- Autore
- Fausta Cialente
- Prima pubblicazione
- 1976
- Tipo
- Romanzo
- Lingua originale
- italiano
«Le quattro ragazze Wieselberger» è un romanzo di Fausta Cialente, pubblicato per la prima volta nel 1976.
Ha vinto Premio Strega 1976.
Il libro in breve
Le quattro ragazze Wieselberger è un romanzo scritto da Fausta Cialente e basato sulle memorie personali dell'autrice. Uscito nel 1976, ha vinto nello stesso anno il Premio Strega.
Il libro è stato tradotto in tedesco, sloveno e francese.
Fonte: Wikipedia, voce «Le quattro ragazze Wieselberger» · licenza CC BY-SA 4.0
Dove trovare «Le quattro ragazze Wieselberger»
Alcuni collegamenti sono di affiliazione: se acquisti, il sito può ricevere una piccola commissione, senza costi aggiuntivi per te.
Frasi tratte da «Le quattro ragazze Wieselberger»
Non si rendeva conto, il padre, che raccontando questi episodi metteva in evidenza la tolleranza d'un governo che nonostante le molte difficoltà in cui doveva scontrarsi seguiva le regole d'un sistema liberale e cercava di mantenere l'equilibrio in un impero dove l'inno nazionale era cantato in dieci lingue, se non di più. (Questo, in realtà, indignava più il patriota che non il musicista). La monarchia rigida ma illuminata ch'era stata nel 1700 era divenuta in seguito assai più rigida e meno illuminata, nondimeno tolleranza era, seppure oscillante tra lacerate contraddizioni. Ma né il padre né le sue donne erano capaci d'intendere che l'odiato impero formava allora una parte molto importante della vecchia Europa — la più importante dopo l'impero di Carlo V — e la guerra ch'essi auspicavano avrebbe messo a rischio proprio questa millenaria potenza; non potevano quindi immaginare che il crollo d'un'Austria-Ungheria, certamente immobile e ottusa, sarebbe stato l'inizio d'una decadenza europea che non si sarebbe mai più arrestata. Ma essi avevano col presente e col passato un rapporto sbagliato, e non la minima idea di quel che avrebbe dovuto essere una nuova Europa, un'Europa democratica; il cui risorgimento, del resto, la terza e ormai invecchiata generazione non vede ancora. (parte I, cap. II, p. 28)
I rapporti con i due coloni sloveni erano sempre stati buoni e cordiali, e la famiglia non si sarebbe mai permessa in loro presenza e nei loro riguardi un linguaggio men che rispettoso; mentre la deprecabile usanza di chiamarli in dialetto s'ciavi, o meglio "sti maledeti s'ciavi" l'avevano anch'essi, incapaci com'erano d'interpretare la realtà d'una situazione nella quale erano tutti coinvolti e la lunga e abile mano dell'impero austriaco mescolava opponendo e aizzando gli uni contro gli altri, in modo che tutti si sentissero offesi o provocati. (parte I, cap. IV, p. 42)
Nonostante l'irredentismo appassionato che potrebbe farle credere se non rivoluzionarie almeno ribelli, sono due prudenti signore borghesi che accettano l'ordine e i limiti della loro classe e nonostante le tristi esperienze si preparano a educare i figli — le femmine sopratutto — alle rinunce e ai sacrifici. (parte I, cap. V, p. 67)
La storia è il grosso termometro dei cambiamenti d'umore degli Stati, una temperatura che oscilla, al primo colpo d'occhio, tra passioni che sembrano soltanto esagerate o sbagliate; ma al secondo si vedono già – o sopratutto – gl'intrighi e i compromessi d'alto luogo, gl'interessi quasi sempre cinici, o sporchi, o ridicoli; le crudeltà e le menzogne mascherate, la bassezza dei razzismi, l'intolleranza del fanatismo. Ma esse, le sorelle, non sono in grado di capirlo. Nonostante la dura lezione che hanno già ricevuto esse guardano fuori, vedono oltre, sperano ancora, forse: e riascoltano con una calda tenerezza del cuore l'eco delle loro giovani voci che hanno cantato gioiosamente incoscienti e provocanti: salveumbertoemargheritaedisavoialamagion. (parte I, cap. V, p. 69)
Ma i falsi, gl'inganni della storia rimangono chiusi come un seme nella terra per decine d'anni, chiuso e sepolto, e nessuno si accorge di quanto quel seme è impuro; poi finalmente spunta il germoglio velenoso e allora soltanto la scabra verità appare. Sempre troppo tardi, ad ogni modo, quando l'altissimo prezzo di tanti giovani morti è già stato pagato. (parte II, cap. IV, p. 128)
Premi letterari
| Anno | Premio | Esito |
|---|---|---|
| 1976 | Premio Strega | vincitore |
Schede su altri cataloghi
Domande frequenti
Chi ha scritto «Le quattro ragazze Wieselberger»?
«Le quattro ragazze Wieselberger» è stato scritto da Fausta Cialente.
Quando è uscito «Le quattro ragazze Wieselberger»?
La prima pubblicazione risale al 1976.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026