- Autore
- Dino Buzzati
- Prima pubblicazione
- 1963
- Tipo
- Romanzo
- Ambientazione
- Milano
- Lingua originale
- italiano
- Editore
- Gruppo Mondadori
«Un amore» è un romanzo di Dino Buzzati, pubblicato per la prima volta nel 1963.
Il libro si svolge a Milano.
Il libro in breve
Un amore è un romanzo dello scrittore italiano Dino Buzzati ideato nel 1959 e pubblicato da Arnoldo Mondadori Editore nel 1963.
Si tratta di un'opera del tutto eccentrica rispetto alla produzione abituale dello scrittore. Attraverso la tecnica del monologo interiore vengono analizzati i conflitti dell'uomo maturo irresistibilmente attratto dalla giovinezza, ma anche quelli del borghese colto affascinato da ciò che è popolare. Laide infatti rappresenta non solo il proletariato, ma anche i miti degli anni Sessanta in cui le classi incolte si stanno gettando a capofitto (le auto veloci, i night club, il consumismo montante) di cui Buzzati-Dorigo avverte, come una sorta di fascino dell'orrido, tutta la brutale energia.
Fonte: Wikipedia, voce «Un amore (romanzo)» · licenza CC BY-SA 4.0
Dove trovare «Un amore»
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Frasi tratte da «Un amore»
La consolazione, la felicità era tale che il modo di raggiungerla non aveva più alcuna importanza.
La donna, forse a motivo dell'educazione familiare, gli era parsa sempre una creatura straniera, con una donna non era mai riuscito ad avere la confidenza che aveva con gli amici. La donna era sempre per lui la creatura di un altro mondo, vagamente superiore e indecifrabile.
Lui si ricordò di una Madonna di Antonello da Messina. Il taglio del volto e la bocca erano identici. La madonna aveva più dolcezza, certo. Ma lo stesso stampo netto e genuino.
D'improvviso si rende conto di quello che forse sapeva già ma finora non ha mai voluto crederci. Come chi da tempo avverte i sintomi inconfondibili di un male orrendo ma ostinatamente riesce a interpretarli in modo da poter continuare la vita come prima ma viene il momento che, per la violenza del dolore, egli si arrende e la verità gli appare dinnanzi limpida e atroce e allora tutto della vita repentinamente cambia senso e le cose più care si allontanano diventando straniere, vacue e repulsive, e inutilmente l'uomo cerca intorno qualcosa a cui attaccarsi per sperare, egli è completamente disarmato e solo, nulla esiste oltre la malattia che lo divora,, è qui se mai l'unico suo scampo, di riuscire a liberarsi, oppure di sopportarla almeno, di tenerla a bada, di resistere fino a che l'infezione col tempo esaurisca il suo furore. Ma dall'istante della rivelazione egli si sente trascinare giù verso un buio mai immaginato se non per gli altri e d'ora in ora va precipitando. (2003, p. 77)
C'è, nel motivo popolaresco della musica, semplice come uno stecco eppure carico di secoli, qualcosa che precisamente diceva addio, con potenza d'amore per quello che fu e mai ritornerà e nello stesso tempo un confuso presentimento di cose che un giorno verranno, forse, perché la musica vera è tutta qui nel rimpianto del passato e nella speranza del domani, la quale è altrettanto dolorosa. Poi c'è la disperazione dell'oggi, fatta dell'uno e dell'altra. E fuori di qui altra poesia non esiste. (2003, p. 85)
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Domande frequenti
Chi ha scritto «Un amore»?
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Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026