Scrittore e politico

Raffaello Giovagnoli

scrittore, patriota e politico italiano (1838-1915)

Nascita
13 marzo 1838, Roma
Morte
15 luglio 1915, Roma
Attività
scrittore, politico, giornalista, prosatore

Raffaello Giovagnoli (scrittore, patriota e politico italiano).

Nato a Roma il 13 marzo 1838, è morto il 15 luglio 1915 a Roma.

Biografia in breve

Raffaello Giovagnoli (Roma, 13 maggio 1838 – Roma, 15 luglio 1915) è stato uno scrittore, patriota e politico italiano.

Fonte: Wikipedia, voce «Raffaello Giovagnoli» · licenza CC BY-SA 4.0

Frasi celebri di Raffaello Giovagnoli

Dotato di uno di quegli ingegni fervidi, versatili, assimilatori, pieghevoli a tutto, dei quali cosi numerosi esemplari si riscontrano nella storia d'Italia, specie nel cinquecento, quali ad esempio Leon Battista Alberti, Leonardo da Vinci, Benvenuto Cellini, Giulio Pippi – per non parlare dei sommi come Raffaello, Michelangelo, Niccolò Machiavelli – Pellegrino Rossi era agitato dal desiderio febbrile di effondere tutta quella potenza di cui si sentiva investito e quindi esplicava un'attività veramente prodigiosa negli studi e, fra una scrittura forense di materia civile e un dibattimento penale, apprendeva la lingua e la letteratura inglese e si arricchiva di estese e profonde cognizioni nella storia, nella filosofia, nell'economia e nel diritto.
Più noto come Giulio Romano, architetto e pittore italiano.
Il crescente disordine nel caos dell'amministrazione; le finanze sperperate; il pubblico erario, fra l'aumentare delle imposte più odiose, sempre esausto; le prigioni rigurgitanti di liberali; le vie dell'esilio piene dei lamenti e delle maledizioni di migliaia di profughi; la giustizia nome vano e ad essa sostituito il più sfacciato favoritismo, il più laido mercimonio, sotto l'impero di regolamenti e di costituzioni feudali e medioevali, contraddicentesi ed opposte fra di loro; l'istruzione popolare in balia dei gesuiti e de' loro proseliti; proibita la stampa e la diffusione di libri e di giornali; combattuta la illuminazione a gas, le strade ferrate, gli asili infantili, le applicazioni di qualsiasi scoperta, o trovato della scienza... ecco quali furono le condizioni dello Stato romano durante il pontificato di Gregorio XVI. (cap. 1, p. 20)
Il 1º giugno 1846 il pontefice Gregorio XVI, abbandonato da tutti i familiari, anche dal suo diletto aiutante di camera Gaetanino, privo di bevande e di nutrimento, a un'ora pomeridiana, cessava di vivere per sfinimento senile, accresciuto dall'inedia, dopo un regno di quindici anni, tre mesi e ventinove giorni, fra i motteggi di Pasquino, le maledizioni dei liberali e la indifferenza apatica e quasi ostile della plebe di Roma. (cap. 1, p. 24)
Gaetano Moroni (1802–1883).

Tutte le 21 frasi di Raffaello Giovagnoli

Domande frequenti

Quando e dove è nato Raffaello Giovagnoli?
Raffaello Giovagnoli è nato a Roma il 13 marzo 1838.
Le opere di Raffaello Giovagnoli sono di pubblico dominio?
Sì: in Italia i diritti d'autore durano fino a 70 anni dopo la morte dell'autore. Raffaello Giovagnoli è morto nel 1915, quindi le opere originali sono libere; traduzioni, curatele e illustrazioni recenti possono invece essere ancora protette.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026