Ritratto di Elie Wiesel
David Shankbone · CC BY 3.0

Frasi

Frasi di Elie Wiesel

8 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Una raccolta di 8 citazioni di Elie Wiesel, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.

Elie Wiesel (scrittore ebreo americano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Chi ascolta un superstite dell'Olocausto diventa a sua volta un testimone.
Dall'intervista di Roberta Serdoz, I bambini ci aiuteranno a ricordare l'Olocausto, Il Bergamo, 27 gennaio 2007.
Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata.
Mai dimenticherò quel fumo.
Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto.
Mai dimenticherò quelle fiamme che consumarono per sempre la mia Fede.
Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi ha tolto per l'eternità il desiderio di vivere.
Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima, e i miei sogni, che presero il volto del deserto.
Mai dimenticherò tutto ciò, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso. Mai.
Da La notte, traduzione di Daniel Vogelmann, Giuntina, 2007.
Nella storia ebraica non ci sono coincidenze.
Da E il mare non si riempie mai (And The Sea Is Never Full), Bompiani, 2003.
Omicidio a sangue freddo e cultura non si escludono a vicenda. Se l'Olocausto ci ha dimostrato qualcosa, è che una persona può amare la poesia e comunque uccidere i bambini.
Citato in Jeffrey Moussaieff Masson, Chi c'è nel tuo piatto?, traduzione di Nello Giugliano, Cairo editore, Milano, 2009, p. 109. ISBN 978-88-6052-218-4
Prendi posizione. La neutralità favorisce sempre l'oppressore, non la vittima. Il silenzio incoraggia sempre il torturatore, mai il torturato.
Citato in Tom Regan, Gabbie vuote, traduzione di Massimo Filippi e Alessandra Galbiati, Edizioni Sonda, Casale Monferrato, 2005, p. 6. ISBN 88-7106-425-9
Se con l'Olocausto Dio ha scelto di interrogare l'uomo, spetta a questi rispondere con una ricerca che ha Dio per oggetto.
Da Al sorgere delle stelle.
Una città assediata dove la gente si aggira come fantasmi, gli alunni non vanno a scuola e i professori non hanno nulla da insegnare. La gente non sa dove incontrarsi: la notte arriva troppo presto e l'alba troppo tardi.
Dall'intervista di Maurizio Molinari, L'agonia di Sarajevo, Nuova antologia, Felice Le Monnier, Firenze, n. 2186, aprile-giugno 1993, p. 19-20.
Volevano ad ogni costo uccidere l'ultimo ebreo sul pianeta. Oggi ci si potrebbe chiedere: perché la memoria, perché ricordare, perché infliggere un dolore tale? In fondo per i morti è tardi ma per i vivi no. Se non si può annullare il tormento, si può invece sperare, riflettere, prendere coscienza.
Da la Repubblica, 27 gennaio 2010.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026