Scrittore e giornalista
Raffaele Calzini
scrittore italiano (1885-1953)
- Nascita
- 29 dicembre 1885, Milano
- Morte
- 2 settembre 1953, Cortina d'Ampezzo
- Attività
- scrittore, giornalista, traduttore
Raffaele Calzini (scrittore italiano).
Nato a Milano il 29 dicembre 1885, è morto il 2 settembre 1953 a Cortina d'Ampezzo. Tra i riconoscimenti: Premio Viareggio (1934).
Biografia in breve
Raffaele Calzini (Milano, 29 dicembre 1885 – Cortina d'Ampezzo, 1953) è stato un giornalista, critico d'arte, critico letterario, critico cinematografico, scrittore e traduttore italiano, vincitore del Premio Viareggio nel 1934.
Frequentò la facoltà di legge presso l'Università di Pavia senza però esercitare in seguito la professione forense. Viaggiò molto per completare la propria cultura in Francia, Inghilterra, Spagna, Grecia e Turchia. Durante la Prima guerra mondiale fu ufficiale di fanteria nell'Armata d'Oriente su fronte di Monastir, poi in Italia presso il Comando Supremo e, finita la guerra, in missione politica in Austria-Ungheria e in Boemia.
L'attività letteraria del Calzini cominciò con la collaborazione al giornale La Perseveranza e la rivista Emporium dove si occupò di svariati temi fra cui evocazioni storiche di epoce, personaggi e luoghi. Da questa esperienza compose due novelle, La vedova scaltra e L'istoria di due santi, poi pubblicate su La lettura e La nuova Antologia, che attirarono l'attenzione di pubblico e critica.
Fonte: Wikipedia, voce «Raffaele Calzini» · licenza CC BY-SA 4.0
Frasi celebri di Raffaele Calzini
"Avventura colorata" definì questa sua commedia Rosso di San Secondo; egli voleva riunire a un soggetto terriero foscamente dipinto [...] qualche accenno surrealistico derivato dal Verga, dal De Roberto, dal Capuana. [E Chiarini,] pittore meticoloso, raffinato, di ambienti, accortissimo conoscitore delle più recenti espressioni pittoriche, [...] ha puntato l'obbiettivo su due poli opposti: il villaggio siciliano [...] e la donna dalla treccia nera e dall'incedere di coefora. [...] Senza mostrarci una siepe di fichi d'India o un aranceto (aborrendo cioè dal [...] pittoresco), ha composto un "clima" siciliano perfetto: cattolico e geloso, arroventato e assoluto, nutrito di cibi pepati e di vini densi, di coralli e di cristalli. Dentro questo clima la "bella addormentata" passa come l'angelo dantesco sullo Stige "con le piante asciutte". Sotto la direzione di Chiarini la Ferida [...] è perfetta nei gesti, nell'impostazione della figura, negli sguardi, nella voce.
Di fronte ad altre interpretazioni isteriche ed epilettoidi della rivoluzione russa (come la videro il regista di Ottobre [S. M. Ejzenštejn] e di La fine di Pietroburgo [V. I. Pudovkin]) il film di Alessandrini apparirà civilizzato e latinizzato: gli mancano i bagliori e gli spasimi della convulsione popolare di origine asiatica e di sadismo orientale. Prevale la psicologia romantica con la quale, presso di noi, si è sempre teatralizzata anche la rivoluzione francese, auspici Forzano del "Bréchard" o Illica del "Chénier". Da Alessandrini ci attendevamo una modernità interpretativa più vibrante [...]. Il film è, detto questo, armoniosamente diretto [...]: durante tutta la lunghissima azione Alessandrini non ha perduto di vista la curva parabolica dell'azione, che incomincia al principio di Noi vivi tra un cadere di foglie morte e si chiude al finire di Addio Kira [...] tra un lento fioccare di neve. A questa coscienza e a questa arte si deve il successo dell'opera [...]: un dramma d'amore, espresso intimisticamente. [...] Alida Valli, anche se fotografata con eccesso di luci radenti [...], tiene bene il centro del film: è complessa e triste, sensuale e tragica come l'eroina che essa interpreta. Fosco Giachetti [...] ha fatto del personaggio di Andrei un'incarnazione superba [...].
[...] qualità narrative piacevoli e fluenti del regista Mario Mattòli che, illustrando le fasi della vita e la preparazione degli allievi aviatori nella scuola di Caserta, ha saputo tenere un giusto e difficile tono tra il sentimentale e l'umoristico senza diminuire con ciò, anzi facendo rilevare la perfezione di una scuola che insegna ad essere aviatori e uomini. [...] La sincerità emotiva di questo film cameratesco girato sotto gli auspici della G.I.L. si è palesata nel successo di interesse e di commozione che le vicende umane ed eroiche hanno suscitato presso il pubblico. [...] I soldati hanno riconosciuto la parola, il gesto, il cuore di altri soldati ai quali la festosa vena di Mattòli ha prestato un intreccio altamente ispirato. Buoni gli interpreti, soprattutto la Belmonte. Cortese, Minello e Sordi giovanilmente spigliati e simpatici nella parte dei tre alati protagonisti.
Premi e riconoscimenti
| Anno | Premio | Esito | Opera |
|---|---|---|---|
| 1934 | Premio Viareggio | vincitore |
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Domande frequenti
Quando e dove è nato Raffaele Calzini?
Quali premi ha vinto Raffaele Calzini?
Le opere di Raffaele Calzini sono di pubblico dominio?
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026