Romanzo · 2003

L'ultimo degli uomini

di Margaret Atwood · titolo originale Oryx and Crake

Prima pubblicazione
2003
Tipo
Romanzo
Lingua originale
inglese
Serie
MaddAddam Series, n. 1

«L'ultimo degli uomini» è un romanzo di Margaret Atwood, pubblicato per la prima volta nel 2003.

Il libro in breve

L'ultimo degli uomini (Oryx and Crake) è un romanzo di fantascienza post apocalittica e distopica pubblicato nel 2003 dalla scrittrice canadese Margaret Atwood. L'opera lancia un allarme contro l'abuso dell'ingegneria genetica e tratta temi sociali quali lo sfruttamento sessuale minorile e il lavoro infantile.

Il romanzo inaugura la trilogia di MaddAddam, seguito da L'anno del diluvio (The Year of the Flood, 2009) e da L'altro inizio (Maddaddam, 2013).

È stato candidato al Booker Prize 2003 e all'Orange Prize for Fiction 2004.

Fonte: Wikipedia, voce «L'ultimo degli uomini» · licenza CC BY-SA 4.0

Edizioni e codici ISBN di «L'ultimo degli uomini»

EditoreAnnoISBNPagineLinguaOpen Library
Ponte alle Grazie20038879286560301italianoscheda
Penguin ClásicosSep 21, 20219788418363641448scheda
RoccoNov 19, 20189788532531131porscheda
Dogan KitapOct 19, 20189786050951479424scheda
Prószyński i S-ka20179788380970335scheda
Piper Verlag GmbHOct 02, 20179783492311311scheda
Little, Brown Book Group Limited20139780349004068448inglesescheda
Anchor Books2009?9780385721677389inglesescheda
Bloomsbury Publishing India Private Limited20099781408802779scheda
Vintage Canada20099780307398482416inglesescheda
Little, Brown Book Group Limited20099780748113354448inglesescheda
Editura Leda20089789731021423rumscheda
ASA Literatura20069724146367393porscheda
Nan A. Talese20059780965739221383inglesescheda
ROBERT LAFFONT20052221101014396francesescheda

49 edizioni censite su Open Library; in tabella le prime 15, a partire da quelle in italiano.

Dove trovare «L'ultimo degli uomini»

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Frasi tratte da «L'ultimo degli uomini»

