Frasi
Frasi di Edmund Burke
46 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Qui trovi 46 frasi di Edmund Burke: aforismi, passi tratti dai libri e citazioni con la loro fonte.
Edmund Burke (politico, filosofo e scrittore britannico). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Edmund Burke
C'è tuttavia un limite oltre il quale la pazienza cessa di essere una virtù.
È nella natura di ogni grandezza non essere esatta.
È un comune errore popolare supporre che quelli che si lamentano per il pubblico a voce più alta siano i più preoccupati per il suo benessere.
Gli abitanti delle colonie meridionali sono più fortemente attaccati alla libertà di quelli delle settentrionali. Tali furono tutti gli antichi Stati, tali furono i nostri antenati gotici, tali furono i polacchi della nostra era, e tali saranno tutti i padroni di schiavi che non siano schiavi essi stessi. In questi popoli la superbia dell'imperio si combina con lo spirito di libertà, lo fortifica o lo rende invincibile.
Il successo è il solo infallibile criterio di saggezza per le menti volgari.
Innovare non vuol dire riformare.
L'arroganza che deriva dall'età deve essere placata dall'insegnamento della giovinezza.
La libertà astratta, come le altre astrazioni, non esiste.
La mera parsimonia non è economia... La spesa, o una grande spesa, potrebbe essere una parte essenziale della vera economia.
Niente è più fatale alla religione che l'indifferenza, che alla fine, è una mezza infedeltà.
Non appena io metto piede nella mia casa, tutti i molesti pensieri mi abbandonano!
Non dobbiamo sempre giudicare della generalità di un'opinione dal rumore dell'acclamazione.
Non si può mai pianificare il futuro pensando al passato.
Non solo rassomiglia al padre, ma sembra il padre stesso.
Più grande è il potere, più pericoloso è il suo abuso.
Qualcuno ha detto che un re può fare un nobile, ma non può fare un gentiluomo.
Quell'umano ordinamento il quale si fonda sulle virtù eroiche, deve inevitabilmente volgere a debolezza o a rovina.
Se qualcuno mi chiede cos'è un libero governo, io rispondo che esso è, ad ogni fine pratico, ciò che il popolo pensa che sia.
Tutte le fazioni religiose sono vulcani pronti ad esplodere.
Tutti gli uomini che si rovinano, lo fanno dalla parte delle loro inclinazioni naturali.
Una vigile e provvida paura è la madre della sicurezza.
Citazioni di Edmund Burke – Attribuite
Tutto ciò che è necessario per il trionfo del diavolo è che gli uomini buoni non facciano nulla.
Perché il male trionfi è sufficiente che i buoni rinuncino all'azione. (citato in Call of Duty 4: Modern Warfare e nei titoli di coda del film L'ultima alba)
Ricerca sull'origine delle idee del sublime e del bello – Citazioni
Una definizione può essere esattissima, eppure esprimere solo approssimativamente la natura della cosa definita. (Introduzione, Il gusto)
Nessuna passione, come la paura, priva con tanta efficacia la mente di tutto il suo potere di agire e di ragionare. (parte II, sezione II)
Oltre a quelle cose che direttamente suscitano l'idea del pericolo e a quelle che producono un effetto simile per una causa meccanica, non conosco nulla di sublime che non sia connesso con il senso di potenza. (parte II, sezione V)
Una grande profusione di cose, splendide o pregevoli in se stesse, è «magnifica». Il cielo stellato, sebbene cada frequentemente sotto il nostro sguardo, suscita sempre un'idea di grandiosità, che non può essere dovuta a qualcosa che si trovi nelle stelle stesse, considerate separatamente. La causa sta certamente nel loro numero. Il disordine apparente aumenta la grandiosità, poichè l'aspetto dell'ordine è altamente contrario alla nostra idea della magnificenza. Inoltre le stelle si trovano in tale apparente confusione, che riesce impossibile contarle nelle circostanze ordinarie. Questo conferisce loro il vantaggio di una specie d'infinità. (parte II, sezione XIII)
L'abitudine ci riconcilia con ogni cosa. (parte IV, sezione XVIII)
Frasi da «Riflessioni sulla Rivoluzione in Francia»
Colui che lotta contro di noi rafforza i nostri nervi e acuisce le nostre abilità. Il nostro antagonista è colui che ci aiuta di più.
