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Simpson, William, 1823-1899, artist., Paul... · Public domain

Raccolta di racconti · 1855

Racconti di Sebastopoli

di Lev Tolstoj · titolo originale Севастопольские рассказы

Prima pubblicazione
1855
Tipo
Raccolta di racconti
Ambientazione
Sebastopoli
Lingua originale
russo

«Racconti di Sebastopoli» è una raccolta di racconti di Lev Tolstoj, pubblicata per la prima volta nel 1855.

Il libro si svolge a Sebastopoli.

Il libro in breve

I racconti di Sebastopoli (titolo orig. in lingua russa pre-riforma: Севастопольскіе разсказы [Sevastópolʹskiye razskázy]; in russo post-riforma: Севастопольские рассказы [Sevastópolʹskiye rasskázy]) sono tre racconti di Lev Tolstoj, composti per registrare le sue esperienze durante l'Assedio di Sebastopoli (1854-1855), avvenuto nel contesto della Guerra di Crimea, pubblicati separatamente fra il 1855 e il 1856.

Questi brevi schizzi formarono la base di alcuni episodi poi riutilizzati per il suo capolavoro, il romanzo storico Guerra e pace.

Fonte: Wikipedia, voce «Racconti di Sebastopoli» · licenza CC BY-SA 4.0

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Frasi tratte da «Racconti di Sebastopoli»

Ed ora, se avete i nervi saldi, varcate quella porta là, a sinistra: in quella sala eseguono le fasciature e le operazioni. Là vedrete medici con le braccia sporche di sangue fino al gomito e con delle facce pallide e tetre, affaccendati intorno ad una branda sulla quale, con gli occhi aperti e pronunciando come in delirio parole senza senso, talvolta anche semplici e commoventi, giace un ferito sotto l'azione del cloroformio. I medici sono intenti alla ripugnante ma benefica operazione dell'amputare. Vedrete come l'affilato, curvo coltello entra nel corpo bianco e sano; sentirete con che terribile, straziante grido e con quali maledizioni il ferito riprende a un tratto conoscenza; vedrete come, su di una barella, giace nella stessa stanza un altro ferito che, guardando operare il compagno, si contorce e si lamenta, non tanto per il dolore fisico, quanto per la sofferenza morale dell'attesa. Vedrete spettacoli terribili, da straziare l'anima; vedrete la guerra, non nell'aspetto convenzionale, bello e splendente, con musica e rullo di tamburi, con bandiere sventolanti e generali caracollanti, ma nella sua espressione reale: sangue, sofferenze, morte...
Da Sebastopoli nel mese di dicembre, in Sebastopoli e altri racconti, a cura, con introduzione e note di Maria Bianca Luporini, traduzioni di Alda Antolini e Riccardo Loy, Sansoni, Firenze, stampa 1973, pp. 111-112.
Spesso mi è venuta questa strana idea: e se una delle parti in lotta proponesse all'altra di congedare un soldato per ciascuna armata? Questo desiderio potrebbe sembrare strano, ma perché non realizzarlo? Poi congedare un secondo (da entrambe le parti), poi un terzo, un quarto e così via, finché non rimanga un solo soldato per ogni armata (supponendo che le armate abbiano la stessa forza e che la quantità sia compensabile con la qualità). Ed allora se delle questioni politiche realmente complesse fra rappresentanti ragionevoli di creature ragionevoli debbono venir risolte con la rissa, lasciamo che si azzuffino questi due soldati: uno assedierebbe la città, l'altro la difenderebbe.
Questo ragionamento sembra soltanto un paradosso, eppure è giusto. Infatti, che differenza ci sarebbe tra un russo che combatte contro un rappresentante degli alleati, ed ottantamila russi che combattono contro ottantamila alleati? E perché non centotrentacinquemila contro centotrentacinquemila? Perché non ventimila contro ventimila? Perché non venti contro venti? Perché non uno contro uno? In nessun modo si potrà dimostrare che l'una cosa è più logica dell'altra. L'ultima, al contrario, è assai più logica perché più umana. Delle due l'una: o la guerra è una follia, o, se gli uomini compiono questa follia, non sono affatto delle creature ragionevoli, come, chissà perché, si è soliti considerarli.
Da Sebastopoli in maggio, Sansoni 1973, p. 124.
Eroe del racconto, eroe che io amo con tutta l'anima e che ho sempre cercato di riprodurre in tutta la sua bellezza, e che sempre è stato, è e sarà meraviglioso, eroe del mio racconto è la verità.
Da I racconti di Sebastopoli, traduzione di Vittorio Tomelleri, I Grandi Libri Garzanti, Milano, 1995. ISBN 8811585643
Il sole era alto e splendente sopra alla baia, che, con i suoi bastimenti fermi e le vele e le barche in movimento, brillava di un allegro e caldo scintillio. Un leggero venticello moveva appena le foglie delle querce rinsecchite attorno al telegrafo, gonfiava le vele delle barche e faceva dondolare le onde. Sebastopoli, sempre la stessa, con la sua chiesa incompiuta, con la colonna, il lungomare, il boulevard verdeggiante sulla collina, l'elegante edificio della biblioteca, le sue piccole baie azzurre piene di alberi, di bastimenti, i pittoreschi archi dei suoi acquedotti e il fumo azzurro della polvere da sparo, di tanto in tanto illuminato dalle fiammate color porpora dei colpi; sempre ugualmente bella, festosa e fiera, circondata da una parte dalle montagne gialle e fumanti, dall'altra dal mare di un azzurro vivido che riluceva al sole, Sebastopoli appariva dall'altra parte della baia.
Da Sebastopoli nell'agosto del 1835, Sansoni, 1973, pp. 236-237.
Nei ricordi di Sebastopoli si trovano già in germe tutti gli elementi essenziali del pensiero e dell'arte di Tolstoi. Il volume contiene le impressioni del bombardamento di Sebastopoli, quali si stamparono nell'animo di un osservatore meraviglioso, di un giovane portato fin d'allora per impulso di sentimento alla fratellanza degli uomini, di un russo fermamente convinto della vanità della ragione e della volontà di fronte alle leggi di una fatalità trascendente da cui gli uomini sono guidati.
Romanzo? no, perché manca il nodo centrale che serve a congiungere i vari episodi che sono narrati. Storia? no, perché evidentemente i personaggi di cui si parla sono creati dall'immaginazione dell'autore. Romanzo storico dunque? sì ma non al modo con cui noi latini siamo soliti intendere questo genere letterario. (Felice Momigliano)

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Domande frequenti

Chi ha scritto «Racconti di Sebastopoli»?
«Racconti di Sebastopoli» è stato scritto da Lev Tolstoj.
Quando è uscito «Racconti di Sebastopoli»?
La prima pubblicazione risale al 1855.
Dove è ambientato «Racconti di Sebastopoli»?
L'ambientazione indicata è Sebastopoli.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026