Perciò ogni sera era stata sera di festa, una festa ad personam. O meglio, ogni sera in cui aveva avuto l'occorrente, ogni volta che era riuscito a localizzare un'altra scorta di alcol negli edifici abbandonati delle plebopoli ancora accessibili. Per primi aveva perlustrato i bar vicini, poi i ristoranti, poi le case e le roulotte. Aveva rubato sciroppo per la tosse, dopobarba, alcol per frizioni; dietro l'albero ha accumulato un imponente mucchio di bottiglie vuote. Ogni tanto si imbatteva in una scorta d'erba e rubava anche quella, anche se piuttosto spesso era ammuffita; eppure, riusciva a sballare anche così. O gli capitava di trovare delle pillole. Né coca né crack né eroina: quella roba era finita per prima, ficcata nelle vene e nei nasi in un ultimo sussulto di carpe diem; qualsiasi cosa pur di liberarsi della realtà, date le circostanze. C'erano contenitori vuoti di BlyssPlus ovunque, tutto ciò che tornava utile per un'orgia continua. I festaioli non erano riusciti a far fuori tutto l'alcol, anche se spesso nelle sue escursioni di caccia e raccolta aveva scoperto che altri erano arrivati prima di lui e avevano lasciato solo rotti. Dovevano esserci state intemperanze di ogni genere, finché non era rimasto nessuno a compierle. (Bottiglia, p. 90)
Apre il nascondiglio facendo scivolare una lastra, ci fruga dentro alla cieca, recupera il terzo di scotch.
Lo ha messo via, resistendo all'impulso di tracannarlo, conservandolo come una sorta di amuleto; finché ha saputo che era ancora là è stato più facile far passare il tempo. Potrebbe essere l'ultimo. È sicuro di avere esplorato ogni posto in cui era probabile trovarlo nel raggio di una giornata di viaggio tra andata e ritorno dal suo albero. Ma si sente sciocco. Perché mettere da parte quella roba? Perché aspettare? Cosa vale la sua vita, comunque, e a chi importa? Spegniti, spegniti, corta candela. (Bottiglia, p. 91)
MacBeth, atto V, scena V.
Non mangiava mai la crosta . Diceva che la faceva sentire molto ricca gettare via il cibo. «Molta gente lo faceva. Era l'usanza».
«Un'usanza stronza» disse Jimmy. [...] «Stronza non è un'imprecazione, è solo una descrizione calzante». (Oryx, p. 99)
«Jimmy, guarda la cosa in maniera realistica. Non si può far coesistere all'infinito una minima disponibilità di cibo e una popolazione in aumento. A quanto pare lhomo sapiens non è capace di annientarsi alla fine delle scorte. È una delle poche specie che non limita la riproduzione di fronte al diminuire delle risorse. In altre parole - e fino a un certo punto, s'intende - meno mangiamo e più scopiamo».
«Come lo spieghi?» domandò Jimmy.
«Immaginazione» disse Crake. «Gli uomini possono immaginare la propria morte, possono vederla arrivare, e il solo pensiero della morte incombente funziona da afrodisiaco. Un cane o un coniglio non si comportano così. Prendi gli uccelli: in una stagione di magra riducono il numero di uova, o non si accoppiano affatto. Concentrano le energie sul mantenersi in vita fino a tempi migliori. Invese gli esseri umani sperano di poter infilare la loro anima in qualcun altro, qualche nuova versione di se stessi, e di vivere in eterno».
«Allora, come specie siamo condannati dalla speranza?»
«Chiamala pure speranza. O disperazione».
«Ma siamo condannati anche senza speranza» ribatté Jimmy.
«Solo come individui» disse Crake in tono allegro. (Oryx, p. 99-100)
Di notte i bambini piangevano, ma piano, tra sé e sé. Erano spaventati: non sapevano dove stessero andando, ed erano stati portati via da quanto era loro familiare. Inoltre, disse Oryx, non avevano più amore, ammesso che ne avessero mai avuto. Però adesso avevano un valore di mercato: rappresentavano un profitto per altre persone. Dovevano intuirlo: intuivano di valere qualcosa.
Naturalmente (diceva Oryx), avere un valore di mercato non poteva sostituire l'amore. Ogni bambino avrebbe dovuto ricevere amore, ogni persona. Quanto a lei, avrebbe preferito avere l'amore della madre - l'amore in cui continuava ancora a credere, l'amore che l'aveva seguita attraverso la giungla sotto forma di uccello affinché non fosse troppo spaventata o sola - ma l'amore era inaffidabile, andava e veniva, perciò era un bene avere un valore di denaro, perché almeno quelli che volevano guadagnare con te si sarebbero assicurati che fossi abbastanza nutrito e non troppo strapazzato. Erano in molti a essere privi sia dell'amore che di un valore di mercato, e avere una delle due cose era meglio che non avere niente. (Richiamo, p. 105)

Premi letterari

AnnoPremioEsito
2003Booker Prizefinalista / candidato

Ordine di lettura: MaddAddam Series

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    L'ultimo degli uomini 2003
  2. 2
  3. 3

Guida alla serie MaddAddam Series

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Domande frequenti

Chi ha scritto «L'ultimo degli uomini»?
«L'ultimo degli uomini» è stato scritto da Margaret Atwood.
Quando è uscito «L'ultimo degli uomini»?
La prima pubblicazione risale al 2003.
«L'ultimo degli uomini» fa parte di una serie?
Sì, appartiene alla serie MaddAddam Series, di cui è il volume n. 1 nell'ordine di lettura.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026