Libro · 1790
Riflessioni sulla Rivoluzione in Francia
di Edmund Burke · titolo originale Reflections on the Revolution in France
- Autore
- Edmund Burke
- Prima pubblicazione
- novembre 1790
- Genere
- saggio
- Lingua originale
- inglese
«Riflessioni sulla Rivoluzione in Francia» è un'opera di Edmund Burke, pubblicata per la prima volta nel 1790.
Il libro in breve
Le Riflessioni sulla Rivoluzione in Francia (titolo completo: Riflessioni sulla Rivoluzione in Francia e sulle deliberazioni di alcune società di Londra relative a tale evento. In una lettera indirizzata a un gentiluomo di Parigi, dell'onorevole Edmund Burke), in inglese Reflections on the Revolution in France, è l'opera più celebre di Edmund Burke e la più famosa invettiva mai scritta contro la Rivoluzione francese. Nate da un carteggio con un gentiluomo parigino, vennero pubblicate a Londra il 1º novembre 1790, e tale fu la loro fama, che esse divennero subito un "best seller". In soli sei mesi ne furono vendute 19 000 copie; nel settembre 1791 solo in Gran Bretagna vi furono undici ristampe, mentre l'opera già correva per l'Europa, tradotta nelle maggiori lingue.
Fonte: Wikipedia, voce «Riflessioni sulla Rivoluzione in Francia» · licenza CC BY-SA 4.0
Edizioni e codici ISBN di «Riflessioni sulla Rivoluzione in Francia»
| Editore | Anno | ISBN | Pagine | Lingua | Open Library |
|---|---|---|---|---|---|
| Yale University Press | 2003 | 0300099797 | 322 | inglese | scheda |
| Stanford University Press | March 14, 2001 | 9780804739238 | 448 | inglese | scheda |
| Stanford University Press | March 14, 2001 | 9780804742054 | 448 | inglese | scheda |
| J M Dent & Sons Ltd | December 31, 1969 | 9780460004602 | scheda |
4 edizioni censite su Open Library; in tabella le prime 4, a partire da quelle in italiano.
Dove trovare «Riflessioni sulla Rivoluzione in Francia»
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Frasi tratte da «Riflessioni sulla Rivoluzione in Francia»
Colui che lotta contro di noi rafforza i nostri nervi e acuisce le nostre abilità. Il nostro antagonista è colui che ci aiuta di più.
Fare una rivoluzione significa sovvertire l'antico ordinamento del proprio paese; e non si può ricorrere a ragioni comuni per giustificare un così violento procedimento. […] Passando dai principî che hanno creato e cementato questa costituzione all'Assemblea Nazionale, che deve apparire e agire come potere sovrano, vediamo qui un organismo costituito con ogni possibile potere e senza alcuna possibilità di controllo esterno. Vediamo un organismo senza leggi fondamentali, senza massime stabilite, senza norme di procedure rispettate, che niente può vincolare a un sistema qualsiasi. [...] Se questa mostruosa costituzione continuerà a vivere, la Francia sarà interamente governata da bande di agitatori, da società cittadine composte da manipolatori di assegnati, da fiduciari per la vendita dei beni della Chiesa, procuratori, agenti, speculatori, avventurieri tutti che comporranno una ignobile oligarchia, fondata sulla distruzione della Corona, della Chiesa, della nobiltà e del popolo. Qui finiscono tutti gli ingannevoli sogni e visioni di eguaglianza e di diritti dell'uomo. Nella "palude Serbonia" di questa vile oligarchia tutti saranno assorbiti, soffocati e perduti per sempre.
Il buon ordine è la base di ogni buona cosa. (1963, p. 438)
Il contratto sociale... è tra coloro che vivono, coloro che sono morti e coloro che devono ancora nascere.
L'adulazione corrompe sia chi la dà che chi la riceve.
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Domande frequenti
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Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026