Libro · 1920
L'ABC del comunismo
di Nikolaj Ivanovič Bucharin e Evgenij Alekseevič Preobraženskij · titolo originale Азбука коммунизма
- Autori
- Nikolaj Ivanovič Bucharin e Evgenij Alekseevič Preobraženskij
- Prima pubblicazione
- 1920
- Genere
- libro di testo
- Lingua originale
- russo
- ISBN
- 978-0-472-06112-9
«L'ABC del comunismo» è un'opera di Nikolaj Ivanovič Bucharin e Evgenij Alekseevič Preobraženskij, pubblicata per la prima volta nel 1920.
Il libro in breve
L'ABC del comunismo. Spiegazione popolare del programma del Partito Comunista Russo Bolscevico (in russo Азбука коммунизма. Популярное объяснение программы российской коммунистической партии большевиков?, Azbuka kommunizma. Populjarnoe ob'jasnenie programmy rossijskoj kommunističeskoj partii bol'ševikov) è un libro scritto nel 1919 da Nikolaj Bucharin ed Evgenij Preobraženskij e pubblicato nel 1920, durante la guerra civile russa (1918-1923). Il testo, scritto in un linguaggio semplice affinché fosse facilmente accessibile, intendeva convincere il proletariato russo a sostenere i bolscevichi. Proponendosi di rappresentare «il manuale elementare del sapere comunista», fu inoltre destinato alle scuole di partito per la formazione ideologica. Divenne altresì la più nota e la più ampiamente diffusa di tutte le esposizioni pre-staliniste del bolscevismo e l'opera politica più letta nella Russia sovietica.
Fonte: Wikipedia, voce «ABC del comunismo» · licenza CC BY-SA 4.0
Dove trovare «L'ABC del comunismo»
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Frasi tratte da «L'ABC del comunismo»
Un tempo si usava dire: "Ciò che è salutare per un russo, è morte per un tedesco". Ma in realtà, sarebbe più accurato dire: "Ciò che è salutare per un lavoratore, è morte per un latifondista o un capitalista".
La rivoluzione comunista può essere vittoriosa solo come rivoluzione mondiale.
L'esercito proletario deve essere composto esclusivamente da persone appartenenti alla classe lavoratrice, da persone che non sfruttano il lavoro e che sono direttamente interessate alla vittoria della rivoluzione operaia.
Certi comunisti mediocri ragionano così: "La religione non mi impedisce d'essere comunista, io credo sia in Dio che nel comunismo. La mia fede in Dio non m'impedisce di lottare per la causa della rivoluzione proletaria". Un tale ragionamento è completamente sbagliato. La religione ed il comunismo sono incompatibili sia teoricamente che praticamente. (parte seconda, capitolo XI, La religione ed il comunismo, 89. Perché religione e comunismo sono incompatibili)
Il nostro fine ultimo è realizzare una società tale da garantire un sostegno assicurato a tutte le persone che per una ragione o per un'altra hanno perso l'abilità di lavorare, a tutti coloro che non sono in grado di lavorare. Dobbiamo fare in modo che gli anziani possano godere di una vecchiaia serena, in cui siano provvisti di tutte le comodità della vita; che i bambini abbiano tutto ciò che è adatto alle loro esigenze; che gli invalidi e i mutilati possano vivere nelle circostanze più adatte alla loro condizione; che coloro che sono esauriti e sovraccarichi di lavoro siano collocati in ambienti curativi, dove possano ricevere tutte le assistenze di cui disponevano i ricchi borghesi malati; che nessuno sia più costantemente tormentato dal timore di tempi difficili.
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Domande frequenti
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Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026