Libro · 1298
Il Milione
di Rustichello da Pisa e Marco Polo · titolo originale Le Livre de Marco Polo
- Autori
- Rustichello da Pisa e Marco Polo
- Prima pubblicazione
- 1298
- Ambientazione
- Turchia, Armenia, Georgia, Medio Oriente, Afghanistan
- Lingua originale
- antico francese
«Il Milione» è un'opera di Rustichello da Pisa e Marco Polo, pubblicata per la prima volta nel 1298.
Il libro in breve
Il Milione, il cui primo titolo fu "Le Devisement dou Monde", è il resoconto dei viaggi in Asia di Marco Polo, intrapresi assieme al padre Niccolò Polo e allo zio paterno Matteo Polo, mercanti e viaggiatori veneziani, tra il 1271 e il 1295, e delle sue esperienze alla corte di Kublai Khan, il più grande sovrano orientale dell'epoca, del quale Marco fu al servizio per quasi 17 anni.
Il libro fu scritto da Rustichello da Pisa, un autore di romanzi cavallereschi prigioniero dopo la battaglia della Meloria, che trascrisse sotto dettatura le memorie rievocate da Marco Polo, mentre i due si trovavano nelle carceri di San Giorgio a Genova. Rustichello, per sopravvivere visto che i genovesi non passavano viveri ai prigionieri, aveva creato, con altri prigionieri pisani letterati, uno "scriptorium", una sorta di casa editrice.
Fonte: Wikipedia, voce «Il Milione» · licenza CC BY-SA 4.0
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Edizioni e codici ISBN di «Il Milione»
| Editore | Anno | ISBN | Pagine | Lingua | Open Library |
|---|---|---|---|---|---|
| Sansoni | January 2001 | 9788838318726 | 256 | italiano | scheda |
| Fondazione Pietro Bembo | 1998 | 8882460649 | 704 | italiano | scheda |
| Adelphi | 1994 | 8845910326 | 761 | italiano | scheda |
| Einaudi Scuola | 1990 | 8828600497 | italiano | scheda | |
| L.S. Olschki | 1986 | 8822234650 | 417 | italiano | scheda |
| Edizioni paoline | 1985 | 8821508072 | 309 | italiano | scheda |
| Mursia | 1982 | 223 | italiano | scheda | |
| Rizzoli Editore | 1982 | 505 | italiano | scheda | |
| ERI | 1982 | 272 | italiano | scheda | |
| A. Mondadori | 1982 | 708 | italiano | scheda | |
| Rizzoli | 1981 | 505 | italiano | scheda | |
| Editori riuniti | 1980 | 224 | italiano | scheda | |
| Adelphi | 1975 | 759 | italiano | scheda | |
| Adelphi | 1975 | 759 | italiano | scheda | |
| Adelphi | 1975 | 761 | italiano | scheda |
114 edizioni censite su Open Library; in tabella le prime 15, a partire da quelle in italiano.
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Frasi tratte da «Il Milione»
E sí vi dico ched egli dimorò in que’ paesi bene trentasei anni; lo quale poi, stando nella prigione di Genova , fece mettere in iscritto tutte queste cose a messere Rustico da Pisa, lo quale era preso in quelle medesime carcere ne gli anni di Cristo 1289. (cap 1)
Toris è una grande cittade ch’è in una provincia ch’è chiamata Irac, nella quale è ancora piú cittadi e piú castella. Ma contarò di Toris, perch’è la migliore città de la provincia.
Gli uomini di Tor(i)s vivoro di mercatantia e d’arti, cioè di lavorare drappi a seta e a oro. E è in luogo sí buono, che d’India, di Baudac e di Mosul e di Cremo vi vengono li mercatanti, e di molti altri luoghi. Li mercatanti latini vanno quivi per le mercatantie strane che vegnono da lunga parte e molto vi guadagnano; quivi si truova molte priete preziose. Gli uomini sono di piccolo afare, e àvi di molte fatte genti. E quivi àe armini, nestarini, iacopetti, giorgiani, i persiani, e di quelli v’à ch’aorano Malcometto, cioè lo popolo de la terra, che si chiamano taurizins. Atorno a la città è belli giardini e dilettevoli di tutte f(r)utte. Li saracini di Toris sono molti malvagi e disleali. (cap 25, Della nobile città di Toris)
In Persia è la città ch'è chiamata Saba , da la quale si partiro li tre re ch'andaro adorare Dio quando nacque. In quella città son soppeliti gli tre Magi in una bella sepoltura, e sonvi ancora tutti interi con barba e co' capegli: l'uno ebbe nome Beltasar, l'altro Gaspar, lo terzo Melquior. Messer Marco dimandò più volte in quella cittade di quegli III re: niuno gliene seppe dire nulla, se non che erano III re soppelliti anticamente. (cap. 30, De la grande provincia di Persia: de' 3 Magi)
Iadis è una cittade di Persia molto bella, grande, e di grandi mercatantie. Quivi si lavora drappi d’oro e di seta, che si (chi)ama ias[d]i, e che si portano per molte contrade. Egli adorano Malcometto.
Quando l’uomo si parte di questa terra per andare inanzi, cavalca 7 giornate tutto piano; e non v’à abita[zione] se no in tre luoghi, ove si possa albergare. Quivi àe begli boschi e piani per cavalcare; quivi àe pernice e cuntornici asai. Quindi si cavalca a grande solazzo, quivi àe asine salvatiche molto belle. (cap. 33, Della città di Iadis)
Casciar fue anticamente reame; aguale è al Grande Kane; e adorano Malcometto. Ell’à molte città e castella, e la magiore è Casciar; e sono tra greco e levante. È vivono di mercatantia e d’arti. Egli ànno begli giardini e vigne e possessioni e bambagie assai; e sonvi molti mercanti che cercano tutto il mondo. È sono gente scarsa e misera, ché male mangiano e mal beono. Quivi dimorano alquanti cristiani nestorini, che ànno loro legge e loro chiese; e ànno lingua per loro. (cap. 50 Del reame di Casciar)
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Domande frequenti
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Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026