- Autore
- Olindo Guerrini
- Prima pubblicazione
- 1897
- Genere
- poesia
- Lingua originale
- italiano
«Rime di Argia Sbolenfi» è un'opera di Olindo Guerrini, pubblicata per la prima volta nel 1897.
Il libro in breve
Rime di Argia Sbolenfi è un'opera di Olindo Guerrini, del 1897, uscita con la prefazione di Lorenzo Stecchetti (altro pseudonimo dello stesso Guerrini, tra i tanti da lui usati quello che ebbe più notorietà).
Fonte: Wikipedia, voce «Rime di Argia Sbolenfi» · licenza CC BY-SA 4.0
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Indice dei capitoli
- Prefazione
- Dedica
- Libro primo - Le cretine
- Si descrive un vago desio
- La ballata del Re Moro
- Sonetto contro un anonimo che fece la burla del telegramma
- Si descrive un temporale nel deserto
- La mia ghirlanda poetica
- La battaglia di Sadova
- Si duole di essere abbandonata dall'amante
- La romanza del paggio
- Risurrezione
- Il lamento del prigioniero
- Pianto della chiesa bolognese senza pastore
- Tempesta in mare
- Per la caduta di Palamidone
- Alla poetessa Argia Sbolenfi (Proposta)
- A Edra Coprodite, pastore arcade (Risposta)
- Si compiace delle prossime nozze
- Egloga
- Si scusa per avergli mostrato poco rispetto
- Sfogo contro colui
- Ave Crux
- L'apparizione
- In disprezzo di uno spasimante
- Confida le sue pene alla Beata Vergine
- In dispregio della immonda rana
- Favolette morali
- Il gentil cavaliero
- ¡Pobre Carlos!
- La risposta della figlia maledetta
- Si descrive una rustica cappella
- Inno al salame
- Lamento
- Libro secondo - Le decadenti
- (Senza titolo)
- Anacreontica
- L'alba
- In mare
- La capretta
- In bicicletta
- Ad un orologio guasto
- A lui
- È vero!
- Affetti di una pellegrina all'augusto vegliardo
- La ballata del cavalier discortese
- Sonetti mitologici
- La rovina del Sasso
- Sonetto
- Al mio destriero
- Ode farmaceutica
- Ode ostetrica
- ΚΑΥΣΟ
- Hunyadi János
- Nel bagno (Ode)
- A un vaso nuovo di porcellana Ginori
- Ai colleghi
- «Nascituro»
- Al vescovo di Seboim
- En rev'nant d' la revue
- Le elezioni di Milano
- Deo crepitui sacrum
- Fantasia egiziana
- Le visite del Cardinale
- Sambuci
- A Venere genitrice
- Il primo capello bianco
- Sonetti decadenti
- Morbus
- Elezioni
- Dopo il plico
- Da capo
- Primo Maggio MDCCCXCV
- Novembre
- Mentre partono
- Alpini
- Ultime notizie
- Piscicoltura
- Sermone di Natale
- Alle madri
- Agli eroissimi
- Coltrici festive
- L'idillio di Orlando
- Ai reduci dallo Scioa
- Notte d'autunno
- Il mio cuore
- Parla il libro
- Commiato
- Indice
I capitoli si aprono su Wikisource.
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Frasi tratte da «Rime di Argia Sbolenfi»
Addio sorrisi dell'albe rosate, / Addio tramonti che d'oro parete! / Novembre porta le tristi giornate / E delle nebbie la bigia quïete! (dalle "Rime", libro secondo - Le decadenti)
Armiamoci e partite! (da Agli Eroissimi)
È certo che lo studio e la riproduzione del mondo esterno come è, costano più fatica che non l'operare secondo una formola od una maniera.
Il destino è così, questa è la vita; / Soffrire e poi soffrire! (in Ora triste)
Io corro, io volo sulla bicicletta, / questo ideal delle cavalcature: / chi soffre d'emorroidi o di bolletta / m'insulti pure. (da In bicicletta)
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Domande frequenti
Chi ha scritto «Rime di Argia Sbolenfi»?
«Rime di Argia Sbolenfi» è stato scritto da Olindo Guerrini.
Quando è uscito «Rime di Argia Sbolenfi»?
La prima pubblicazione risale al 1897.
Si può leggere «Rime di Argia Sbolenfi» gratis?
Sì, il testo è disponibile legalmente su Project Gutenberg e Wikisource.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026