Libro · 1792
Rivendicazione dei diritti della donna
di Mary Wollstonecraft · titolo originale A Vindication of the Rights of Woman
- Autore
- Mary Wollstonecraft
- Prima pubblicazione
- 1792
- Genere
- saggio
- Lingua originale
- inglese
«Rivendicazione dei diritti della donna» è un'opera di Mary Wollstonecraft, pubblicata per la prima volta nel 1792.
Il libro in breve
Rivendicazione sui diritti della donna: con critiche sui soggetti politici e morali (A Vindication of the Rights of Woman: with Strictures on Political and Moral Subjects), è un'opera scritta dalla filosofa e scrittrice britannica Mary Wollstonecraft nel 1792.
È considerata una delle prime opere femministe della storia. In essa, l'autrice risponde a intellettuali, teorici politici ed educatori del XVIII secolo che negavano l'opportunità dell'istruzione alle donne, e sostiene che queste ultime dovrebbero ricevere un'istruzione commisurata alla loro posizione nella società, affermando che le donne sono essenziali per la nazione perché educano i suoi figli e perché potrebbero essere "compagne" dei loro mariti negli affari, piuttosto che semplici mogli.
Invece di vedere le donne come "ornamenti per la società o proprietà da scambiare in matrimonio", Wollstonecraft parte dal presupposto che le donne sono esseri umani e, come tali, meritevoli degli stessi diritti fondamentali e inalienabili di cui godono gli uomini.
Fonte: Wikipedia, voce «Rivendicazione dei diritti della donna» · licenza CC BY-SA 4.0
Edizioni e codici ISBN di «Rivendicazione dei diritti della donna»
| Editore | Anno | ISBN | Pagine | Lingua | Open Library |
|---|---|---|---|---|---|
| — | 9782070469130 | scheda |
1 edizione censite su Open Library; in tabella le prime 1, a partire da quelle in italiano.
Dove trovare «Rivendicazione dei diritti della donna»
Alcuni collegamenti sono di affiliazione: se acquisti, il sito può ricevere una piccola commissione, senza costi aggiuntivi per te.
Frasi tratte da «Rivendicazione dei diritti della donna»
Ahimè, dubito che la pietà e l'amore siano così simili come sostengono i poeti, poiché raramente vedo nascere compassione di fronte alla situazione delle donne, a meno che esse non siano belle.
Amo l'uomo in quanto mio simile, ma il suo scettro, reale o usurpato, non mi riguarda, a meno che l'intelletto di un singolo non meriti il mio omaggio; e persino allora la sottomissione è alla ragione e non all'uomo. Difatti, la condotta di un essere responsabile deve essere regolata dalle operazioni della sua ragione, altrimenti, mi chiedo, su quali fondamenta poggia il trono di Dio?
Chi ha reso l'uomo il giudice esclusivo, se la donna condivide con lui il dono della ragione?
Ci deve essere maggiore uguaglianza nella società, altrimenti la moralità non guadagnerà mai terreno e la moralità virtuosa non avrà solidità neanche se impiantata sulla roccia; finché una metà dell'umanità resterà incatenata alla sua base, la virtù sarà sempre minacciata dall'ignoranza e dall'orgoglio.
Desidero esortare le donne a impegnarsi per acquisire forza, sia fisica che mentale, e persuaderle che frasi tenere, animi impressionabili, delicatezza di sentimenti e raffinatezza del gusto, sono pressoché sinonimi di debolezza, e coloro che sono semplicemente oggetto di compassione e di quel tipo di amore che è stato definito suo parente, diventeranno presto oggetto di disprezzo.
Libri simili
Schede su altri cataloghi
Domande frequenti
Chi ha scritto «Rivendicazione dei diritti della donna»?
Quando è uscito «Rivendicazione dei diritti della donna»?
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026