Ritratto di Cesare Cantù
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Storico e scrittore

Cesare Cantù

storico, letterato e politico italiano (1804-1895)

Nascita
5 dicembre 1804, Brivio
Morte
11 marzo 1895, Milano
Attività
storico, scrittore, politico
Opere in archivio
1

Cesare Cantù (storico, letterato e politico italiano). Abbiamo raccolto 1 opera, elencate dalla prima all'ultima.

Nato a Brivio il 5 dicembre 1804, è morto il 11 marzo 1895 a Milano.

Biografia in breve

Cesare Ambrogio Cantù (Brivio, 5 dicembre 1804 – Milano, 11 marzo 1895) è stato uno storico, letterato, politico, archivista e scrittore italiano.

Deputato al parlamento dal 1860 al 1867, fu il fondatore dell'Archivio storico lombardo e presidente onorario della SIAE. Letterato legato all'area romantica e al cattolicesimo, il Cantù fu autore di numerosi romanzi (tra i quali spicca Margherita Pusterla), di saggi storici (Storia Universale e Grande illustrazione del Lombardo Veneto) e di storiografia letteraria (Ragionamenti per servire di commento ai Promessi Sposi; Storia della letteratura italiana). Dal 1873 fino alla sua morte fu Direttore dell'Archivio di Stato di Milano, organizzandolo e trasportandone la sede nell'ex Collegio Elvetico/Palazzo del Senato.

Fonte: Wikipedia, voce «Cesare Cantù» · licenza CC BY-SA 4.0

Libri di Cesare Cantù in ordine cronologico

  1. 1839
    Storia Universale

Frasi celebri di Cesare Cantù

​ Ad Ascona vi era un convento di frati. San Carlo li mandò via onde istituirvi scuole per l'educazione della gioventù, e diceva che la scuola è il sole dell'anima, e che fa gran peccato chi non fa ogni sforzo per approfittarne.
Da Il buon fanciullo: racconti d'un maestro elementare, tip. e lit. Carlo Colombi, Bellinzona, 1869, p. 97.
Con case affollate sì, che i tetti somigliano una scala, onde si dice per celia che il mugnaio, portandovi la molenda, non può voltare il somaro che conducendolo in piazza, e quivi ancora rizzandolo su due gambe.
Da Grande illustrazione del Lombardo-Veneto, p. 1147.
Di , calzolajo di Norimberga, fecondo ed energico fabbricatore di poesia popolare, vantò il genio che noi confessiamo non sapervi scorgere; bensì grande facilità, e immagini nuove e squisiti pensieri, alla rinfusa con strani e bislacchi.
Da Storia universale, Tomo V, Epoche XV, XVI, Cugini Pomba e C. editori, Torino, 18527, p. 604.
Dov'è una donna, il povero non patisce.
Da Il galantuomo.
Era [...] un tentativo di ravvicinamento fra la scuola antica, che superbamente qualificavasi di classica, e la nuova, detta romantica perché pareva attingere ispirazione principalmente dal medioevo, in cui nacquero le lingue romanze.
Da Il Conciliatore e i carbonari, Fratelli Treves Editori, Milano, 1878, cap. 5, p. 30.

Tutte le 69 frasi di Cesare Cantù

Domande frequenti

Qual è il primo libro di Cesare Cantù?
Tra le opere censite, la prima in ordine di pubblicazione è «Storia Universale», del 1839.
Quanti libri ha scritto Cesare Cantù?
Il nostro archivio, basato su Wikidata, elenca 1 opera di Cesare Cantù; il numero può non comprendere raccolte minori, traduzioni e curatele.
Quando e dove è nato Cesare Cantù?
Cesare Cantù è nato a Brivio il 5 dicembre 1804.
Le opere di Cesare Cantù sono di pubblico dominio?
Sì: in Italia i diritti d'autore durano fino a 70 anni dopo la morte dell'autore. Cesare Cantù è morto nel 1895, quindi le opere originali sono libere; traduzioni, curatele e illustrazioni recenti possono invece essere ancora protette.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026