Libro · 2006

Il perdente radicale

di Hans Magnus Enzensberger

Prima pubblicazione
2006
Genere
saggio
Lingua originale
tedesco

«Il perdente radicale» è un'opera di Hans Magnus Enzensberger, pubblicata per la prima volta nel 2006.

Il libro in breve

Il perdente radicale (titolo originale: Schreckens Männer. Versuch über den radikalen Verlierer) è un saggio del tedesco Hans Magnus Enzensberger, pubblicato per la prima volta nel 2006.

Fonte: Wikipedia, voce «Il perdente radicale» · licenza CC BY-SA 4.0

Dove trovare «Il perdente radicale»

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Frasi tratte da «Il perdente radicale»

Va detto però che al perdente, per radicalizzarsi, non basta quello che gli altri pensano di lui, siano essi concorrenti o sodali, esperti o vicini di casa, compagni di scuola, capi, nemici o amici, ma soprattutto la moglie. Egli stesso deve metterci del suo; deve dirsi: io sono un perdente e basta. Finché non sia convinto di questo, per quanto se la passi male, per quanto povero e impotente, umiliato e sconfitto, diventa un perdente radicale soltanto quando ha introiettato il giudizio degli altri che ritiene vincenti. Sono allora va in tilt. (I; 2007, pp. 5-6)
Nessuno prova interesse spontaneo per il perdente radicale. È un atteggiamento reciproco. Infatti, finché lui è solo – ed è molto solo – non dà in escandescenze; è inappariscente, muto: un dormiente. (II; 2007, p. 7)
Il progresso non ha eliminato la precarietà della condizione umana, ma l'ha profondamente modificata. Negli ultimi duecento anni le società piú evolute si sono conquistate nuovi diritti, nuove aspettative, nuove esigenze, spazzando via l'idea di un destino ineluttabile; hanno posto all'ordine del giorno concetti quali la dignità e i diritti dell'uomo; hanno democratizzato la lotta per il riconoscimento e suscitato attese di uguaglianza che non si possono soddisfare; e al contempo hanno fatto sí che ogni giorno per ventiquattro ore la disuguaglianza venga dimostrata su tutti i canali televisivi a tutti gli abitanti del pianeta. Ragione per cui la delusione umana è aumentata con ogni progresso. «Là dove i progressi civili sono effettivamente vincenti ed eliminano effettivamente i mali, raramente suscitano entusiasmo», nota il filosofo . «Diventano, piuttosto, ovvi, e l'attenzione allora si concentra sui mali che restano. Vige insomma la legge della crescente incidenza del rimanente. Quanto piú negativo scompare dalla realtà, tanto piú irritante diventa il negativo residuale, proprio perché diminuisce». (III; 2007, pp. 12-13)
L'irritabilità del perdente cresce con ogni miglioramento che nota negli altri. (III; 2007, p. 13)
«Sono affari miei». «È colpa degli altri». Questi due momenti non si elidono. Al contrario: si potenziano a vicenda secondo il modello del circolo vizioso. Da questo circolo diabolico il perdente radicale non riesce a liberarsi con nessuna riflessione; da esso trae la propria forza inaudita. (IV; 2007, pp. 16-17)

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Domande frequenti

Chi ha scritto «Il perdente radicale»?
«Il perdente radicale» è stato scritto da Hans Magnus Enzensberger.
Quando è uscito «Il perdente radicale»?
La prima pubblicazione risale al 2006.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026