- Autore
- Luigi Settembrini
- Prima pubblicazione
- 1879
- Genere
- autobiografia
- Lingua originale
- italiano
«ricordanze della mia vita» è un'opera di Luigi Settembrini, pubblicata per la prima volta nel 1879.
Il libro in breve
Ricordanze della mia vita è un'opera autobiografica di Luigi Settembrini, scrittore risorgimentale.
Ideata fin dal 1839, tracciata dal 1849 al 1851, scritta sia durante gli anni dell'ergastolo che successivamente, si ferma all'aprile del 1860. Nel 1879 il De Sanctis la pubblicò postuma a Napoli in tre parti.
Fonte: Wikipedia, voce «Ricordanze della mia vita» · licenza CC BY-SA 4.0
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Frasi tratte da «ricordanze della mia vita»
Io aveva vent'anni, ed era della guardia nazionale, e una mattina feci la sentinella innanzi alla camera dove erano a consiglio i capi della repubblica, e quando uscirono presentai le armi a Domenico Cirillo che uscì primo, e mi guardò, e mi sorrise, ed io ancora ricordo quel sorriso: presentai le armi a Mario Pagano e Vincenzo Russo che andavano ragionando, presentai le armi a tutti gli altri. Si avvicinava il cardinale Ruffo. Chi può descrivere i furori della plebe, e il terrore che faceva il grido di "viva il re"? (p. 4)
L'amore che io avevo ai libri mi era stato istillato nell'animo dal caro e benedetto padre mio, il quale era poeta, e aveva fatto versi improvvisi, e ne scriveva che mi piacevano tanto, ed era bel parlatore, e mi ragionava sempre di uomini grandi e della bellezza del sapere, e mi diceva sempre che nei libri si trova tesori inestimabili. "Quando tu leggerai e intenderai bene Virgilio, Lucrezio, Livio, Cicerone, e poi quando saprai il greco e leggerai Omero, Sofocle, Tucidide, tu ti sentirai più che uomo, ci troverai bellezze divine, sapienza profonda; e se tu lavori, e Iddio ti benedice, tu potrai essere grande anche tu." (p. 6)
La saviezza senza la pazzia sterilisce l'anima, ed è come il sole senza la rugiada della notte. (III)
Intanto venne l'agosto, vennero le nuove delle tre giornate di luglio a Parigi. Che salti, che allegrie, che propositi facevamo noi altri giovani! S'aspettava anche noi il giorno di pigliare le armi, e scoparla una volta per sempre questa razza borbonica nemica di ogni bene e di ogni libertà. Re Francesco fu atterrito dalla novella. Corse voce che il giovane Ferdinando, che allora attendeva a riformare l'esercito, dicesse al padre: "Andiamo noi coi nostri soldati a rimettere l'ordine a Parigi". E Francesco rispose: "Che soldati! Ti puzza ancora la bocca di latte, e non sai che bestie sono i francesi". Se è vero, non so; né io ero lì in corte per udire cosiffatto discorso. Si diceva, e io lo ridico. Se è un'invenzione, dentro c'è la verità del carattere del padre e del figliuolo. Sul cominciare di novembre re Francesco morì dopo cinque anni regnati coi preti, con le spie e col carnefice. (p. 14)
[...] siccome le cose di questo mondo vanno raramente secondo ragione, così il matto spesso s'appone meglio del savio. (V)
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Domande frequenti
Chi ha scritto «ricordanze della mia vita»?
«ricordanze della mia vita» è stato scritto da Luigi Settembrini.
Quando è uscito «ricordanze della mia vita»?
La prima pubblicazione risale al 1879.
Si può leggere «ricordanze della mia vita» gratis?
Sì, il testo è disponibile legalmente su Liber Liber.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026