- Autore
- Alda Merini
- Prima pubblicazione
- 1955
- Genere
- poesia
- Lingua originale
- italiano
«Nozze romane» è un'opera di Alda Merini, pubblicata per la prima volta nel 1955.
Il libro in breve
Nozze romane è una raccolta di poesie della scrittrice italiana Alda Merini.
La raccolta venne pubblicata nel 1955 dall'editore Schwarz nella collana intitolata "Dialoghi col poeta".
L'angoscia, dalla quale non riesce a liberarsi, è l'elemento più doloroso nella mente della giovane Alda e tema ricorrente della raccolta. Anche nella poesia "Nozze romane" datata 29 dicembre 1948, la scrittrice, nell'immaginare i futuri incontri con il suo sposo nella nuova casa, prova angoscia, paura e ansia.
La poesia "Una Maddalena", "è evangelica metafora del rapporto interiore della ragazza col Maestro, il Poeta, Salvatore Quasimodo; una notevole e ben costruita lirica del 14 marzo 1949".
Due solo le liriche che esprimono una certa speranza nell'avvenire: "Io vorrei, superato ogni tremore" e "Anche se addormentata" mentre numerosi sono i motivi iconici in "La pietà", "La sibilla Cumana", "Giovanni Evangelista", "Cristo portacroce", "Il fanciullo, (statua sepolcrale)", dove ritorna martellante il tema della Morte.
Fonte: Wikipedia, voce «Nozze romane» · licenza CC BY-SA 4.0
Dove trovare «Nozze romane»
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Frasi tratte da «Nozze romane»
Quando, fanciulla appena, mi concessi / quando mi sciolsi per la prima volta / da quel bruciore acuto di purezza / che sublimava ambiguità tremende / sentii l'impegno che covavo dentro / crescere, quasi a forza di missione. (Una Maddalena)
E non sarà ch'io incida sulla pietra / sacra del cuore il segno del sospetto / mortale, né mi inarchi di supina / trasparenza sul male, né decada / di somiglianza impura con la vita. (E la bellezza non potrà cessare)
Variata / stupendamente da codesti incontri / numererò la plurima mia essenza / entro un solo, perenne, / insistere di toni adolescenti. (Io vorrei, superato ogni tremore)
Serrati / nel centro del mio spirito i già mondi / segreti del passato hanno versioni / di pudiche allegrezze e il movimento / che potrebbe fluirmi nelle membra / è pari alla perfetta / grazia delle nature primitive. (Anche se addormentata)
Anche se addormentata, il mio costante / volgermi è ricco di rivelazioni, / il mio largo stupore è maturante / un attacco improvviso di perfetti / ignorati strumenti, la mia voce / prepara i toni della profezia, / il mio corpo ogni grado di scintilla / vitale, le mie labbra / la parola finale cui converge / il brivido del sangue. (Anche se addormentata)
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Domande frequenti
Chi ha scritto «Nozze romane»?
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Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026