Frasi
Frasi di Alexander von Humboldt
13 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Qui trovi 13 frasi di Alexander von Humboldt: aforismi, passi tratti dai libri e citazioni con la loro fonte.
Alexander von Humboldt (naturalista, esploratore e botanico tedesco). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Alexander von Humboldt
Abbattendo gli alberi gli uomini causano alle future generazioni due calamità insieme: scarsità di combustibile e carenza d'acqua.
Cercherò di scoprire come le forze della natura si condizionano a vicenda e in che modo l'ambiente geografico esercita la propria influenza su animali e piante.
Il principio della libertà individuale e di quella politica è profondamente radicato nell'incrollabile fede dell'uguale diritto dell'intera umanità.
L'impulso principale dal quale ero spinto era il serio tentativo di comprendere i fenomeni degli oggetti fisici nella loro connessione generale e di rappresentare la natura come un'unica grande unità, mossa e animata da forze interne.
L'unità della natura comporta l'interrelazione fra tutte le scienze fisiche.
La crudeltà nei confronti degli animali non è conciliabile né con una vera cultura né con una vera erudizione. Essa è una dei vizi caratteristici di un popolo rozzo e ignobile.
Frasi da «Il cosmo»
Io ho goduto un vantaggio, al quale pochi viaggiatori scientifici hanno partecipato in ugual grado, ed è quello di aver veduto non solo le coste, e le contrade poco lontane dalle rive dell'oceano, come in un viaggio intorno al globo, ma sì pure di avere attraversato, nel nuovo e nel vecchio mondo, vaste regioni continentali fornite delle qualità le più opposte; da una parte i paesi alpini e tropicali del Messico e dell'America Meridionale, e dall'altra la deserta uniformità degli steppi dell'Asia Settentrionale. (pp. 2-3)
Se ci proviamo ad esaminare le differenti gradazioni di piacere prodotte dalla contemplazione della natura, in prima, noi ritroviamo un'impressioue del tutto indipendente da ogni cognizione della maniera di operare delle forze fisiche, le quali non ancora dipendono dal carattere particolare degli oggetti contemplati. Quando noi guardiamo una pianura limitata dall'orizzonte, e rivestita da una copertura uniforme di erbe della stessa famiglia, siano gramigne, eriche o cistie, — quando guardiamo fisamente al mare, mentre i flutti gentilmente lambiscono la spiaggia, e lasciano addietro lunghe e serpeggianti strisce di alghe, — allora, mentre 'l cuore si dischiude all'aspetto libero della natura, nell'atto stesso si rivela alla mente l'impressione dell'esistenza di leggi generali e costanti, che governano i fenomeni dell'universo. (p. 12)
La Natura, cotanto moltiforme nel significato, — talvolta intesa come quella che racchiude tutta la creazione materiale esistente o nascente; talvolta come una forza di svolgimento interiore, o come 'l tipo misterioso di tutti i fenomeni, — si manifesta a' semplici sensi ed a' sentimenti dell'uomo particolarmente in ciò che si riferisce alla terra, o piu strettamente gli è congiunto. (p. 86)
Dicono di Alexander von Humboldt
Fra gli scrittori che hanno saputo più degnamente valutare i documenti relativi al Vespucci, uno emerge di gran lunga sugli altri: Alessandro di Humboldt. Di fronte ai due volumi (IV e V dell'op. cit.) che Humboldt, forse la più grande e completa figura di geografo che sia mai esistito, ha dedicato al Vespucci, non si può anche oggi non sentirci presi dalla più forte ammirazione per la signorile, pacata larghezza di vedute, per la dottrina immensa che dovunque trascorre come fiume placido e potente, per l'equilibrio della critica sempre alta e serena: oggi ancora, a distanza di parecchi decenni, l'opera di Humboldt ci appare come una di quelle antiche strade romane sulle quali, sia pure con qualche deviazione, corrono le vie moderne.
I mulattieri del sud America dicono: «Non vi darò la mula che ha il passo più dolce, ma la mas racional, quella che ragiona meglio»; e Humboldt aggiunge «questa espressione popolare, dettata da una lunga esperienza, combatte il sistema di macchine animate, meglio forse che non tutti gli argomenti della filosofia speculativa».
Il massimo fra i geografi moderni.
Tutti i naturalisti tedeschi furono superati nella gloria da Alessandro Humboldt, parimente di Werner, il quale negli ultimi anni del secolo scorso fece un viaggio in America, celebratissimo nella scienza, e più tardi risplendette in quasi tutti i rami della fisica, e principalmente nella mineralogia. Godendo del più alto favore della Corte prussiana, si portò di sovente a Parigi, dove raccolse non minore onore come membro dell'Istituto; scrisse anche in francese, e si tenne sempre sulle idee universali, sul cosmopolitico.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026