Raccolta di racconti · 1989

Verso la foce

di Gianni Celati

Prima pubblicazione
1989
Tipo
Raccolta di racconti
Lingua originale
italiano

«Verso la foce» è una raccolta di racconti di Gianni Celati, pubblicata per la prima volta nel 1989.

Il libro in breve

Verso la foce è una raccolta di quattro racconti d'osservazione di Gianni Celati, scritti peregrinando da Gadesco-Pieve Delmona lungo l'argine e fino alla foce del Po. Il libro può essere considerato anche un diario di viaggio e si collega ad altre esplorazioni in loco fatte con Luigi Ghirri e altri fotografi.

Fonte: Wikipedia, voce «Verso la foce» · licenza CC BY-SA 4.0

Dove trovare «Verso la foce»

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Frasi tratte da «Verso la foce»

Per accorgersi di come questa zona sia una campagna tutta invasa da industrie, bisogna attraversare il Po e andare da Viadana a Pomponesco. Altre volte ho cercato di descriverla ma non ci sono riuscito, immensa zona industriale dove ci si perde, costellata da quei pilastrini con molti nomi di fabbriche, come essere alla periferia di una metropoli. Qui voglio parlare di Pomponesco. Dopo Viadana, lasciando lo stradone provinciale e inoltrandosi per una strada in direzione del Po, quando si arriva in paese parrebbe d'essere in un'epoca tutta diversa. (pp. 45-46)
Pomponesco è fatto di strade dritte a intersezione ortogonale, come Guastalla e Ferrara, stradario rinascimentale che riprende il modello del campo fortificato romano. Pochi abitanti, e certe volte alla domenica mattina, in quelle strade dritte e silenziose, viene l'idea di essere in uno lontano stanziamento di frontiera. (p. 46)
Il paese si stende attorno alla meravigliosa piazza rettangolare, non umiliata dal cemento e dal nuovo. La prospettiva delimitata in fondo da due colonne a ridosso dell'argine, imbuto d'una strada silenziosa con belle case antiche, porta l'occhio verso l'aperto. Là in fondo l'aperto si presenta dietro un orizzonte, facendo sentire l'indistinta lontananza che dà un senso alla nostra collocazione spaziale. Piazza quasi sempre vuota, dove il vuoto si riconosce come l'accogliente, e noi accolti potevamo accorgerci degli altri accolti di passaggio, senza la solita sensazione di fastidio. (p. 46)
A Mantova, scesi in un albergo davanti alla stazione. Sono andato a rivedere la chiesa di Sant'Andrea, disegnata da Leon Battista Alberti. Tutto quel sistema di volte a botte dove la luce è manovrata nei cassettoni del soffitto, scorre giù nelle arcate, si mitiga e disperde nelle penombre degli angoli. Spazio e fraseggi che smuovono l'occhio. La luce non è più quel mare abbagliante dove tutto si disperde, ma l'asse centrale d'un ordine di penombre dove i fedeli sostano (così la religione orienta noi dispersi). (p. 61)
Il corso è una prospettiva che culmina nella facciata d'una villa d'altri tempi, e su questo lato ci sono negozi di alimentari, bar senza stile, altri negozi di prima necessità, uomini col cappello in testa davanti ai bar e donne col fazzoletto che passano lentamente in bici. L'altra estremità del corso è chiusa da un argine, ed ha un aspetto molto più moderno. A sinistra un porticato con negozi moderni, di attrezzature fotografiche, vestiti per giovani, elttrodomestici. Sull'angolo una banca dai vetri bruniti, davanti a cui staziona un pistolero con fondina sulla coscia. (pp. 64-65)

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Domande frequenti

Chi ha scritto «Verso la foce»?
«Verso la foce» è stato scritto da Gianni Celati.
Quando è uscito «Verso la foce»?
La prima pubblicazione risale al 1989.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026