Poeta e linguista
Salvatore Quasimodo
poeta e traduttore italiano (1901-1968)
- Nascita
- 20 agosto 1901, Modica
- Morte
- 14 giugno 1968, Napoli
- Sepoltura
- cimitero monumentale di Milano
- Movimento
- ermetismo
- Attività
- poeta, linguista, scrittore, traduttore, sceneggiatore
- Opere in archivio
- 15
- Sito ufficiale
- salvatorequasimodo.it
Salvatore Quasimodo (poeta e traduttore italiano): in questa pagina trovi 15 opere in ordine cronologico, da «Acque e terre» (1930) a «Dare e avere» (1966).
Nato a Modica il 20 agosto 1901, è morto il 14 giugno 1968 a Napoli. Tra i riconoscimenti: Premio Viareggio (1958) e Premio Nobel per la letteratura (1959).
Biografia in breve
Salvatore Quasimodo (Modica, 20 agosto 1901 – Napoli, 14 giugno 1968) è stato un poeta e traduttore italiano, esponente di rilievo dell'ermetismo.
È considerato uno dei più grandi poeti italiani del XX secolo.
Ha contribuito alla traduzione di vari componimenti dell'età classica, tra cui opere liriche greche, ma anche di opere teatrali di Molière e William Shakespeare. È stato vincitore del premio Nobel per la letteratura nel 1959.
La fase più creativa dell'opera poetica di Quasimodo si può far risalire ad Acque e terre (1930), Oboe sommerso (1932), e a Ed è subito sera (1942). In tali raccolte vengono rievocate l'infanzia in Sicilia e le figure dei cari lontani; in esse si avverte lo sradicamento della vita nella corrotta civiltà del nord post-industriale. Nel 1940 viene pubblicata la sua celebre traduzione dei lirici greci, segnata dallo stesso sentimento di doloroso distacco.
Fonte: Wikipedia, voce «Salvatore Quasimodo» · licenza CC BY-SA 4.0
Libri di Salvatore Quasimodo in ordine cronologico
- 1930Acque e terre
- 1930Ed è subito sera
- 1932Oboe sommerso
- 1933Odore di Eucalyptus ed altri versi
- 1938Erato e Apòllìon
- 1938Poesie
- 1940Lirici greci
- 1942Ed è subito sera
- 1944Alle fronde dei salici
- 1946Uomo del mio tempo
- 1947Giorno dopo giorno
- 1949La vita non è sogno
- 1956Il falso e il vero verde
- 1958La terra impareggiabile premiato
- 1966Dare e avere
Frasi celebri di Salvatore Quasimodo
La rassegnazione alla solitudine, opposta al dolore lucreziano, avvicina a noi Virgilio più degli altri poeti latini dell'antichità classica.
Ogni incontro, discorso, paesaggio si trasforma attraverso la voce di Zavattini in categoria della sua anima che agisce in armonia con la natura e la società.
Avidamente allargo la mia mano: / dammi dolore cibo cotidiano.
Desiderio delle tue mani chiare / nella penombra della fiamma: / sapevano di rovere e di rose; / di morte. Antico inverno.
Di te amore m'attrista / mia terra, se oscuri profumi / perde la sera d'aranci / o d'oleandri, sereno / cammina con rose il torrente / che quasi ne tocca la foce. (Isola)
Premi e riconoscimenti
| Anno | Premio | Esito | Opera |
|---|---|---|---|
| 1958 | Premio Nobel per la letteratura | finalista / candidato | |
| 1958 | Premio Viareggio | vincitore | «La terra impareggiabile» |
| 1959 | Premio Nobel per la letteratura | vincitore |
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Domande frequenti
Qual è il primo libro di Salvatore Quasimodo?
Quanti libri ha scritto Salvatore Quasimodo?
Quando e dove è nato Salvatore Quasimodo?
Dove è sepolto Salvatore Quasimodo?
Quali premi ha vinto Salvatore Quasimodo?
Le opere di Salvatore Quasimodo sono di pubblico dominio?
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026