Romanzo · 2004

La masseria delle allodole

di Antonia Arslan

Prima pubblicazione
2004
Tipo
Romanzo
Lingua originale
italiano
Traduzione
Geoffrey Brock

«La masseria delle allodole» è un romanzo di Antonia Arslan, pubblicato per la prima volta nel 2004.

Ha vinto Premio Stresa 2004. Ne sono stati tratti 1 film o serie.

Il libro in breve

La masseria delle allodole è un romanzo di Antonia Arslan, pubblicato da Rizzoli nel 2004, che tratta in larga parte del genocidio armeno. L'autrice narra la storia di un gruppo di armeni che vissero in Anatolia (attuale Turchia) vittime dei rastrellamenti e dei massacri organizzati dal governo turco.

Dal romanzo è stato tratto nel 2007 l'omonimo film dei fratelli Taviani.

Fonte: Wikipedia, voce «La masseria delle allodole» · licenza CC BY-SA 4.0

Dove trovare «La masseria delle allodole»

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Frasi tratte da «La masseria delle allodole»

Il nonno morì alcuni mesi dopo. Non andammo più insieme dal vecchio frate, non seppi mai quali fossero gli "speciali doveri" di chiamarsi Antonia. Dopo tanti anni, però, non ho dimenticato. Ancora oggi per me le grandi cupole della basilica sono come navi possenti, e veleggiano maestose da Occidente a Oriente, seguendo la profezia, posate come in bilico sulla città tanto più piccola. Ancora mi commuove, ogni volta che entro dal grande portone, l'odore di incenso, il canto delle litanie lauretane (o il loro ricordo), l'eco presente dello scalpiccìo dei milioni e milioni di passi dei pellegrini che, come un mare, vengono e vanno, e dell'anima di ognuno si prende cura il grande Santo, di cui porto il nome.
Dopo tanti anni, è nell'odoroso interno brulicante di gente che mi sento a casa, nel caldo nido di una volta: non estranea, non ospite, ma passeggera in attesa di un treno di cui non conosco l'orario. So soltanto che da qui passerà, da questa grande stazione dove nessuno è straniero, e un grande cuore ancora batte per segnarci il cammino. Qui vorrei finire il mio tempo, appoggiata a un gradino consumato dai passi degli uomini, perché Qualcuno mi accetti, per non svanire nel nulla, e transitare verso la luce, con la mano nella mano del mio amico Antonio il portoghese, detto Antonio di Padova, il Santo col fiore di giglio in mano.
Sempad, e tutti gli altri come lui, non potevano letteralmente concepire che si potesse ingannare – e uccidere, poi – uno con cui prendi il tè in casa tua: un ospite!
L'uso di mondo di Sempad – e degli altri come lui – non si estendeva alla doppiezza né all'inganno; si basava piuttosto sull'applicazione di un accurato cerimoniale mercantile di guadagni, profitti e perdite, calcolati con larghezza e con il rispetto dovuto ai poveri della comunità.
Li trovarono così, nonno e nipote. Immobili in reciproca silenziosa comunione, in bilico tra passato e futuro in un presente miracolosamente dilatato: una rossa sera che non scendeva, un'epifania misteriosa. La Vergine aveva camminato sulla terra, tra i papaveri e il grano dorato, e aveva gradito il grappolo d'uva.
Sabato Santo. La paziente trappola, lucida di filo spinato e di sangue rappreso, sta per scattare. Ma la vita impassibile scorre in superficie.
Mentre un brivido disperato la scuote tutta, Azniv improvvisamente comprende un pericolo, un orrore incombente, e il suo giovane sangue dà un balzo di voluttuosa speranza. Un cieco istinto la spinge ad andare via da quel luogo, dove le rose sembrano adesso profumare di morte, e il muro del giardino nasconde tombe sconosciute. Si alza in piedi, e allora lui (che non ha compreso nulla) si alza con lei e la stringe a sé per baciarla. Il bacio è appena uno sfiorarsi, ma rimbalza in lei cupamente: vergogna, disonore, follia, nella casa stessa del padre...
Azniv si stringe le braccia sul seno, arrossisce, e con la stessa velocità con cui lo ha fatto entrare, riapre la porticina nel muro e spinge fuori il giovane, con furia silenziosa. Il corpo le ha detto ciò che la mente non aveva ancora afferrato: il mare di differenza che diventa sempre più rosso, dove lei sta su una sponda e lui sull'altra, il mare che divide i due popoli.

Film e serie tratti da «La masseria delle allodole»

TitoloAnnoTipoRegiaSinossi
La masseria delle allodole2007filmPaolo Taviani, Vittorio Taviani

Premi letterari

AnnoPremioEsito
2004Premio Campiellofinalista / candidato
2004Premio Stresavincitore

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Domande frequenti

Chi ha scritto «La masseria delle allodole»?
«La masseria delle allodole» è stato scritto da Antonia Arslan.
Quando è uscito «La masseria delle allodole»?
La prima pubblicazione risale al 2004.
Esiste un film tratto da «La masseria delle allodole»?
Sì: La masseria delle allodole (2007).

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026