Fare una rivoluzione significa sovvertire l'antico ordinamento del proprio paese; e non si può ricorrere a ragioni comuni per giustificare un così violento procedimento. […] Passando dai principî che hanno creato e cementato questa costituzione all'Assemblea Nazionale, che deve apparire e agire come potere sovrano, vediamo qui un organismo costituito con ogni possibile potere e senza alcuna possibilità di controllo esterno. Vediamo un organismo senza leggi fondamentali, senza massime stabilite, senza norme di procedure rispettate, che niente può vincolare a un sistema qualsiasi. [...] Se questa mostruosa costituzione continuerà a vivere, la Francia sarà interamente governata da bande di agitatori, da società cittadine composte da manipolatori di assegnati, da fiduciari per la vendita dei beni della Chiesa, procuratori, agenti, speculatori, avventurieri tutti che comporranno una ignobile oligarchia, fondata sulla distruzione della Corona, della Chiesa, della nobiltà e del popolo. Qui finiscono tutti gli ingannevoli sogni e visioni di eguaglianza e di diritti dell'uomo. Nella "palude Serbonia" di questa vile oligarchia tutti saranno assorbiti, soffocati e perduti per sempre.
Il buon ordine è la base di ogni buona cosa. (1963, p. 438)
Il contratto sociale... è tra coloro che vivono, coloro che sono morti e coloro che devono ancora nascere.
L'adulazione corrompe sia chi la dà che chi la riceve.
L'uomo è per costituzione un animale religioso.
La superstizione è la religione degli spiriti deboli.
Per il fatto che una mezza dozzina di grilli sotto una siepe fanno risuonare il campo del loro strepito inopportuno, [...] non figuratevi che quelli che fanno tanto rumore siano i soli abitanti del campo.
Per quattrocento anni siamo andati avanti, ma non posso credere che non siamo materialmente cambiati. Grazie alla nostra ostilità verso le innovazioni, grazie alla neghittosità del nostro carattere nazionale, ancora possediamo la tempra dei nostri padri. Noi non abbiamo perduto – come io penso – la liberalità e la dignità di pensiero del quattordicesimo secolo, né però abbiamo fatto di noi stessi dei selvaggi. Noi non siamo i proseliti di Rousseau; noi non siamo i discepoli di Voltaire; Helvétius non ha attecchito tra noi. Gli atei non sono i nostri predicatori; i folli non sono i nostri legislatori.
Se la casa del nostro vicino va a fuoco, non è sbagliato far funzionare le pompe per un poco anche sulla nostra.
Sono ormai passati sedici o diciassette anni da quando scorsi per la prima volta la Regina di Francia, allora la Delfina, a Versailles, e certo mai visione più leggiadra venne a visitare questa terra, ch'essa sembrava appena sfiorare. La vidi al suo primo sorgere all'orizzonte, decorare ed allietare quella sfera elevata in cui aveva appena incominciato a muoversi, fulgida al pari della stella del mattino, piena di vita e di splendore e di gioia. Oh! quale rivoluzione! e quale cuore dovrei aver io per contemplare senza commozione quell'elevatezza e quella caduta! […] Non avrei mai sognato di vivere abbastanza da vedere un disastro del genere abbattersi su di lei in una nazione d'uomini così galanti, in una nazione d'uomini d'onore e di cavalieri. Nella mia immaginazione vedevo diecimila spade levarsi subitamente dalle loro guaine a vendicare foss'anche uno sguardo che la minacciasse d'insulto. Ma l'età della cavalleria è finita. Quella dei sofisti, degli economisti e dei contabili è giunta; e la gloria dell'Europa giace estinta per sempre.
Una democrazia perfetta è quindi la cosa più spudorata al mondo.
Uno stato privo dei mezzi per operare qualche cambiamento è privo dei mezzi per conservarsi.
Second Speech on Conciliation with America
È lenta la marcia della mente umana.Da The Second Speech on Conciliation with America, 1775.
Le concessioni dei deboli sono le concessioni della paura.
Non è ciò che un avvocato mi dice che potrei fare; ma ciò che umanità, ragione e giustizia mi dicono che dovrei fare.
Tutto il governo – anzi ogni beneficio e gioia umani, ogni virtù e ogni azione prudente – sono fondati sul compromesso e lo scambio.
Dicono di Edmund Burke
[...] Burke era un grande uomo di carattere. Aveva già trentacinque anni, e non era ancora membro del Parlamento; eppure ebbe tempo d'imprimere il suo nome profondamente nella storia politica d'Inghilterra. Fu egli uomo di molte doti intellettuali e di trascendente forza di carattere. Aveva tuttavia un lato debole che fu riconosciuto come un serio difetto: mancava di moderazione, il suo genio era immolato all'irritabilità. E senza questa dote della moderazione, una delle minori in apparenza, le più splendide facoltà possono quasi considerarsi di nessun valore a chi le possiede.
Con un assurdo fervore mistico, Burke venerava la Costituzione inglese del suo tempo, proprio in quanto solo la maturazione attraverso i secoli e il retaggio della tradizione e del passato ne aveva fatto quel perfetto strumento che egli vi scorgeva. Una teoria politica basata sui razionalisti dell'illuminismo era cosa diabolica per Burke, che nei movimenti maldestri dei politici degli inizi dell'89 vide i primi segni dell'opera del Maligno.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026