Immagine relativa a «La battaglia di Benevento»
Giacomo Augusto 2 · CC BY-SA 3.0

Romanzo · 1827

La battaglia di Benevento

di Francesco Domenico Guerrazzi

Prima pubblicazione
1827
Tipo
Romanzo
Lingua originale
italiano

«La battaglia di Benevento» è un romanzo di Francesco Domenico Guerrazzi, pubblicato per la prima volta nel 1827.

Il libro in breve

La battaglia di Benevento è un romanzo storico di Francesco Domenico Guerrazzi edito per la prima volta nel 1827.

Fonte: Wikipedia, voce «La battaglia di Benevento» · licenza CC BY-SA 4.0

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Frasi tratte da «La battaglia di Benevento»

E se la vita fu bene, perché mai ci vien tolta? — E se la vita fu male, perché mai n'è stata concessa? (cap. V; p. 89)
Lo esercito di Carlo, giunto sul vertice dei monti vicini, ammirava la città di Benevento tanto famosa per la bellezza e antichità sue non meno che per l'erronee credenze dei popoli. La sua origine si smarrisce nelle tenebre della mitologia, sebbene non manchino scrittori che affermino averla edificata Diomede, re degli Etoli, dopo la guerra troiana. (cap. XXVIII; p. 754)
Ella portava impressi i segni della ferocia e della ambizione di coloro che l'avevano conculcata prima, poi scelta a dimora; era il suo aspetto medesimo la storia delle sue vicende, ché presso a lei si ammirava un arco trionfale di marmo pario eretto a Traiano per la strada ordinata a sue spese da Brindisi a Roma; – parte delle mura non demolite da Federico mostravano la strana foggia di architetture portata da' settentrionali in Italia le nuove riparazioni e le otto porte costruite per comando di Manfredi, – il risorgimento delle arti. Il castello, fondato dalla Chiesa per istanza del governatore pontificio, innalzandosi con le brune sue torri sulla città, avvertiva, e forse avverte ancora al viatore, qual fosse in quei tempi la solenne maestà dei successori di San Pietro. (cap. XXVIII; p. 756)
Il conte di Provenza, più la guardava , più gli pareva degna di essere conquistata; la circondò molte volte degli occhi per iscoprirne il debole nel quale far breccia e tentare l'assalto; la conobbe munita con tanta maestria di guerra che impossibile cosa fosse espugnarla per forza; – gemé, si volse a considerare la sottoposta valle; – spaziosa compariva e degna di combattervi campale battaglia; i fiumi Calore e Savato, confuse le acque alla estremità di Benevento, l'attraversavano, e un ponte magnifico dava il passo dall'una all'altra sponda: domandava come avesse nome la pianura, – gli rispondevano: – Santa Maria della Grandella. – (cap. XXVIII; pp. 756-757)
Raccolse, ciò detto, le sue virtù; e da che gli era impedito di vivere, ruinava nel furore della battaglia per morirvi da re. (cap. XXVIII; p. 775)

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Domande frequenti

Chi ha scritto «La battaglia di Benevento»?
«La battaglia di Benevento» è stato scritto da Francesco Domenico Guerrazzi.
Quando è uscito «La battaglia di Benevento»?
La prima pubblicazione risale al 1827.
Si può leggere «La battaglia di Benevento» gratis?
Sì, il testo è disponibile legalmente su Liber Liber e Project Gutenberg.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026