Romanzo · 1974

Il prato in fondo al mare

di Stanislao Nievo

Prima pubblicazione
1974
Tipo
Romanzo
Lingua originale
italiano

«Il prato in fondo al mare» è un romanzo di Stanislao Nievo, pubblicato per la prima volta nel 1974.

Ha vinto Premio Campiello 1975.

Il libro in breve

Il prato in fondo al mare è un romanzo di Stanislao Nievo, scritto nel 1974 e vincitore del Premio Campiello nel 1975.

In un immaginario diario di bordo si racconta la fine tragica di un avo dell'autore, Ippolito Nievo, avvenuta a causa del naufragio del vascello Ercole su cui si era imbarcato a Palermo nel marzo del 1861 per portare a Torino la contabilità della spedizione dei Mille sulla quale infuriavano le polemiche.

Fonte: Wikipedia, voce «Il prato in fondo al mare» · licenza CC BY-SA 4.0

Dove trovare «Il prato in fondo al mare»

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Frasi tratte da «Il prato in fondo al mare»

Cosa sarebbe mancato con lui ? un destino brillante ad uso di una nazione giovane e confusa? E con loro, con quelli che gli venivano dietro? Le vite oscure, quelle stesse che aveva cominciato a scrivere in un nuovo romanzo appena iniziato, il Pescatore d'anime, che aveva aperto come una nuova collezione, chiamandola: "la vita degli uomini oscuri". (p. 57)
Napoli è una città viva e rovinata. Tutto è bello, orrendo e in disordine, niente funziona bene tranne il passato. Ma tutto è possibile.
Gli esperimenti marini più importanti del Mediterraneo, le speculazioni più colossali e fasulle, le storie più incredibili e piacevoli, le persone più nobili e declassate, le cose più inutili e intelligenti si trovano qui. Con sfondo di sole e di mare.
Anche le cose più ingenue e contorte che scendono negli abissi dell'anima properano qui meglio che altrove.
Se ci fosse una capitale dell'anima, a metà tra oriente e occidente, tra sensi e filosofia, tra onore e imbroglio, avrebbe sede qui.
Nel mezzo della città si apre via Spaccanapoli, un rettilineo di più di un chilometro, stretto e vociante, che divide in due l'enorme agglomerato. È il cuore di questa babele della storia. Qui visse e morì Benedetto Croce. (p. 74)
Ero entrato in un racconto di mappe immaginarie, irreale e autentico, le cui strutture non erano quelle logiche ma quelle delle convenienze inconsce, sostenute da un linguaggio rigido. Camminavo in un racconto fuori del tempo. (2014, p. 87)
Sceso nell'anima di un mondo di cui non si può scorgere mai l'interno, vedevo emergere il profondo di una vicenda, di un ambiente che quasi nessuno vuole conoscere, come le viscere paurose del proprio corpo, che ci atterriscono per un attimo durante un incidente o un'operazione.
Erano gli immensi pascoli della fantasia già vissuta. [...] Storie di grandi e piccoli uomini, miste a vicende di eserciti e amministrazioni, erano allineate per quel senso d'ordine delle cose passate, forse per non aprirle mai, ma per assicurarsi che tutto ciò che avviene non è soltanto una momentanea, incomprensibile farsa generale. (2014, p. 88-89)
I libri di successo ci si limita a consumarli; ma il romanzo di Nievo (se è un romanzo), lo si è "letto". È il primo di una lunga serie di dati a favore. Nato come referto di una vicenda anche esteriormente avventurosa Il prato in fondo al mare sembra avere risuscitato un vecchio tipo di ascolto privato, magari anche discutibilissimo: il gusto di "leggere" nel senso di farsi rapire, appunto, da una leggenda, incantare da un mito, trascinare dall'epica di una storia. (Cesare Garboli)

Premi letterari

AnnoPremioEsito
1975Premio Campiellovincitore

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Domande frequenti

Chi ha scritto «Il prato in fondo al mare»?
«Il prato in fondo al mare» è stato scritto da Stanislao Nievo.
Quando è uscito «Il prato in fondo al mare»?
La prima pubblicazione risale al 1974.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026