Opera teatrale · 1994

Novecento

di Alessandro Baricco

Prima pubblicazione
1994
Tipo
Opera teatrale
Genere
monologo
Lingua originale
italiano
Traduzione
Ann Goldstein

«Novecento» è un'opera teatrale di Alessandro Baricco, pubblicata per la prima volta nel 1994.

Ne sono stati tratti 1 film o serie.

Il libro in breve

Novecento è un monologo teatrale scritto da Alessandro Baricco, pubblicato da Feltrinelli nel 1994. Baricco lo compose per farlo interpretare a Eugenio Allegri con la regia di Gabriele Vacis, i quali nel luglio dello stesso anno ne fecero uno spettacolo, che debuttò al festival di Asti. Secondo l'autore il testo può essere definito come una via di mezzo tra «una vera messa in scena e un racconto da leggere ad alta voce».

Nel 2022 Baricco ha lanciato un NFT ricavato dall'opera, chiamato Novecento. The Source Code e consistente in un file audio.

Fonte: Wikipedia, voce «Novecento (monologo teatrale)» · licenza CC BY-SA 4.0

Dove trovare «Novecento»

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Frasi tratte da «Novecento»

Quello che per primo vede l'America. Su ogni nave ce n'è uno. E non bisogna pensare che siano cose che succedono per caso, no... e nemmeno per una questione di diottrie, è il destino, quello. Quella è gente che da sempre c'aveva già quell'istante stampato nella vita. E quando erano bambini, tu potevi guardarli negli occhi, e se guardavi bene, già la vedevi, l'America, già lì pronta a scattare, a scivolare giù per nervi e sangue e che ne so io, fino al cervello e da lì alla lingua, fin dentro quel grido (gridando), AMERICA, c'era già, in quegli occhi, di bambino, tutta l'America.
Lì, ad aspettare.
Questo me l'ha insegnato Danny Boodmann T.D. Lemon Novecento, il più grande pianista che abbia mai suonato sull'Oceano. Negli occhi della gente si vede quello che vedranno, non quello che hanno visto. (p. 12)
Io ne ho viste, di Americhe... Sei anni su quella nave, cinque, sei viaggi ogni anno, dall'Europa all'America e ritorno, sempre a mollo nell'Oceano, quando scendevi a terra non riuscivi neanche a pisciare dritto nel cesso. Lui era fermo, lui, ma tu, tu continuavi a dondolare. Perché da una nave si può anche scendere: ma dall'Oceano... (p. 12)
[...] mi misi a suonare. Lui se ne stette lì a fissarmi senza muovere un muscolo. Aspettò che finissi, senza dire una parola. Poi mi chiese:
"Cos'era?".
"Non lo so."
Gli si illuminarono gli occhi.
"Quando non sai cos'è, allora è jazz."
Poi fece una cosa strana con la bocca, forse era un sorriso, aveva un dente d'oro proprio qui, così in centro che sembrava l'avesse messo in vetrina per venderlo.
"Ci vanno matti, per quella musica, lassù." (p. 13)
Suonavamo perché l'Oceano è grande, e fa paura, suonavamo perché la gente non sentisse passare il tempo, e si dimenticasse dov'era e chi era. Suonavamo per farli ballare, perché se balli non puoi morire, e ti senti Dio. E suonavamo il ragtime, perché è la musica su cui Dio balla, quando nessuno lo vede. Su cui Dio ballava, se solo era negro. (pp. 13-14)
"Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia, e qualcuno a cui raccontarla". (p. 17)

Tutte le frasi di «Novecento»

Film e serie tratti da «Novecento»

TitoloAnnoTipoRegiaSinossi
La leggenda del pianista sull'oceano1998filmGiuseppe Tornatore

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Domande frequenti

Chi ha scritto «Novecento»?
«Novecento» è stato scritto da Alessandro Baricco.
Quando è uscito «Novecento»?
La prima pubblicazione risale al 1994.
Esiste un film tratto da «Novecento»?
Sì: La leggenda del pianista sull'oceano (1998).

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026