Ritratto di Denis Diderot
Pierre-Michel Alix · Public domain

Frasi

Frasi di Denis Diderot

57 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Le citazioni di Denis Diderot raccolte in un'unica pagina: 57 frasi, divise per libro e argomento.

Denis Diderot (filosofo, enciclopedista, scrittore e critico d'arte francese). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Denis Diderot

Andiamo, amico mio. Smettiamola di fare gli importanti. Siamo nella natura. Ci stiamo a volte bene, altre volte male. Sappiate che coloro che lodano la natura per aver tap-pezzato la terra di verde in primavera, colore amico dei nostri occhi, sono degli impertinenti che dimenticano che tale natura, nella quale vogliono trovare la beneficenza in tutto e per tutto, stende in inverno sulle nostre campagne una coperta bianca che ferisce i nostri occhi, ci fa girare la testa e ci fa rischiare di morire assiderati. La natura è buona e bella quando ci favorisce. È brutta e cattiva, quando ci affligge. È ai nostri propri sforzi che essa deve spesso una parte del suo fascino...
Da Salon 1767, ne I Salons, p. 673-675.
C'è chi muore oscuro perché non ha avuto un diverso teatro.
Da Les deux amis de Bourbonne.
Colosso dai piedi di creta.
Citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, pp. 337-338.
Che cos'è l'animale? È una questione di fronte alla quale si è tanto più imbarazzati quante più nozioni si hanno di filosofia e di storia naturale. Se si esaminano tutte le proprietà conosciute dellanimale, non se ne troverà alcuna che appartenga a tutti gli esseri cui siamo obbligati a dare questa qualifica, o sia assente da quanti non possiamo chiamare con tal nome.
Da Encyclopédie; citato in Ditadi 1994, p. 709.
Dal fanatismo alla barbarie c'è solo un passo.
Da Saggio sul merito e la virtù.
Diffidate di chi viene a mettere ordine.
Citato in Tommaso Giartosio, Perché non possiamo non dirci, Feltrinelli, 2004, p. 73. ISBN 88-07-10368-0
È facile criticare giustamente; e difficile eseguire anche mediocremente.
Da Discours sur la poésie dramatique; citato in Dizionario delle citazioni, a cura di Ettore Barelli e Sergio Pennacchietti, Rizzoli, 2013. ISBN 9788858654644.
Fare il proprio dovere più o meno come si deve; dire sempre del bene del Signor Priore; e lasciar andare il mondo a sua fantasia.
Da Il nipote di Rameau, in Opere filosofiche, romanzi e racconti, p. 2207.
Forse occorre una forza d'animo ancor più grande per resistere alla solitudine che alla miseria; la miseria avvilisce, la clausura deprava. È forse meglio vivere nell'abiezione che nella follia. Non sarei in grado di decidere; ma bisogna evitare l'una e l'altra.
Da La religiosa.
Ha l'anima di Bruto e il fascino di Cleopatra.
Citato in Caterina ingorda sovrana, la Repubblica, 20 luglio 1998.
Il buono vive in società, il malvagio da solo.
Citato in Indro Montanelli e Roberto Gervaso, L'Italia del Settecento, Rizzoli, 1971.
Il Dio dei Cristiani è un padre che fa gran caso dei suoi pomi e ben poco dei suoi figli.
Da Aggiunta ai pensieri filosofici, XVI. Citato in Giuliano Toraldo di Francia, Ex absurdo – Riflessioni di un fisico ottuagenario, Feltrinelli, Milano, 1997, p. 45.
Il filosofo parla molto male del prete; il prete parla molto male del filosofo; ma il filosofo non ha mai ammazzato nessun prete, e il prete ha ammazzato molti filosofi; ma il filosofo non ha mai ammazzato nessun re, e il prete ne ha ammazzati parecchi.
Da Osservazione sull'istruzione dell'imperatrice di Russia ai deputati per la elaborazione delle leggi, in Scritti politici, a cura di Furio Diaz, traduzione di Albina Maffioli Barsella, UTET, Torino, 1967, pp. 373-374.
Il mondo ha un bell'invecchiare, non cambia mai; può darsi che l'individuo si perfezioni, ma l'insieme del genere umano non muta né in meglio né in peggio.
Da Avvertenza [al volume ottavo], in Enciclopedia o Dizionario ragionato delle scienze, delle arti e dei mestieri ordinato da Diderot e d'Alembert, a cura di Paolo Casini, Laterza, Roma-Bari, 2019. ISBN 9788858137093
L'ignoranza è meno lontana dalla verità del pregiudizio.
Da Lettera sui sordi e muti a uso di coloro che sentono e parlano, in Opere filosofiche, romanzi e racconti, p. 309.
L'occhio e l'ala di farfalla bastano per annientare un ateo.
Citato in Augustin Barruel, Memorie per servire alla storia del Giacobinismo, p. 31.
La cosa peggiore è la postura forzata a cui ci costringe il bisogno. L'uomo bisognoso non cammina come gli altri: salta, striscia, si attorciglia, si trascina, passa la vita a prendere e a eseguire delle posizioni.
Da Il nipote di Rameau, in Opere filosofiche, romanzi e racconti, p. 2293.
La superstizione immagina le cose più stravaganti e grossolane, piuttosto che restare in riposo.
DallEncyclopédie, articolo Aquila.
Nessun uomo ha avuto dalla natura il diritto di comandare sugli altri. La libertà è un dono del cielo e ogni individuo della stessa specie ha il diritto di fruirne non appena è dotato di ragione. [...] Il potere acquistato con la violenza è mera usurpazione e dura solo finché la forza di chi comanda prevale su quella di coloro che obbediscono; sicché, se questi ultimi diventano a loro volta i più forti e si scrollano di dosso il giogo, lo fanno con altrettanto diritto e giustizia di chi l'aveva loro imposto. La stessa legge che ha fondato l'autorità la distrugge; è la legge del più forte.
Da Il pensiero politico dell'illuminismo, a cura di E. Tortarolo.
Non basta fare il bene, bisogna anche farlo bene.
Da Massime e pensieri.
Non c'è che una sola passione, quella d'essere felici.
Da Elementi di fisiologia, in Opere filosofiche, romanzi e racconti, p. 1203.
Non esiste in natura un atomo che sia rigorosamente simile ad un altro. E tutto in natura è connesso, senza che sia possibile un vuoto nella catena. Che cosa sono dunque gli individui? Essi non esistono affatto. C'è un solo grande individuo, ed è il tutto. [...] Dall'elefante alla pulce, e dalla pulce alla molecola sensibile e vivente, che costituisce l'origine di ogni cosa, non c'è un punto in tutta la natura che non soffra o non goda.
Da Sogno di d'Alembert; citato in Ditadi 1994, pp. 716-717.
Ogni secolo ha il suo spirito che lo caratterizza. Lo spirito del nostro sembra essere quello della libertà.
Per giudicare rettamente di una produzione artistica, non bisogna riferirsi a un'altra produzione artistica.
Da Discorso sulla poesia drammatica.
Quasi sempre ciò che nuoce alla bellezza morale raddoppia la bellezza poetica. Con la virtù si fanno soltanto quadri tranquilli e freddi; sono la passione e il vizio quelli che animano le composizioni del pittore, del poeta, del musicista.
Da Lettera a Sophie Volland.
Quando si scrive delle donne, bisogna intingere la penna nell'arcobaleno e asciugare la pagina con la polvere delle ali delle farfalle.
Se la ragione ci è stata donata dal Cielo, proprio come la fede, allora il Cielo ci ha offerto due doni incompatibili e contraddittorî.
DallAggiunta ai Pensieri filosofici, 1762.
Se un misantropo si fosse proposto di fare l'infelicità del genere umano, che avrebbe potuto inventare di meglio che la credenza in un essere incomprensibile, sul quale gli uomini non avrebbero potuto mai mettersi d'accordo e al quale avrebbero attribuito maggior importanza che alla loro stessa vita?
Da L'uomo e la morale, a cura di V. Barba, Edizioni Studio Tesi, 1991, p. 88.
Seneca si occupa, lettera 25, dei pericoli della solitudine: se l'uomo si ritira nella foresta per vanità o per misantropia, se vi porta un animo pieno di fiele, non tarderà a divenire una bestia feroce: si farà consigliare solo da un malvagio che porterà a termine il suo pervertimento.
Un uomo simile si crede saggio, mentre in lui sonnecchia la follia.
Da Saggio sui regni di Claudio e di Nerone, in Opere filosofiche, romanzi e racconti, p. 1453.
Si dice che il desiderio nasca dalla volontà; è il contrario: è dal desiderio che nasce la volontà.
Da Elementi di fisiologia, in Opere filosofiche, romanzi e racconti, p. 1203.
Tutte le conoscenze accessibili allo spirito umano, riunite in questa donna dall'eloquenza incantatrice, ne fecero un fenomeno sorprendente, e non dico tanto per il popolo, che si meraviglia di tutto, quanto per i filosofi stessi, che è difficile stupire.
DallEncyclopédie; citato in Silvia Ronchey, Ipazia: La vera storia, Rizzoli, Milano, 2010, p. 19. ISBN 978-88-17-04565-0
[...] valorosi americani, che hanno preferito vedere oltraggiare le loro donne, trucidare i loro figli, distruggere le loro case, devastare i loro campi, incendiare le loro città, e che hanno preferito versare il loro sangue e morire, piuttosto di perdere la minima parte della loro libertà.
Da Saggio sui regni di Claudio e di Nerone e sui costumi e gli scritti di Seneca (1782), traduzione di Secondo Carpanetto, Luciano Guerci, Sellerio, Palermo, 1987, lib. II, 5 74, pp. 327-28; citato in Domenico Losurdo, C

Interpretazione della natura

Finché le cose rimangono esclusivamente nel nostro intelletto, sono nostre opinioni, sono nozioni che possono esser vere o false, accettate o contraddette. Esse acquisiscono consistenza soltanto legandosi agli enti esterni. Questo legame si realizza attraverso una serie ininterrotta di esperienze, oppure attraverso una catena ininterrotta di ragionamenti, la quale dipende in parte dall'osservazione e in parte dall'esperienza.
§ 7, 1753.
Lascerò che i pensieri si succedano sotto la mia penna secondo lo stesso ordine in cui si offrono alla mia riflessione, perché potranno meglio rappresentare i movimenti e l'andamento del mio spirito.
Da Pensieri sull'interpretazione della natura, § 1, in Opere filosofiche, romanzi e racconti, p. 407.
Mi rappresento il vasto recinto delle scienze come una grande estensione di terreno disseminato di luoghi oscuri e illuminati. Lo scopo delle nostre fatiche deve essere quello di estendere i confini dei luoghi illuminati, oppure di moltiplicare sul terreno i centri di luce. L'un compito è proprio del genio che crea, l'altro della perspicacia che perfeziona.
Da Interpretazione della natura, a cura di P. Omodeo, Roma, Editori Riuniti, 1995, p. 36.
Un'ipotesi non è un fatto.

Jacques il fatalista – Citazioni

Il mio capitano credeva che la prudenza è una congettura secondo la quale l'esperienza ci autorizza a considerare le circostanze in cui ci troviamo come cause di certi effetti, da sperare o da temere, per l'avvenire. (Jacques: p. 2329)
Se non si dice quasi niente, a questo mondo, che sia ascoltato come lo si dice, c'è di molto peggio, e cioè che non si fa quasi niente che sia giudicato come si lo è fatto. (Jacques: p. 2369)
I duelli si ripetono nella società sotto ogni tipo di forma, tra i preti, tra i magistrati, tra i letterati, tra i filosofi; ogni ceto ha la sua lancia e i suoi cavalieri, e le nostre più rispettabili, più divertenti assemblee, sono solo dei piccoli tornei in cui talvolta si portano le livree dell'amore in fondo al cuore, se non sulla spalla. Più spettatori ci sono, più la giostra è viva; la presenza di donne vi mette calore e ostinazione in misura estrema e la vergogna di aver dovuto cedere dinanzi a loro non si dimentica mai. (p. 2383)
Un buon narratore è un uomo raro. (il padrone: p. 2473)

Paradosso sull'attore

Garrick introduce la sua testa tra i due battenti di una porta, e nell'intervallo di quattro o cinque secondi passa successivamente dalla gioia folle alla gioia moderata; da questa gioia alla tranquillità; dalla tranquillità alla sorpresa; dalla sorpresa allo stupore; dallo stupore alla paura; dalla paura all'orrore; dall'orrore, alla disperazione, e risale da quest'ultimo grado a quello da cui era disceso. La sua anima ha potuto provare tutte queste sensazioni e eseguire, di concerto col suo viso, questa specie di gamma? Io non ci credo, e nemmeno voi. (pp. 99-100)
L'uomo sensibile come me, colto alla sprovvista da ciò che gli si obietta, perde la testa e si riprende soltanto in fondo alle scale. (p. 102)
Si dice che l'amore toglie lo spirito a chi ne ha, e lo conferisce a quelli che non ne hanno, in altre parole, che rende gli uni sensibili e sciocchi, e gli altri freddi e intraprendenti. (p. 106)
Ho visto spesso un attore [comédien] ridere fuori dalla scena; non ricordo di averne mai visto uno piangere. (p. 120)

Frasi da «Pensieri filosofici»

La sobrietà nelle passioni rende mediocri gli uomini. (II; 1998, p. 29)
V'è della gente di cui non bisogna dire che teme Iddio, ma che ne ha una... paura del diavolo! (VIII; 1998, p. 33)
Il pensiero che Dio non esista non ha mai terrorizzato nessuno; sì invece quello che ne esista uno, tal quale me l'hanno raffigurato. (IX; 1998, p. 33)
Pascal era un uomo retto, ma credulo e pauroso. Elegante scrittore e profondo ragionatore avrebbe indubbiamente rischiarato l'universo, se la Provvidenza non l'avesse abbandonato a gente che sacrificò i suoi talenti ai loro odi. Quanto sarebbe stato auspicabile che avesse lasciato ai teologi del suo tempo di esaurire le loro polemiche, che si fosse dedicato alla ricerca della verità, senza riserve e senza timore di offendere Dio servendosi della straordinaria intelligenza che aveva ricevuto e, soprattutto, che avesse rifiutato di prendere per maestri uomini indegni di essere suoi discepoli. Gli si può applicare quanto l'ingegnoso la Mothe diceva di La Fontaine, di essere stato così stupido da credere che Arnauld, de Sacy e Nicole valessero più di lui. (XIV; 1998, p. 37)
Un giorno fu chiesto a qualcuno se credeva che esistessero dei veri atei. Rispose: perché? voi credete che esistano dei veri cristiani? (XVI; 1998, p. 39)
Lo scetticismo non s'attaglia a tutti quanti. Presuppone un esame profondo e disinteressato: colui che dubita, perché non conosce le ragioni di credibilità, è semplicemente un ignorante. (XXIV; 1998, p. 51)
Dannare un uomo a causa dei suoi ragionamenti fallaci è dimenticare che è uno sciocco, per trattarlo come un malvagio. (XXIX; 1998, p. 57)
Lo scetticismo è dunque il primo passo verso la verità. (XXXI; 1998, p. 59)
Si rischia egualmente sia a credere troppo, sia a credere troppo poco. (XXXIII; 1998, p. 59)

Scheda del libro «Pensieri filosofici»

Trattato sul bello

[...] basta un solo fatto per abbattere un sistema [...]. (Il bello assoluto secondo Hutcheson e i suoi seguaci; 2001, p. 34)
Le lingue le fa il popolo; al filosofo tocca scoprire l'origine delle cose; e ci sarebbe da stupirsi se i princìpi dell'uno non si trovassero spesso in contraddizione con la pratica dell'altro. (2001, p. 50)
Collocate la bellezza nella percezione dei rapporti, e avrete la storia dei suoi progressi dall'origine del mondo fino ad oggi; scegliete qualsiasi altra qualità come carattere distintivo del bello in generale, e subito la vostra nozione si troverà ad essere concentrata in un punto dello spazio e del tempo. (2001, p. 52)
Non ci sono forse due uomini sulla terra che percepiscano esattamente gli stessi rapporti in uno stesso oggetto, e che lo giudichino bello allo stesso grado; ma se ce ne fosse uno solo insensibile a rapporti di alcun genere, sarebbe un perfetto bruto; e se vi fosse insensibile solo in qualche ambito, questo fenomeno rivelerebbe in lui una qualche deficienza nell'economia animale; e basterebbe la condizione generale del resto della specie per tenerci sempre lontani dallo scetticismo. (Post equitem sedet atra cura; 2001, p. 61)

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026