Immagine relativa a «Impressioni italiane»
Bradbury & Evans · Public domain

Libro · 1846

Impressioni italiane

di Charles Dickens · titolo originale Pictures from Italy

Prima pubblicazione
1846
Lingua originale
inglese
Editore
Bradbury and Evans

«Impressioni italiane» è un'opera di Charles Dickens, pubblicata per la prima volta nel 1846.

Il libro in breve

Impressioni italiane (conosciuto anche come Impressioni d'Italia o Pictures from Italy in inglese) è un diario di viaggio di Charles Dickens del 1846. Dickens trasse parte del materiale dalle lunghe lettere scritte dall'Italia agli amici, in particolare al suo futuro biografo John Forster.

Il libro rivela il carattere del suo autore, che, secondo Kate Flint, presenta l'Italia "come lo spettacolo caotico di una lanterna magica, affascinato sia dalle immagini che offre, sia da lui stesso come spettatore.

Nel 1844-1845, Dickens prese una pausa dalla scritture di romanzi e si recò in Francia e in Italia con la famiglia. Si stabilì a Genova, prima ad Albaro e poi a Villa delle Peschiere, e da qui si recò nelle principali città: La Spezia, Carrara, Bologna, Mantova, Firenze, Roma, Napoli (con il Vesuvio ancora molto attivo) e Venezia.

Fonte: Wikipedia, voce «Impressioni italiane» · licenza CC BY-SA 4.0

Dove trovare «Impressioni italiane»

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Frasi tratte da «Impressioni italiane»

Potemmo vedere Genova prima delle tre e l'osservare come gradualmente si sviluppava il suo splendido anfiteatro, fila di case che spuntavano sopra fila di case, giardino sopra giardino, palazzo sopra palazzo, altura su altura, fu ampio motivo di occupazione per noi finché non entrammo nel suo porto imponente. (2005, pp. 28-29)
Mai, in vita mia, fui così sbigottito! La meravigliosa novità di tutto, gli odori sconosciuti, l'inesplicabile sudiciume (malgrado sia considerata la più pulita delle città italiane), l'ammucchiarsi disordinato di case sporche, una sopra il tetto dell'altra; i vicoli, più squallidi e stretti che quelli di St. Giles o di Parigi vecchia; dentro e fuori i quali passavano e ripassavano non dei vagabondi ma delle signore eleganti, con veli bianchi e grandi ventagli; la totale assenza di rassomiglianza di qualsiasi casa d'abitazione o negozio o muro o sostegno o colonna con qualcosa che uno avesse visto prima; lo sporco scoraggiante, il disagio e lo sfacelo, mi stordirono completamente. (2005, p. 29)
Non immaginavo, quel giorno, che sarei mai arrivato ad avere un legame persino con le pietre della strada di Genova e che avrei ripensato alla città con affetto, perché connessa con tante ore di felicità e di quiete! (2005, p. 30)
Le prime impressioni che un posto del genere di Albaro, il sobborgo di Genova dove attualmente, come direbbero i miei amici americani, sono "situato", possono difficilmente non essere, devo supporre, lugubri e deludenti. Ci vuole un po' di tempo e di abitudine per superare la sensazione di depressione che, all'inizio, nasce da tanta rovina e tanta trascuratezza. (2005, p. 31)
La Villa Bagnarello: o la Prigione Rosa, espressione molto più indicata per l'edificio, è in una delle più splendide posizioni immaginabili. [...] Una decrepita, tetra, spettrale, echeggiante e sinistra casa disadorna: questo è; come non ne ho mai né viste né immaginate. (2005, pp. 32, 34)

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Domande frequenti

Chi ha scritto «Impressioni italiane»?
«Impressioni italiane» è stato scritto da Charles Dickens.
Quando è uscito «Impressioni italiane»?
La prima pubblicazione risale al 1846.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026