- Autore
- Marco Travaglio
- Prima pubblicazione
- 2006
- Genere
- saggio
- Lingua originale
- italiano
«La scomparsa dei fatti» è un'opera di Marco Travaglio, pubblicata per la prima volta nel 2006.
Il libro in breve
La scomparsa dei fatti. Si prega di abolire le notizie per non disturbare le opinioni (2006) è un libro scritto da Marco Travaglio, pubblicato da il Saggiatore.
In questa opera Travaglio analizza il sistema dell'informazione in Italia: «programmaticamente svuotata di contenuti, malata di revisionismo, corrotta, mercenaria, sostanzialmente menzognera.»
Da questo libro nel 2011 è tratto lo spettacolo teatrale "Anestesia totale" sempre di Travaglio e con la partecipazione dell'attrice Isabella Ferrari.
Fonte: Wikipedia, voce «La scomparsa dei fatti» · licenza CC BY-SA 4.0
Dove trovare «La scomparsa dei fatti»
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Frasi tratte da «La scomparsa dei fatti»
C'è chi nasconde i fatti perché è nato servo e, come diceva Victor Hugo, "c'è gente che pagherebbe per vendersi".
C'è chi nasconde i fatti anche a se stesso perché ha paura di dover cambiare opinione.
Se in America il giornalismo è il cane da guardia del potere, in Italia è il cane da compagnia. O da riporto.
Il lancio delle banconote fu uno dei momenti più alti della nostra democrazia. I cittadini, correttamente e compiutamente informati come mai era accaduto in passato sul tradimento degli eletti ai danni degli elettori, reagivano con l'unica arma democratica a loro disposizione: l'indignazione e la protesta di piazza, per chiedere una politica più trasparente e più onesta e una legge finalmente uguale per tutti. Il discorso di Craxi alla Camera, il 3 luglio 1992, fu invece uno dei momenti più bassi della storia repubblicana: un ex presidente del Consiglio che aveva governato l'Italia personalmente per quattro anni e – in coalizione con i partiti alleati – per quindici, violando sottobanco le leggi che lui stesso, il suo partito ed i suoi alleati pretendevano di imporre agli altri, ma dal rispetto delle quali si sentiva – chissà perché – esentato, pretendeva di farla franca intonando il «così fan tutti», trafficando con dossier fasulli e «poker d'assi» pieni di due di picche per screditare i magistrati che l'avevano preso con le mani nel sacco. E presto sarebbe fuggito all'estero, latitante travestito da esule, per sottrarsi alla giustizia e alle leggi del suo Paese. Che dovevano fare gli italiani? Battergli le mani? Stendergli il tappeto rosso sotto i piedi? Ringraziarlo del gentile pensiero?
Se le notizie fanno paura, le parole che le raccontano ne fanno ancor di più. In fondo è la parola che si conficca nella memoria e aiuta a ricordare questo o quel fatto, richiamandolo come il sibilo agli ultrasuoni che fa scattare il cane. Così – l'abbiamo visto per la guerra e per la pace – le parole diventano più importanti dei fatti. Perché, giocando con le parole, si possono manipolare i fatti, e, alla fine della catena, tutta la memoria collettiva.
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Domande frequenti
Chi ha scritto «La scomparsa dei fatti»?
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Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026