Libro · 1909

Ore italiane

di Henry James · titolo originale Italian Hours

Prima pubblicazione
1909
Lingua originale
inglese

«Ore italiane» è un'opera di Henry James, pubblicata per la prima volta nel 1909.

Il libro in breve

Ore italiane è un taccuino di viaggio di Henry James pubblicato in lingua inglese nel 1909, con illustrazioni di Joseph Pennell, in cui James raccolse dei brani sull'Italia scritti in un arco di tempo di circa quarant'anni, dal 1872 al 1909.

L'opera è formata da ventidue capitoli, quasi tutti provvisti della data in cui furono composti; solo due capitoli, oltre all'introduzione, erano inediti. Rispetto alla loro prima composizione, i brani raccolti furono revisionati estesamente e modificati in modo da costituire una raccolta organica.

L'autore, che si confessa affetto da una sorta di "mal d'Italia" ("the luxury of loving Italy"), per ciascun luogo descrive nell'ordine (e in ordine soggettivo di importanza) i monumenti e le opere d'arte, i paesaggi, gli uomini e l'ambiente sociale. Negli scritti più antichi i luoghi sono confrontati con le impressioni dell'autore precedenti la visita.

Fonte: Wikipedia, voce «Ore italiane» · licenza CC BY-SA 4.0

Dove trovare «Ore italiane»

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Frasi tratte da «Ore italiane»

Genova è il viluppo topografico più intricato del mondo e anche una seconda visita vi aiuta poco a dipanarlo. Nelle meravigliose strade genovesi curve, tortuose, ripide, vertiginose, misteriose, il visitatore è realmente e totalmente immerso nel tradizionale bozzetto italiano. (p. 142)
Credo che l'orgoglio della città sia il porto, con la sua grande capacità e che il testamento dell'ultimo duca di Galliera, il quale ha lasciato quattro milioni di dollari per il suo ampliamento e per il miglioramento delle attrezzature, ne farà senza dubbio uno dei più grandi scali commerciali di Europa. (p. 142)
In primo luogo avevo trovato il mio albergo, il Croce di Malta, molto accogliente, sistemato com'era in un gigantesco palazzo sul bordo della rada brulicante e non molto pulita. Era la casa più grande in cui fossi mai entrato, solo il pianterreno avrebbe potuto contenere una dozzina di caravanserragli americani. Nell'ingresso incontrai un signore americano, il quale, e ne aveva in realtà pieno diritto, era seccato per quelle dimensioni fastidiose – ci voleva un quarto d'ora per salire dal piano terra – e desiderava sapere se esistevano a Genova degli alberghi «un po' più semplici». L'edificio costituisce un eccellente esempio di architettura genovese; per quanto abbia potuto osservare vi erano poche case più piccole di questo titanico hotel. (p. 143)
Come ho accennato, Genova è la più tortuosa e incoerente delle città; distesa qua e là sui fianchi e sulle creste dei dodici colli, è segnata da precipizi e burroni che sono irti di quegli innumerevoli palazzi per i quali, fin dalla prima volta che ci siamo stati, abbiamo udito che il luogo è famoso. Questi grandi edifici, con quelle forme variegate e un po' sbiadite, innalzano i loro enormi cornicioni ornamentali ad altezze vertiginose, dove, in un certo modo indescrivibilmente disperato e pieno di desolazione, sorpassandosi l'un l'altro, sembrano riflettere lo sfavillio e lo splendore del caldo Mediterraneo. Giù a pianterreno, nelle vie strette e senza sole, la gente si muove di un moto perpetuo, andando e venendo, oppure fermandosi sugli ingressi cavernosi o sulla soglia dei negozi bui e affollati, parlando, ridendo, chiacchierando, lamentandosi, vivendo la propria vita in quel modo fatto di conversazione che è tipicamente italiano. (pp. 143-144)
Qui tutti sono magnificamente abbronzati e vi è un gran numero di quei tipi bizzarri, color del mogano, marinai dal torace nudo con orecchini e cinture cremisi, che sembrano popolare un porto del sud con il coro di "Masaniello". (p. 146)

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Domande frequenti

Chi ha scritto «Ore italiane»?
«Ore italiane» è stato scritto da Henry James.
Quando è uscito «Ore italiane»?
La prima pubblicazione risale al 1909.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026