Raccolta di racconti · 2010

Notte buia, niente stelle

di Stephen King · titolo originale Full Dark, No Stars

Prima pubblicazione
2010
Tipo
Raccolta di racconti
Lingua originale
inglese

«Notte buia, niente stelle» è una raccolta di racconti di Stephen King, pubblicata per la prima volta nel 2010.

Il libro in breve

Notte buia, niente stelle (Full Dark, No Stars) è la decima antologia di racconti di Stephen King, pubblicata negli USA il 9 novembre 2010 (con una tiratura superiore al milione di copie) e il 23 novembre dello stesso anno in Italia, un anno dopo Stephen King Goes to the Movies. Contiene quattro novelle inedite. La traduzione è stata affidata a Wu Ming 1.

Nella postfazione, datata 23 dicembre 2009, così l'autore descrive la raccolta:

Fonte: Wikipedia, voce «Notte buia, niente stelle» · licenza CC BY-SA 4.0

Edizioni e codici ISBN di «Notte buia, niente stelle»

EditoreAnnoISBNPagineLinguaOpen Library
Scribner20189781501197949384inglesescheda
Debolsillo20179786073152433438spagnoloscheda
Wydawnictwo AlbatrosApr 14, 20169788379857890488scheda
AlbatrosApr 14, 20159788379856305512scheda
AST20159785170896738446russcheda
LGFMar 12, 20149782253177272624scheda
LGFMar 12, 20149782253177272624scheda
Huang guan wen hua chu ban you xian gong si20149789573330554415chischeda
Debolsillo20139788499898636448spagnoloscheda
Wydawnictwo Albatros A. Kuryłowicz20139788378858713486polscheda
n/a2012-01-019782298062496scheda
Overlook Connection PressJul 17, 201297816233001971scheda
Luitingh2012-039789024549856415dutscheda
Heyne VerlagApr 09, 20129783453436343scheda
A. Michel2012-039782226239938496francesescheda

41 edizioni censite su Open Library; in tabella le prime 15, a partire da quelle in italiano.

Dove trovare «Notte buia, niente stelle»

Alcuni collegamenti sono di affiliazione: se acquisti, il sito può ricevere una piccola commissione, senza costi aggiuntivi per te.

Frasi tratte da «Notte buia, niente stelle»

Le storie raccolte in questo libro sono molto dure. Forse, in certi momenti, le hai trovate difficili da leggere. Ti assicuro che io stesso, in certi momenti, le ho trovate difficili da scrivere. (p. 415)
Io prendo molto sul serio quel che faccio, ed è sempre stato così, fin da quando a diciott'anni scrissi il mio primo romanzo La lunga marcia.
Ho pochissima pazienza nei confronti degli scrittori che non prendono sul serio il proprio lavoro, e proprio nessuna pazienza nei confronti di chi sostiene che l'arte di scrivere storia sia ormai logora. Non è logora, e non è un giochino letterario. È uno dei più importanti modi di cercare un senso nelle nostre vite e nel sovente terribile mondo che ci circonda. È il modo in cui rispondiamo alla domanda: «Come possono accadere cose del genere?» Le storie ci portano a pensare che a volte (non sempre, ma a volte) vi sia una ragione. (pp. 415-416)
Fin dal principio [...] ho avuto la sensazione che la migliore narrativa fosse propulsiva e aggressiva. Ti arriva dritta in faccia. A volte ti grida in faccia. Non ho nulla contro la prosa «alta», che di solito descrive persone straordinarie in circostanze ordinarie, ma sia come lettore sia come scrittore, mi interessano molto di più le persone ordinarie in circostanze straordinarie. Nei miei lettori voglio provocare una reazione emotiva, quasi viscerale. Il mio scopo non è farli pensare mentre leggono. Metto la parola in corsivo per far capire che, se la storia è buona abbastanza e i personaggi sono sufficientemente vividi, il pensiero seguirà all'emozione dopo la lettura e a libro già riposto (talvolta con sollievo). (p. 416)
La verità è nell'occhio di chi guarda, ma se si parla di narrativa, la sola responsabilità dello scrittore è quella di cercare la verità nel proprio cuore. Non sarà sempre la verità del lettore, e nemmeno quella del critico, ma finché sarà la verità dello scrittore (e finché quest'ultimo non si umilierà né si toglierà il cappello in ossequio alle mode), tutto andrà bene. Per gli scrittori che mentono di proposito, per quelli che sostituiscono comportamenti non credibili al modo in cui le persone agiscono davvero, io non provo altro che disprezzo. Scrivere male non è solo questione di cattiva sintassi o scarso spirito d'osservazione: si scrive male quando ci si rifiuta di raccontare storie su quel che la gente fa realmente. (p. 417)
In Notte buia, niente stelle ho fatto del mio meglio per rendere quel che la gente potrebbe fare e come potrebbe comportarsi in certe situazioni estreme. Le persone in questi racconti non sono prive di speranza, ma riconoscono che a volte persino le speranze più fervide (e i migliori auspici per il nostro prossimo e la società in cui viviamo) si rivelano vane. Anzi, succede spesso. Quello che ci dicono, secondo me, è che la nobiltà non sta principalmente nel successo, ma nel cercare di fare la cosa giusta, e che se non riusciamo a farla, o intenzionalmente ci sottraiamo al compito, la conseguenza sarà l'inferno. (p. 417)

Altri libri di Stephen King

Tutti i libri di Stephen King in ordine

Libri simili

Domande frequenti

Chi ha scritto «Notte buia, niente stelle»?
«Notte buia, niente stelle» è stato scritto da Stephen King.
Quando è uscito «Notte buia, niente stelle»?
La prima pubblicazione risale al 2010.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026