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Luca Giordano · Public domain

Libro · 230

Storia romana

di Cassio Dione · titolo originale Ῥωμαϊκὴ Ἱστορία

Prima pubblicazione
anni 230
Lingua originale
greco antico

«Storia romana» è un'opera di Cassio Dione, pubblicata per la prima volta nel 230.

Il libro in breve

La Storia romana (Ῥωμαϊκὴ Ἱστορία) è un'opera in 80 libri scritta in greco nella prima metà del III secolo da Cassio Dione Cocceiano, storico e funzionario imperiale romano. Frutto di 10 anni di ricerche e altri 12 di lavoro di stesura, i libri coprivano un periodo di 983 anni, dallo sbarco mitico di Enea in Italia, la fondazione di Roma nel 753 a.C. fino al 229 d.C., ai tempi dell'Imperatore Alessandro Severo. Solo i libri dal 37 al 60 ci sono giunti integralmente, di altri conserviamo frammenti più o meno ampi, o epitomi di epoca bizantina.

Fonte: Wikipedia, voce «Storia romana (Cassio Dione)» · licenza CC BY-SA 4.0

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Frasi tratte da «Storia romana»

Costrinse ad obbligarsi con lui per mezzo di empio giuramento i principali di essi, ed i più potenti, fra i quali, oltre agli altri, eravi anche lo stesso Antonio consolo. Infatti avendo scannato un fanciullo, e sopra le di lui viscere recitato il giuramento, dopo ciò egli stesso le mangiò assieme con gli altri.
Essendo quindi stati nominati altri consoli, Catilina non più occultamente, né contro il solo Cicerone, e i di lui seguaci, ma contro tutta la repubblica cominciò a macchinare delle insidie; imperrochè aveva egli raccolto degli uomini i più scellerati, ed i più amanti di novità, ed in seguito anche moltissimi degli alleati dei Romani, promettendo ai medesimi le nuove tavole, le divisioni dei campi, ed altre cose, che potessero sommamente allettarli.
Il medesimo Catilina sulle prime, quasi che nulla avesse da rimproverare a sé stesso, si mostrò prontissimo a subire il giudizio, si preparò a difendere la causa propria, e si esibì ad esser custodito dal medesimo Cicerone, acciò non potesse fuggire; ma ricusando questi di addossarsi un simile incarico, esso allora si diede a praticar famigliarmente col pretore Metello, acciò meno si sopettasse di lui che tentar volesse delle novità, finché in questo frattempo avesse un qualche rinforzo dai complici della congiura. Ma non facendo egli veruno avanzamento, mentre Antonio preso dal timore era sbigottito, e Lentulo non era atto ad eseguire cosa alcuna, intimò loro di radunarsi di nottetempo in una certa casa, dove portatosi occultamente Metello, rinfacciò ai medesimi la loro viltà e la loro debolezza; e fece ad essi vedere, quali danni avrebbero sofferti, se si fosse scoperta la trama, e di quanti beni sarebbero venuti al possesso, se fosse bene riuscita.
In tal modo corroborò i loro animi, e li risvegliò in guisa, che due di essi promisero, che sarebbero andati di buon'ora alla casa di Cicerone, e quivi lo avrebbero trafitto.
Poiché in realtà Cleopatra possedeva tutto il potere da sola, dal momento che suo marito era ancora solo un ragazzo e grazie al favore di Cesare, non c'era nulla che lei non potesse fare.

Domande frequenti

Chi ha scritto «Storia romana»?
«Storia romana» è stato scritto da Cassio Dione.
Quando è uscito «Storia romana»?
La prima pubblicazione risale al anni 230.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026