Ritratto di Francesco Algarotti
Jean-Étienne Liotard · Public domain

Filosofo e storico dell'arte

Francesco Algarotti

scrittore, saggista e collezionista d'arte italiano

Nascita
11 dicembre 1712, Venezia
Morte
3 maggio 1764, Pisa
Sepoltura
Camposanto monumentale
Attività
filosofo, storico dell'arte, fisico, scrittore, poeta
Opere in archivio
7

Francesco Algarotti (scrittore, saggista e collezionista d'arte italiano): in questa pagina trovi 7 opere in ordine cronologico, da «Saggio sopra la necessità di scrivere nella propria lingua» (1750) a «Lettere varie» (1783).

Nato a Venezia il 11 dicembre 1712, è morto il 3 maggio 1764 a Pisa.

Biografia in breve

Francesco Algarotti (Venezia, 15 dicembre 1712 – Pisa, 3 maggio 1764) è stato uno scrittore, saggista e collezionista d'arte italiano, polimata, filosofo, poeta.

Spirito illuminista, anglofilo, erudito dotato di conoscenze che spaziavano dal newtonianismo all'architettura, alla musica, era amico delle personalità più grandi dell'epoca: Voltaire, Jean-Baptiste Boyer d'Argens, Pierre Louis Moreau de Maupertuis, Julien Offray de La Mettrie. Tra i suoi corrispondenti vi erano Lord Chesterfield, Thomas Gray, George Lyttelton, Thomas Hollis, Metastasio, Benedetto XIV, Heinrich von Brühl, Federico II di Prussia.

Fonte: Wikipedia, voce «Francesco Algarotti» · licenza CC BY-SA 4.0

Libri di Francesco Algarotti in ordine cronologico

  1. 1750
    Saggio sopra la necessità di scrivere nella propria lingua gratis
  2. 1750
    Saggio sulla lingua francese saggio
  3. 1751
    Saggio sopra il commercio saggio
  4. 1753
    Saggio sopra l'impero degl'Incas saggio
  5. 1754
    Saggio sopra quella quistione perché i grandi ingegni a certi tempi sorgano tutti ad un tratto, e fioriscano insieme saggio
  6. 1765
    Pensieri diversi raccolta di opere letterarie
  7. 1783
    Lettere varie

Frasi celebri di Francesco Algarotti

Amerà domani colei che non amò jeri. (da Il Congresso di Citera)
Il lapislazzoli, il quale si mostra brioso negli azzurri, smonta o smarrisce ne' verdi e più ancora ne' gialli ed è quasi perduto ne' rossi.
Citato in Salvatore Battaglia, Grande Dizionario della Lingua Italiana, Vol. VIII, Unione Tipografico-Editrice Torinese, Torino, 1973, p. 765.
La religione toglieva l'uomo dallo stato che per lui è il più insopportabile di tutti, dalla dubbietà. (da Saggio sopra il Gentilesimo)
La solitudine è la dieta dell'anima, disse sensatamente non so chi. (da Lettera al padre Giambattista Roberti)
Citato anche in Mario Pieri, Della vita di Mario Pieri, 1850. L'autore dell'aforisma sarebbe un generico Antico.
Ad ogni poeta mediocre vengono talvolta fatti alcuni buoni versi.

Tutte le 25 frasi di Francesco Algarotti

Domande frequenti

Qual è il primo libro di Francesco Algarotti?
Tra le opere censite, la prima in ordine di pubblicazione è «Saggio sopra la necessità di scrivere nella propria lingua», del 1750.
Quanti libri ha scritto Francesco Algarotti?
Il nostro archivio, basato su Wikidata, elenca 7 opere di Francesco Algarotti; il numero può non comprendere raccolte minori, traduzioni e curatele.
Quando e dove è nato Francesco Algarotti?
Francesco Algarotti è nato a Venezia il 11 dicembre 1712.
Dove è sepolto Francesco Algarotti?
Secondo Wikidata, Francesco Algarotti riposa presso: Camposanto monumentale.
Le opere di Francesco Algarotti sono di pubblico dominio?
Sì: in Italia i diritti d'autore durano fino a 70 anni dopo la morte dell'autore. Francesco Algarotti è morto nel 1764, quindi le opere originali sono libere; traduzioni, curatele e illustrazioni recenti possono invece essere ancora protette.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026