero senz'altro rimaste figure sconosciute.

Verlaine stesso spiega che per "poeti maledetti", intende "poeti assoluti", "assoluti per l'immaginazione, assoluti nell'espressione".

Fonte: Wikipedia, voce «I poeti maledetti» · licenza CC BY-SA 4.0

Dove trovare «I poeti maledetti»

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Frasi tratte da «I poeti maledetti»

Tristan Corbière fu un Bretone, un Marinaio e lo sdegnoso per eccellenza, aes triplex. Bretone senza essere un praticante cattolico, ma credente nel diavolo; marinaio, né militare, né soprattutto mercante, ma innamorato furioso del mare, che egli non navigava se non nella tempesta, eccessivamente impetuoso su questo più dei cavalli (di lui si raccontano prodigi di folle imprudenza). Sdegnoso del successo e della gloria fino al punto che sembrava avere l'aria si sfidare questi due imbecilli a commuovere per un istante la sua pietà per loro!
Era un uomo alto, ben piantato, quasi atletico, dal volto perfettamente ovale di angelo in esilio, con capelli castano chiari in disordine e due occhi di un blu pallido inquietante. Ardennese, egli possedeva, oltre a un accento campagnolo troppo presto perduto, il dono della pronta assimilazione, propria delle genti di quel paese – e questo può spiegare il rapido inaridirsi, sotto il sole scialbo di Parigi, della sua vena, per dirla come i nostri avi, il cui linguaggio diretto e corretto non aveva sempre torto, in fin dei conti.
Viveva allora in provincia facendo il professore d'inglese, ma frequentava spesso Parigi. Fornì al Parnasse versi di una novità che fece scandalo sui giornali. Peroccupato certo! della bellezza, considerava la chiarezza come una grazia, secondaria, e affinché il suo verso fosse molteplice, musicale, raro, e, quando abbisognava, languido o eccessivo, ridicolizzava tutti per piacere ai raffinati, di cui era, lui, il più difficile.
Innanzitutto Marceline Desbordes-Valmore era del Nord e non del Mezzogiorno, sfumatura importante più di quanto si pensi. Del Nord crudo, del Nord nostrano (il Mezzogiorno, sempre arso, è sempre meglio, ma questo meglio potrebbe senza dubbio essere il nemico del vero bene), – e questo ci piacque, a noi del Nord ugualmente crudi, – infine!
Ancora bambino cominciava a fare versi superbi. Solamente, andateli a cercare! Andate a cercare Morgane, Elën, drammi come ne hanno fatti pochi i più grandi drammaturghi; andate a cercare Claire Lenoir, un romanzo unico in questo secolo! E il seguito, la fine di Axel, de lEva futura, dei capolavori, dei puri capolavori, interrrotti per anni, ripresi senza sosta come le cattedrali e le rivoluzioni, alte come queste.

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Domande frequenti

Chi ha scritto «I poeti maledetti»?
«I poeti maledetti» è stato scritto da Paul Verlaine.
Quando è uscito «I poeti maledetti»?
La prima pubblicazione risale al aprile 1884.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026