Ritratto di Adolfo Bartoli
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Studioso di letteratura e storico della letteratura

Adolfo Bartoli

letterato e storico della letteratura italiano (1833-1894)

Nascita
19 novembre 1833, Fivizzano
Morte
16 maggio 1894, Genova
Attività
studioso di letteratura, storico della letteratura, filologo romanzo, professore universitario, scrittore

Adolfo Bartoli (letterato e storico della letteratura italiano).

Nato a Fivizzano il 19 novembre 1833, è morto il 16 maggio 1894 a Genova.

Biografia in breve

Adolfo Bartoli (Fivizzano, 19 novembre 1833 – Genova, 16 maggio 1894) è stato un letterato italiano.

Storico della letteratura italiana, fu assieme a Vieusseux segretario e collaboratore dell'Archivio storico italiano e fu tra i fondatori dell'Archivio Veneto.

Fonte: Wikipedia, voce «Adolfo Bartoli» · licenza CC BY-SA 4.0

Frasi celebri di Adolfo Bartoli

Il secolo x vede sorgere quello Scoto Erigene che un moderno chiamò giustamente un'eccezione ed un prodigio del suo tempo; egli che si innalza alle più alte speculazioni filosofiche, che si sforza di conciliare il panteismo orientale col teismo cristiano, che nega di credere alla eternità delle pene dell'inferno, anzi all'inferno stesso, che osa scrivere che l'autorità emana dalla ragione, e che questa non ha alcun bisogno di essere fortificata dal consentimento di nessuna autorità, perché l'autorità vera non è altro che la verità scoperta per virtù della ragione. Queste parole, che si direbbero scritte non nel secolo IX, ma nel XIX, fanno dell'irlandese uno dei precursori dell'età moderna, o almeno uno dei più arditi rivoluzionari dell'età di mezzo. (pp. 16-17)
Egger, L'Hellèn. en France, I, 51.
Nel secolo x sarà Gerberto che rappresenta la libertà dello spirito umano: Gerberto, che nella scuola di Reims legge gli antichi poeti, che prega Adalberone di prestargli un Cesare per copiarlo, che invita il monaco Airardo di Aurillac a correggere un Plinio, che sollecita lo scolastico Costantino a portargli il De Repubblica di Cicerone, che mette insieme una biblioteca dei libri che con grande fatica può raccogliere, percorrendo l'Italia, la Germania ed il Belgio; che scrive opere di geometria, di astronomia, di aritmetica, di filosofia, storia, lettere, poesie; che concepisce il pensiero di una classificazione delle scienze; che fa della fisica, delle matematiche e della teologia tre suddivisioni della filosofia, mettendo così alla pari queste tre scienze ch'egli chiama aequaevae. (pp. 17-18)
Abbiamo un libro, sempre del XII secolo, di Gautier de Châtillon, autore di un'Alessandreide e di molte poesie, che è un trattato di morale e che presenta questo fenomeno, di svolgere il suo argomento all'antica, senza pure citare un solo scrittore medievale, senza nessuna allusione alla morale cristiana, traendo la materia specialmente da Cicerone e da Seneca, dimenticando affatto che ci sia un'età di mezzo, andando sempre a cercare i suoi testi, le sue sentenze, i suoi insegnamenti, le sue citazioni tra gli scrittori pagani, quali (oltre i due già citati) Orazio, Giovenale, Sallustio, Terenzio, Virgilio, Lucano, Persio, Ovidio, Stazio. (pp. 27-28)

Tutte le 13 frasi di Adolfo Bartoli

Domande frequenti

Quando e dove è nato Adolfo Bartoli?
Adolfo Bartoli è nato a Fivizzano il 19 novembre 1833.
Le opere di Adolfo Bartoli sono di pubblico dominio?
Sì: in Italia i diritti d'autore durano fino a 70 anni dopo la morte dell'autore. Adolfo Bartoli è morto nel 1894, quindi le opere originali sono libere; traduzioni, curatele e illustrazioni recenti possono invece essere ancora protette.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026