- Autore
- Clemente Alessandrino
- Lingua originale
- greco antico
«Stromateis» è un'opera di Clemente Alessandrino.
Il libro in breve
Gli Stromati (in greco antico Στρωματεῖς? o Στρώματα; in latino Stromata) sono un'opera in sette libri di Clemente Alessandrino, scritta all'inizio del III secolo, che tratta della vita cristiana ed è una fonte importante per lo studio delle eresie antiche.
Nel primo libro, dedicato alla cronologia della sapienza "barbara", Clemente fornisce una cronologia degli imperatori romani e così determina l'anno e la data di nascita di Gesù.
Clemente Alessandrino intitolò quest'opera Stromateis (Miscellanea), perché affrontava una grande varietà di argomenti. Si spinge oltre rispetto alle due opere precedenti (Protrettico e Pedagogo), e lo scopo è il perfezionamento della vita cristiana grazie all'iniziazione nella conoscenza più completa.
Egli si prefigge, sulle basi della Scrittura e della Tradizione, di fornire un resoconto della fede cristiana che possa rispondere a tutte le esigenze delle persone acculturate, e di condurre lo studente dentro le realtà più interne del suo credo.
Fonte: Wikipedia, voce «Stromateis» · licenza CC BY-SA 4.0
Dove trovare «Stromateis»
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Frasi tratte da «Stromateis»
Cadmo, colui che inventò l'alfabeto e lo diffuse fra i Greci, era fenicio, come dice Eforo; onde Erodoto scrive che l'alfabeto fu chiamato "fenicio"; altri invece affermano che per primi idearono un alfabeto Fenici e Siri insieme. [...] Il fenicio Cadmo escogitò anche l'arte di dell'intaglio su pietra e pensò di scavare le miniere d'oro del monte Pangeo. (da Libro I, cap. 16, pp. 139-140, 1985)
Fra gli esseri che sono capaci di muoversi, alcuni si muovono per impulso e rappresentazione, come per esempio gli animali. Altri si muovono per trasposizione, come gli oggetti privi di anima. [...] La facoltà del ragionamento, che è una peculiarità dell'anima umana, non è vincolata all'istinto (come avviene negli esseri animati privi di ragionamento), ma al discernere le rappresentazioni senza lasciarsi coinvolgere da esse. (II, 20, 110)
Fra gli eretici abbiamo menzionato Marcione del Ponto perché, per opposizione al Creatore, rifiuta l'uso dei beni del mondo. Per lui causa della continenza, se la sua può chiamarsi continenza, è il Creatore stesso, cui questo gigante in lotta con Dio crede di far fronte, ed è continente senza volerlo, poiché condanna l'opera della creazione e il corpo. (da Libro III, cap. 4, p. 369, 1985)
Il fatto è che secondo l'ipotesi di Basilide l'anima, che peccò in un'altra vita, sottostà al castigo in questa: l'eletta onoratamente con il martirio, l'altra purificandosi con adeguato castigo. Ora tutto ciò come può esser vero, se sta a noi confessare la fede e subirne il supplizio o no? Se ci sarà uno che rinnega, si dissolve quella che è la provvidenza secondo Basilide. (da Libro IV, cap. 12, p. 481, 1985)
Se d'altronde, come lo stesso Basilide afferma, noi opiniamo che un primo precetto di quella che egli dice volontà di Dio consiste nell'amare tutte le cose, perché tutto conserva un rapporto razionale con il tutto, un secondo nel non desiderare nulla e un terzo nel non odiare nulla, anche i supplizi saranno per volontà di Dio. Il che è empio pensare. (da Libro IV, cap. 12, p. 482, 1985)
Domande frequenti
Chi ha scritto «Stromateis»?
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026