- Autore
- Sándor Márai
- Prima pubblicazione
- 1942
- Tipo
- Romanzo
- Ambientazione
- Ungheria
- Lingua originale
- ungherese
- Traduzione
- Carol Brown Janeway
«Le braci» è un romanzo di Sándor Márai, pubblicato per la prima volta nel 1942.
L'ambientazione è in Ungheria.
Il libro in breve
Le braci (titolo originale A gyertyák csonkig égnek, letteralmente Le candele bruciano fino in fondo) è un romanzo dello scrittore ungherese Sándor Márai, pubblicato senza successo per la prima volta in Ungheria, nel 1942, poi in tedesco nel 1950, in ungherese nel 1990 e, in italiano, nel 1998. Nonostante sia stato per l'autore il primo grande successo editoriale internazionale, Márai dichiarò di non amare questo romanzo, ritenendolo "eccessivamente romantico".
Fonte: Wikipedia, voce «Le braci» · licenza CC BY-SA 4.0
Dove trovare «Le braci»
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Frasi tratte da «Le braci»
Vienna, l'Impero, ungheresi, tedeschi, moravi, cechi, serbi, croati e italiani, formavano un'unica grande famiglia, e all'interno di questa ciascuno intuiva in segreto che l'unico in grado di mantenere l'ordine, in quella marea di desideri, inclinazioni e passioni tumultuose, era l'imperatore, che era contemporaneamente sergente maggiore in servizio perpetuo e maestà, funzionario statale con i coprigomiti in lustrino e grand seigneur, bifolco e sovrano. (cap. 7)
Quelle donne avevano portato nella loro vita lo smarrimento dei primi amori e tutto ciò che significa l'amore: desiderio, gelosia, e un disperato senso di solitudine. Ma al di là delle donne e del mondo balenava un sentimento più forte di tutto il resto. Un sentimento, noto soltanto agli uomini, che si chiama amicizia. (cap.8)
Vienna non è soltanto una città, il suo nome ha un suono che alcuni sentono vibrare in fondo all'anima per sempre e altri no. È stata la cosa più bella della mia vita. Ero povero ma non ero solo, perché avevo un amico. E anche Vienna era come un amico. Ai Tropici, quando pioveva, udivo sempre la sua voce. E in mille altre occasioni. L'odore di muffa che aleggiava nell'androne della casa di Hietzing mi tornava in mente persino nella giungla. A Vienna la musica e tutto ciò che amavo vibrava nelle pietre, nello sguardo e nella cortesia degli uomini come vivono nei cuori le passioni ormai purificate. Sai, quando le passioni non ti fanno più soffrire. Vienna d'inverno e in primavera. I viali di Schonbrunn. La luce azzurra nel dormitorio del collegio, la grande scalinata bianca con le statue barocche. Le cavalcate al mattino, nel Prater. I cavalli bianchi della scuola di equitazione. (cap. 11)
"Sono tutti morti, oppure se ne sono andati, hanno rinunciato a tutto quello che giurammo di difendere. Esisteva un mondo per il quale valeva la pena di vivere e di morire. Quel mondo è morto. Quello nuovo non fa più per me. È tutto ciò che posso dire". "Per me quel mondo è sempre vivo, anche se non esiste più nella realtà. È vivo perché gli ho giurato fedeltà. È tutto ciò che posso dire". "Sì, tu sei rimasto un vero soldato" risponde Konrad. (cap. 11)
Le simpatie che ho visto nascere tra gli uomini sono sempre naufragate, alla fine, nelle paludi dell'egoismo e della vanità. (cap. 13)
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Domande frequenti
Chi ha scritto «Le braci»?
Quando è uscito «Le braci»?
Dove è ambientato «Le braci»?
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026