Romanzo · 1978
La vita, istruzioni per l'uso
di Georges Perec · titolo originale La Vie mode d'emploi
- Autore
- Georges Perec
- Prima pubblicazione
- 1978
- Tipo
- Romanzo
- Ambientazione
- Parigi
- Lingua originale
- francese
- Editore
- Hachette
- Traduzione
- David Bellos, Ido Bassok
«La vita, istruzioni per l'uso» è un romanzo di Georges Perec, pubblicato per la prima volta nel 1978.
L'ambientazione è a Parigi.
Il libro in breve
La vita, istruzioni per l'uso è un romanzo del 1978 di Georges Perec. Il libro valse all'autore, nello stesso anno, il Prix Médicis.
Il libro, probabilmente il più noto di Perec, è dedicato alla memoria di Queneau ed è stato indicato da Calvino come esempio di iperromanzo.
Il romanzo narra la vita dei diversi abitanti di Rue Simon-Crubellier 11 (una via immaginaria situata nel XVII arrondissement): un caseggiato di 10 piani, 10 stanze per piano, a formare un "biquadrato" di 100 elementi che lo stesso Perec così descrive: «Immagino uno stabile parigino cui sia stata tolta la facciata... in modo che, dal pianterreno alle soffitte, tutte le stanze che si trovano sulla parte anteriore dell'edificio siano immediatamente e simultaneamente visibili».
Il racconto procede, tra le stanze del caseggiato, seguendo lo schema ad "L" del movimento del cavallo nel gioco degli scacchi e tocca così tutte le stanze, tranne una: i capitoli del libro sono infatti novantanove, non cento.
Fonte: Wikipedia, voce «La vita, istruzioni per l'uso» · licenza CC BY-SA 4.0
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Frasi tratte da «La vita, istruzioni per l'uso»
La conoscenza del tutto e delle sue leggi, dell'insieme e della sua struttura, non è deducibile dalla conoscenza delle singole parti che lo compongono.
La vita, giovanotto, è una donna sdraiata, con seni accostati e rigonfi, con una gran pancia liscia e molle fra i fianchi sporgenti, con braccia sottili, cosce piene e occhi socchiusi, che nella sua provocazione splendida e beffarda esige il nostro più fervido ardore.
Non nel soggetto del quadro o nella tecnica del pittore sta la difficoltà dei puzzle, ma nella sapienza del taglio, e un taglio aleatorio produrrà necessariamente una difficoltà aleatoria, oscillante fra una facilità estrema per i bordi, i particolari, le macchie di luce, gli oggetti ben definiti, le pennellate, le transizioni, e una difficoltà fastidiosa per tutto il resto: il cielo senza nuvole, la sabbia, i prati, i coltivi, le zone d'ombra.
Si può guardare il pezzo di un puzzle per tre giorni di seguito credendo di sapere tutto della sua configurazione e del suo colore, senza aver fatto il minimo passo avanti: conta solo la possibilità di collegare quel pezzo ad altri pezzi.
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Domande frequenti
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Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026