- Autore
- William S. Burroughs
- Prima pubblicazione
- 1971
- Tipo
- Romanzo
- Lingua originale
- inglese
- Editore
- Grove Press
«Ragazzi selvaggi» è un romanzo di William S. Burroughs, pubblicato per la prima volta nel 1971.
Il libro in breve
Ragazzi selvaggi (The Wild Boys: A Book of the Dead) è un romanzo di William S. Burroughs, autore statunitense appartenente alla Beat Generation. Pubblicato per la prima volta nel 1971 da Grove Press, raffigura un movimento giovanile omosessuale il cui obiettivo e scopo ultimo è la rovina definitiva della civiltà occidentale, ed è ambientato in una apocalittica fine del XX secolo.
Fonte: Wikipedia, voce «Ragazzi selvaggi» · licenza CC BY-SA 4.0
Dove trovare «Ragazzi selvaggi»
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Frasi tratte da «Ragazzi selvaggi»
Siamo in una zona di correnti sessuali elettriche. Di colpo abbiamo formicolii nello scroto e poi cominciano immagini di quello che stiamo per fare come dire che si guarda un'immagine di sé mentre lo si fa e si casca dritti nello schermo con una stretta deliziosa, Alì e Farja che si inseguono e fanno la lotta per tutto il film. (p. 76)
Mi vedo filare attraverso il cielo come una stella a lasciare la terra per sempre. Cosa mi trattiene? È il contratto per il quale soltanto sono qui. Il contratto è questo corpo che mi tiene qui. Ho quattordici anni sono un ragazzo magro biondo con gli occhi blu pallido. La mia mente si muove da un oggetto all'altro in una serie di fermate fredde ed efficienti. Adesso sono fermo di fronte al country club. C'è un custode. Resto lì finché non si cura più di me. Se resto fermo in un posto abbastanza a lungo la gente smette di guardarmi ed io posso camminare in mezzo a loro. La gente smette di guardarmi e allora posso farlo io. Le donne al mercato mi chiamano «El Niño Muerto» (Il Bimbo Morto) e si fanno il segno della croce quando passo. Non mi piacciono le donne né giovani né vecchie. (Il bimbo morto; 1979, p. 97)
Stanza vuota proprio così. Adesso so che roba sono le crociate. I giovani sono una specie aliena. Non ci sostituiranno con una rivoluzione. Ci dimenticheranno e ci ignoreranno fuori d'esistenza. Il Posto delle Volpi del Deserto era soltanto uno spettacolo qualsiasi con appena la giusta sfumatura di dimostrazione. Lasciateci in pace. («Chiamatemi semplicemente Joe»; 1979, p. 128)
La difficile primavera del 1988. Con il pretesto del controllo delle droghe stati polizieschi oppressivi sono stati messi su in tutto il mondo occidentale. La programmazione precisa del pensiero emozione e impressioni sensoriali apparenti secondo la tecnologia descritta nel bollettino 2332 mette gli stati polizieschi in grado di mantenere una facciata democratica dietro la quale denunciano a gran voce come criminali, pervertiti e drogati tutti quelli che si oppongono alla macchina di controllo. Eserciti underground operano nelle grandi città disturbando la polizia con informazioni false attraverso telefonate e lettere anonime. [...] Malgrado i diversi scopi e formazioni dei suoi membri costituenti l'underground è d'accordo sugli obiettivi base. Intendiamo marciare contro la macchina della polizia dappertutto. Intendiamo distruggere la macchina della polizia e tutti i suoi archivi. Intendiamo distruggere tutti i sistemi verbali dogmatici. La cellula familiare e le sue cancerose espansioni in tribù, paesi, nazioni noi la sradicheremo alle sue radici vegetali. Non vogliamo più sentire nessuna storia di famiglie, storia di madre, storia di padre, storia di poliziotto, storia di prete, storia di paese o storia di partito. Per dirla in parole povere noi abbiamo sentite abbastanza stronzate. («Mamma ed io si vorrebbe sapere»; 1979, pp. 130-131)
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Domande frequenti
Chi ha scritto «Ragazzi selvaggi»?
«Ragazzi selvaggi» è stato scritto da William S. Burroughs.
Quando è uscito «Ragazzi selvaggi»?
La prima pubblicazione risale al 1971.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026