Ritratto di Eric Hobsbawm
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Frasi

Frasi di Eric Hobsbawm

20 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Una raccolta di 20 citazioni di Eric Hobsbawm, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.

Eric Hobsbawm (storico e scrittore britannico). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Eric Hobsbawm

Adolf Hitler, applicando sino alle estreme conseguenze i principi del nazionalismo wilsoniano pianificò il trasferimento in Germania dei Tedeschi che non vivevano all'interno dei confini della madrepatria, come per esempio il Sudtirolo italiano e, com'è noto, avviò a soluzione finale l'eliminazione degli Ebrei.
Da Nazioni e nazionalismo dal 1780, Einaudi, Torino, 1991, p. 158.
Dalla fine della Guerra fredda, la gestione della pace e della guerra è [...] affidata all'improvvisazione.
Da Guerra e pace, Internazionale, n. 428, 15 marzo 2002, p. 27.
Fra di loro ebbe una certa importanza Moses Hess (1812-73), non tanto per i suoi meriti intellettuali – era un pensatore tutt'altro che limpido – quanto perché divenne socialista prima degli altri, e seppe convertire tutta una generazione di giovani intellettuali ribelli. Fra il 1842 e il 1843 la sua influenza fu fondamentale per Marx ed Engels, anche se ben presto entrambi cessarono di prenderlo molto sul serio. La sua fiaccola di «vero socialismo» (che era in pratica una sorta di saintsimonismo tradotto in gergo feuerbachiano) non era destinata ad assumere grande importanza.
Da Marx, Engels e il socialismo premarxiano, traduzione di Enrico Basaglia, in AA.VV., Storia del marxismo, vol. I, Il marxismo ai tempi di Marx, Giulio Einaudi, Torino, 1978, p. 25.
I partiti marxisti della Seconda Internazionale, prima del 1914, pur tendendo a elaborare un'interpretazione ortodossa della dottrina da contrapporre agli attacchi provenienti da destra dai «revisionisti», da sinistra dagli anarco-sindacalisti, accettavano una pluralità di interpretazioni, né sarebbero certo stati in grado di impedirla, se anche lo avessero voluto. Nessuno nel Partito socialdemocratico tedesco riteneva strano che l'arcirevisionista Eduard Bernstein curasse l'edizione della corrispondenza tra Marx ed Engels nel 1913, sebbene Lenin individuasse tracce di «opportunismo» nei suoi giudizi di curatore.
Da La fortuna delle edizioni di Marx ed Engels, traduzione di Enrico Basaglia, in AA. VV., Storia del marxismo, vol. I, Il marxismo ai tempi di Marx, Giulio Einaudi, Torino, 1978, p. 369.
Il paradosso del comunismo al potere consisteva nel suo essere conservatore.
Da The Age of Extremes, p. 422.
Il terrorismo non è un nemico: è un termine propagandistico che ci è utile per qualificare gli atti di persone che non ci piacciono e che fanno uso della violenza.
Dall'intervista in Silio Boccanera, