- Autore
- Denis Diderot
- Prima pubblicazione
- 1746
- Tipo
- Narrativa
- Lingua originale
- francese
«Pensieri filosofici» è una narrativa di Denis Diderot, pubblicata per la prima volta nel 1746.
Il libro in breve
I Pensieri filosofici (Pensées philosophiques in francese) sono una raccolta di aforismi di Denis Diderot pubblicati anonimamente nel 1746.
L'opera fu giudicata scandalosa e bruciata per mano del boia (il rogo con ogni probabilità o non avvenne realmente o fu solo simbolico); nonostante ciò ve ne furono diverse edizioni durante la vita del filosofo.
L'opera ha un chiaro rimando ai Pensieri di Blaise Pascal, che viene definito dotato di intelligenza ma che ne fece cattivo uso scegliendosi per maestri persone indegne d'essergli allievi (i religiosi giansenisti). In questi pensieri Diderot si scaglia contro l'intolleranza religiosa e qualsiasi tipo di dogmatismo, sia religioso che politico, schierandosi dunque contro il dispotismo francese. Queste posizioni provocarono l'ira del parlamento, che riconobbe l'autore sebbene l'opera fosse stata pubblicata anonima.
Fonte: Wikipedia, voce «Pensieri filosofici» · licenza CC BY-SA 4.0
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Frasi tratte da «Pensieri filosofici»
La sobrietà nelle passioni rende mediocri gli uomini. (II; 1998, p. 29)
V'è della gente di cui non bisogna dire che teme Iddio, ma che ne ha una... paura del diavolo! (VIII; 1998, p. 33)
Il pensiero che Dio non esista non ha mai terrorizzato nessuno; sì invece quello che ne esista uno, tal quale me l'hanno raffigurato. (IX; 1998, p. 33)
Pascal era un uomo retto, ma credulo e pauroso. Elegante scrittore e profondo ragionatore avrebbe indubbiamente rischiarato l'universo, se la Provvidenza non l'avesse abbandonato a gente che sacrificò i suoi talenti ai loro odi. Quanto sarebbe stato auspicabile che avesse lasciato ai teologi del suo tempo di esaurire le loro polemiche, che si fosse dedicato alla ricerca della verità, senza riserve e senza timore di offendere Dio servendosi della straordinaria intelligenza che aveva ricevuto e, soprattutto, che avesse rifiutato di prendere per maestri uomini indegni di essere suoi discepoli. Gli si può applicare quanto l'ingegnoso la Mothe diceva di La Fontaine, di essere stato così stupido da credere che Arnauld, de Sacy e Nicole valessero più di lui. (XIV; 1998, p. 37)
Un giorno fu chiesto a qualcuno se credeva che esistessero dei veri atei. Rispose: perché? voi credete che esistano dei veri cristiani? (XVI; 1998, p. 39)
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Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026