Ritratto di Domenico Gnoli
Almanacco dei bibliotecari italiani · Public domain

Poeta e professore universitario

Domenico Gnoli

poeta, storico e bibliotecario italiano (1838-1915)

Nascita
6 novembre 1838, Roma
Morte
12 aprile 1915, Roma
Pseudonimi
Giulio Orsini, Gina D'Arco, Dario Gaddi, Cesare Rosini
Attività
poeta, professore universitario, scrittore, traduttore, poeta giurista

Domenico Gnoli (poeta, storico e bibliotecario italiano).

Nato a Roma il 6 novembre 1838, è morto il 12 aprile 1915 a Roma.

Biografia in breve

Il conte Domenico Gnoli (Roma, 6 novembre 1838 – Roma, 12 aprile 1915) è stato un poeta, storico dell'arte e bibliotecario italiano.

Fonte: Wikipedia, voce «Domenico Gnoli (poeta e storico)» · licenza CC BY-SA 4.0

Frasi celebri di Domenico Gnoli

Interprete del sentimento e della vita romana, scultore e architetto del papato, domina tutto quel secolo, tutta l'arte di Roma Lorenzo Bernini, che operò senza posa sotto nove pontificati. Egli fu detto corruttore, che meglio dovrebbe dirsi rigeneratore. Nelle acque stagnanti dell'arte con cui si apriva il secolo XVII, grande senza grandiosità, scorretta senza novità, egli portò il soffio potente del genio; la agitò, la mosse, fino a sconvolgerla in tempesta. Il grande, il magnifico, l'ingegnoso, l'appariscente, il , l'eccessivo, era lo spirito, l'ideale del tempo; e questo, Michelangelo meridionale, egli tradusse nell'arte.
Da Roma e i Papi nel Seicento, in AA. VV., La vita italiana nei Seicento. , Fratelli Treves editori, Milano, 1895, pp. 97-98.
Era infelice il suo stato: poiché fanaticamente devoto dell'altare e del trono, non poteva aprir bocca senza che un allegro stormo di sonetti fuggitigli dal nido gli svolazzassero intorno ridendogli sul viso e canzonandolo, audaci araldi d'idee dalle quali allora . Avrebbe voluto ripigliarli per l'ali, fulminare solennemente la paterna maledizione contro a' figli irriverenti che simili a Cam osavano disvelare le sue passate vergogne; ma un sorriso involontario, e da rimorso, tradiva sul volto del vecchio la tenerezza paterna. (pp. 3-4)
Cam, figlio di Noè, aveva visto la nudità del padre ubriaco.
Lo ricordo come fosse adesso il povero Belli, con quella ipocondria che gli grommava giù dalla faccia, con quel suo fare da misantropo, la fronte alta, la faccia lunga e piuttosto gialla che pallida, i movimenti penosi come d'uomo che abbia il freddo nell'ossa: lenti ed arguti l'occhio e la voce, chiuso il collo nel suo cravattone nero. Dove fosse gente raccolta, non gli era permesso di parlare sul serio; che ciascuno deve portare il peso della che si è fatta. (p. 4)

Domande frequenti

Quando e dove è nato Domenico Gnoli?
Domenico Gnoli è nato a Roma il 6 novembre 1838.
Le opere di Domenico Gnoli sono di pubblico dominio?
Sì: in Italia i diritti d'autore durano fino a 70 anni dopo la morte dell'autore. Domenico Gnoli è morto nel 1915, quindi le opere originali sono libere; traduzioni, curatele e illustrazioni recenti possono invece essere ancora protette.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026