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Saadi · Public domain

Libro · 1258

Il roseto

di Saˁdi

Autore
Saˁdi
Prima pubblicazione
1258
Lingua originale
persiano

«Il roseto» è un'opera di Saˁdi, pubblicata per la prima volta nel 1258.

Il libro in breve

Il roseto è un'opera prosastica-poetica scritta da Saˁdi, ritenuta dai critici letterari una delle più significative della letteratura persiana classica, oltreché una delle più popolari.

Fonte: Wikipedia, voce «Il roseto» · licenza CC BY-SA 4.0

Dove trovare «Il roseto»

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Frasi tratte da «Il roseto»

Io dissi allora: "La rosa d'un giardino, come tu sai, non ha vita lunga, e la promessa di un roseto fede non trova. Ora, i savi hanno detto: Ad ogni cosa che lungamente non dura, non si deve avvincere il cuore." Disse l'amico: "Che modo adunque s'ha da tenere?" "Per divertimento di chi ci sta osservando," io risposi, "e per sollievo di chi sta qui con noi, io potrei comporre il libro del Roseto, sulle foglie del quale il vento autunnale non avrà alcun potere, mentre il volgere del tempo non muterà la gaiezza della sua primavera nella tristezza dell'autunno."
Che ti giova pien di rose / un cestino? // Togli un petalo da questo / mio giardino! // Dura cinque giorni e sei / quella rosa, // ma gli è sempre il mio verziere vaga cosa! (da Perché fu composto il libro del Roseto, vol I, pp. 29-30)
L'uom ch'è facondo, allievo d'un provetto / dottor, medita prima, indi favella. // Nulla dir d'impensato, e non crucciarti di tardiva parola, ove sia bella. // Meditato che avrai, parla, ma cessa, / cessa prima che alcun: Basta! ti dica. // Supera i bruti l'uom per la parola, / ma ti supera il bruto ove non giusta ti suoni sulle labbra essa parola. (da Scusa per la pochezza dell'omaggio reso al principe e motivo dell'aver scelto la vita solitaria, vol I, p. 33)
A Loqmanil sapiente fu domandato un giorno: "Da chi hai tu appresa la sapienza?" Rispose: "Dai ciechi, i quali, finché non hanno riconosciuto il luogo, non muovono il piede." Prima di entrare, prepàrati l'uscita.(da Scusa per la pochezza dell'omaggio reso al principe e motivo dell'aver scelto la vita solitaria, vol I, p. 34)
Antico sapiente arabo, anteriore a Maometto, supposto autore di favole morali. (Nota di Italo Pizzi a p. 34)
"Ora i savi sogliono dire: – Menzogna che procaccia il bene, migliore di verità che suscita malanni!"
Meglio è del ver che ti agita e conturba, / la menzogna che il cor ti rende lene. // Tale, al cui dir conformasi un sovrano, / guai se altro attesterà fuor che del bene! (da Fatti di regnanti, vol. I, cap. I, p. 38)
Nella volta del palagio di Fredun era già scritto questo motto leggiadro:
Eterna appo nessuno, o fratel mio, / non rimane la vita! Oh! non fidarti, / non ti fidar del posseder di cose / che sono di quaggiù, ché molti il Fato / uguali a te allevò, molti altri uccise. // Quando a partir di qui l'anima buona / di noi s'appresta, che val mai sul trono o sul nudo terren gustar la morte? (da Fatti di regnanti, vol. I, cap. I, p. 38)
Antico monarca dell'epopea persiana. Vedi il Libro dei Re di Firdusi. (Nota di Italo Pizzi a p. 38)

Tutte le frasi di «Il roseto»

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Domande frequenti

Chi ha scritto «Il roseto»?
«Il roseto» è stato scritto da Saˁdi.
Quando è uscito «Il roseto»?
La prima pubblicazione risale al 1258.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026