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Chapman & Hall · Public domain

Novella · 1844

Le campane

di Charles Dickens · titolo originale The Chimes

Prima pubblicazione
1844
Tipo
Novella
Ambientazione
Saint Louis
Lingua originale
inglese

«Le campane» è una novella di Charles Dickens, pubblicata per la prima volta nel 1844.

La storia è ambientata a Saint Louis.

Il libro in breve

Le campane (The Chimes) è un romanzo breve di Charles Dickens, scritto e pubblicato nel 1844.

È il secondo dei cinque racconti di Natale dell'autore, dopo il Canto di Natale (1843) e prima de Il grillo del focolare (1845).

Fonte: Wikipedia, voce «Le campane» · licenza CC BY-SA 4.0

Edizioni e codici ISBN di «Le campane»

EditoreAnnoISBNPagineLinguaOpen Library
Royal Fireworks Press20239781638561132inglesescheda
Independently Published20229798360179009inglesescheda
Independently Published20229798406404805inglesescheda
Independently Published20229798807898869inglesescheda
Independently Published20229798440545403inglesescheda
Independently Published20229798802217719inglesescheda
Independently Published20229798414338734inglesescheda
Open Road Integrated Media, Inc.20229781504080866inglesescheda
Independently Published20229798443107776inglesescheda
Independently Published20219798542966502inglesescheda
Independently Published20219798506846512inglesescheda
Independently Published20219798558048537inglesescheda
Independently Published20219798452390558inglesescheda
Independently Published20219798475377635inglesescheda
Independently Published20219798703073742inglesescheda

441 edizioni censite su Open Library; in tabella le prime 15, a partire da quelle in italiano.

Dove trovare «Le campane»

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Frasi tratte da «Le campane»

Non c'è niente che si ripresenti più regolarmente dell'ora di pranzo e niente che sia meno regolare, nel presentarsi, del pranzo. (Toby Veck: p. 331)
«Ma chi mangia la trippa?» disse il signor Filer dando un'occhiata in giro. «La trippa è senza eccezione l'articolo di consumo meno economico e più dispendioso che i mercati di questo paese abbiano la possibilità di produrre. È stato calcolato che la perdita che subisce nella cottura una libbra di trippa è superiore di sette ottavi di un quinto alla perdita che subisce una libbra di qualsiasi altra sostanza animale.
«Per dire le cose come stanno, la trippa è più costosa dell'ananasso di serra. Tenendo conto del numero di animali macellati regolarmente ogni anno e facendo un calcolo minimo delle quantità di trippa che le carcasse di questi animali se macellati razionalmente possono produrre, ho scoperto che la perdita su quella quantità di trippa quando viene cotta potrebbe nutrire una guarnigione di cinquecento soldati per cinque mesi di trentun giorni e un mese di febbraio in più. Che spreco, che spreco!» (p. 342)
«Mia signora,» rispose Sir Joseph con solennità «io sono nondimeno l'amico e il padre del povero, e questi riceverà nondimeno ogni incoraggiamento possibile dalle mie mani. Ogni quindici giorni verrà messo in comunicazione col signor Fish; ogni giorno di Capodanno io e i miei amici berremo alla sua salute; una volta all'anno io stesso e i miei amici gli rivolgeremo un discorso col più profondo dei sentimenti; una volta in vita sua forse può perfino accadere che riceva in pubblico, alla presenza della gente come si deve, una piccolezza qualsiasi da un amico; e quando, non più sorretto da questi stimolanti e dalla dignità del lavoro, scenderà nella sua comoda tomba, allora, mia signora» e qui Sir Joseph si soffiò il naso «io sarò l'amico e il padre dei suoi figli alle stesse condizioni.» (p. 357)
Nere sono le nuvole che si accumulano e agitate le acque profonde allorché il Mare del Pensiero, destandosi da una bonaccia, restituisce i suoi morti. Sorgono strani e terribili mostri, in una resurrezione prematura e imperfetta; le varie parti e le varie linee di cose differenti sono congiunte e commiste a caso, e quando e come e attraverso quali gradi meravigliosi ciascuna di esse si separa dall'altra e ciascun senso e ciascun obiettivo della mente riprende la sua forma abituale e torna alla vita, questo nessun uomo può dirlo, benché ciascun uomo sia ogni giorno il depositario di questo aspetto del Grande Mistero. (p. 376)
«La voce del tempo» disse il fantasma «grida all'uomo: va' avanti! Il tempo esiste perché egli possa avanzare e migliorare, perché il suo valore sia più grande, più grande la sua felicità, migliore la sua vita, perché progredisca innanzi, verso quella meta che è nota a lui e che egli può vedere e che è stata fissata nel periodo nel quale il tempo e lui cominciarono a esistere. Epoche di oscurità, di malvagità e di violenza, sono venute e scomparse: milioni di persone hanno sofferto, hanno vissuto e sono morte per additare a lui la via che gli sta dinanzi. Chi cerca di farlo volgere indietro o di arrestarlo nel suo corso, ferma una macchina potente che stenderà morto l'intruso e che l'arresto momentaneo renderà più feroce e più violenta.» (p. 380)

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Domande frequenti

Chi ha scritto «Le campane»?
«Le campane» è stato scritto da Charles Dickens.
Quando è uscito «Le campane»?
La prima pubblicazione risale al 1844.
Dove è ambientato «Le campane»?
L'ambientazione indicata è Saint Louis.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026