- Autore
- Thornton Wilder
- Prima pubblicazione
- 1948
- Tipo
- Romanzo
- Genere
- romanzo epistolare
- Ambientazione
- antica Roma
- Lingua originale
- inglese
- Editore
- Harper
«Idi di marzo» è un romanzo di Thornton Wilder, pubblicato per la prima volta nel 1948.
L'ambientazione è in antica Roma.
Il libro in breve
Idi di Marzo è un romanzo epistolare dello scrittore statunitense Thornton Wilder pubblicato nel 1948. Nelle parole dell'autore, è "un racconto fantastico su alcuni eventi e persone degli ultimi giorni della repubblica nella Roma antica [...] La ricostruzione storica non è fra gli scopi principali di questo lavoro". In ogni caso il romanzo tratta dei personaggi e degli eventi che hanno condotto all'assassinio di Giulio Cesare.
Nel 1948 durante l'annuale raduno della American Booksellers Association l'editore americano Bennett Cerf osservò che c'erano stati "solo tre romanzi pubblicati dall'inizio dell'anno che erano degni di essere letti... Piangi, Terra Amata, Idi di Marzo, e Il Nudo e il Morto. Wilder stesso scrisse una volta che il libro era "una specie di cruciverba" che "comincia a parlare solo alla seconda lettura". Edmund Fuller lo definì "un testo così ricco che richiede di essere esplorato, più che letto".
Fonte: Wikipedia, voce «Idi di marzo (Thornton Wilder)» · licenza CC BY-SA 4.0
Dove trovare «Idi di marzo»
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Frasi tratte da «Idi di marzo»
Ho eredidato questo fardello di superstizioni e di sciocchezze. Domino innumerevoli uomini ma sono dominato da uccelli e da colpi di tuono. (p. 17)
Sotto il potere assoluto di un uomo, le nostre occupazioni ci vengono estorte o perdono il loro sapore. Non siamo cittadini ma schiavi e la poesia è la risorsa di un ozio forzato. (p. 25)
Non esiste rapacità pari a quella dei privilegiati consapevoli che i loro vantaggi provengono da una qualche Intelligenza, e non esiste amarezza pari a quella degli sfortunati che sanno di essere stati particolarmente trascurati. (p. 29)
Fin da ragazzo sono stato persuaso che i veri poeti e i veri storici sono i più begli ornamenti di ogni paese; questa convinzione si è soltanto accresciuta col tempo. (p. 137)
Data la natura delle donne e la natura della passione che accoppia uomini e done, che possibilità ha il matrimonio di essere più felice di un miscuglio dei tormenti di Sisifo e di Tantalo? (p. 151)
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Domande frequenti
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Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026