- Autore
- Marco Presta
- Prima pubblicazione
- 2011
- Tipo
- Romanzo
- Lingua originale
- italiano
«Un calcio in bocca fa miracoli» è un romanzo di Marco Presta, pubblicato per la prima volta nel 2011.
Il libro in breve
Un calcio in bocca fa miracoli è un romanzo scritto da Marco Presta, edito da Einaudi nel 2011.
Il protagonista che si definisce "un vecchiaccio" di settantasei anni, ci accompagna tra le pagine del libro tra riflessioni e ricordi del tempo che fu. Accompagnato dal suo migliore amico Armando, partono in una missione impossibile, far incontrare ed innamorare due giovani: Giacomo e Chiara, lui uno sfaccendato e disoccupato, lei commessa di una profumeria. Armando, vedovo, il ritratto della "brava" persona. Lui, il vecchiaccio, con la sua passione per la portinaia, sempre lesto a rubare penne, misantropo...
Lo scrittore, in diverse interviste, ha affermato che nell'ideare il protagonista del libro si è ispirato a più persone: a suo nonno in primis nella "mania di rubare penne", a se stesso nella "cattiveria" e, per finire a Enrico Vaime.
Fonte: Wikipedia, voce «Un calcio in bocca fa miracoli» · licenza CC BY-SA 4.0
Dove trovare «Un calcio in bocca fa miracoli»
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Frasi tratte da «Un calcio in bocca fa miracoli»
La Bic è la cosa che più d'ogni altra mi ricorda l'essere umano. È capace d'imprese grandiose – compilare schedine vincenti e assegni scoperti –, di azioni mediocri – scrivere liste della spesa e biglietti d'auguri – e di crimini orribili – vergare condanne a morte e lettere d'amore. (p. 4)
Secondo me la vita è uno sport individuale, ognuno corre per sé, puoi sforzarti di non fare del male agli altri (uno sforzo che qualche volta mi sono evitato), ma non devi mai illuderti di partecipare a un gioco di squadra. (p. 7)
Lei non lo sedusse, lui non la conquistò. Fu semplicemente il confluire naturale delle loro vite. (p. 20)
Cani che abbaiano, voci indistinte, musica improvvisa, martellate, mobili trascinati, odore di cavolo, tonfi, urla, corse di bambini, festicciole, orgasmi soffocati, risa, porte sbattute, sciacquoni, colpi di tosse, passi pesanti, pianti di neonati, grida di esultanza, applausi, bestemmie, squilli di telefono, pianoforti e chitarre, grida per le scale.
Un condominio, insomma. (p. 21)
«Sono fatto così» è la giustificazione che tutti usiamo quando, sorpresi a fare una puttanata, vogliamo continuare a farla. (p. 27)
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Domande frequenti
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Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026