Immagine relativa a «La cripta dei cappuccini»
Publisher "De Gemeenschap", Holland · Public domain

Romanzo · 1938

La cripta dei cappuccini

di Joseph Roth · titolo originale Die Kapuzinergruft

Prima pubblicazione
1938
Tipo
Romanzo
Ambientazione
Austria
Lingua originale
tedesco

«La cripta dei cappuccini» è un romanzo di Joseph Roth, pubblicato per la prima volta nel 1938.

La storia è ambientata in Austria.

Il libro in breve

La Cripta dei Cappuccini (titolo originale Die Kapuzinergruft) è un romanzo di Joseph Roth pubblicato nel 1938 nei Paesi Bassi, dalla casa editrice di Bilthoven "De Gemeenschap". L'ultimo capitolo fu pubblicato a puntate il 23 aprile 1938 sulla rivista per esuli Das Neue Tage-Buch col titolo "Venerdì nero". La prima edizione fu stampata in 3.000 copie: circa la metà di tale tiratura fu sepolta nel maggio 1940, prima dell'occupazione dei Paesi Bassi da parte delle truppe tedesche, e rivenduta dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.

Fonte: Wikipedia, voce «La cripta dei cappuccini» · licenza CC BY-SA 4.0

Dove trovare «La cripta dei cappuccini»

Alcuni collegamenti sono di affiliazione: se acquisti, il sito può ricevere una piccola commissione, senza costi aggiuntivi per te.

Frasi tratte da «La cripta dei cappuccini»

Aveva una voce profonda e morbida. (Io non posso soffrire le voci femminili acute e stridule). Il suo parlare mi ricordava una sorta di smorzato tubare, contenuto, casto e nondimeno torrido, un mormorare di fonti sotterranee, il lontano rullare di treni lontani, che talvolta si sente nelle notti insonni, e la più banale delle sue parole acquistava per me, grazie a questa profondità del timbro col quale veniva pronunciata, la pienezza, il vigore espressivo di un remoto linguaggio primitivo, non esattamente comprensibile ma certo chiaramente intuibile, scomparso, forse una volta vagamente inteso in sogno. (cap. V, p. 21)
Diceva «i miei ebrei polacchi» con lo stesso tono col quale tante volte in mia presenza aveva detto: i miei beni, i miei van Gogh, la mia collezione di strumenti musicali. Avevo la chiara sensazione che, almeno in parte, tenesse in così gran conto gli ebrei perché li considerava una sua proprietà. Pareva quasi che fossero venuti al mondo in Galizia non per volontà di Dio, ma perché egli li aveva personalmente ordinati all'Onnipotente, così come era solito ordinare tappeti persiani al noto commerciante Pollitzer, pappagalli all'uccellaio italiano Scapini e rari strumenti antichi al liutaio Grossauer. (cap. VI, p. 31)
Mentre statuisce dei peccati, già li perdona. Non ammette assolutamente uomini perfetti: questo è il suo contenuto eminentemente umano. I suoi figli perfetti essa li santifica. Con questo ammette implicitamente l'imperfezione degli uomini. Anzi, ammette l'inclinazione al peccato nella misura in cui non considera più come umani quegli esseri che al peccato non sono soggetti: questi diventano beati o santi. Con ciò la Chiesa romana dà testimonianza della sua fondamentale propensione al perdono, alla remissione. (cap. VII, p. 36)
La nostra vita prima della guerra era idilliaca e già un viaggio nella lontana Zlotogrod sembrava a noi tutti un'avventura. (cap. VIII, p. 38)
Pure, per quanto fossi preparato all'ignoto, e anzi a qualcosa di estremamente remoto, il più mi parve consueto e familiare. Solo molto più tardi, molto tempo dopo la grande guerra che giustamente, a mio parere, viene chiamata "guerra mondiale", e non già perché l'ha fatta tutto il mondo, ma perché noi tutti, in seguito ad essa, abbiamo perduto un mondo, il nostro mondo, solo molto più tardi, dicevo, dovevo accorgermi che perfino i paesaggi, i campi, le nazioni, le razze, le capanne e i caffè del genere più diverso e della più diversa origine devono sottostare alla legge del tutto naturale di uno spirito potente che è in grado di accostare ciò che è distante, di rendere affine l'estraneo e di conciliare l'apparentemente divergente. Parlo del frainteso e anche abusato spirito della vecchia monarchia, che in questo caso faceva sì che io fossi di casa a Zlotogrod non meno che a Sipolje o a Vienna. (cap. IX, p. 44)

Tutte le frasi di «La cripta dei cappuccini»

Altri libri di Joseph Roth

Tutti i libri di Joseph Roth in ordine

Libri simili

Domande frequenti

Chi ha scritto «La cripta dei cappuccini»?
«La cripta dei cappuccini» è stato scritto da Joseph Roth.
Quando è uscito «La cripta dei cappuccini»?
La prima pubblicazione risale al 1938.
Dove è ambientato «La cripta dei cappuccini»?
L'ambientazione indicata è Austria.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026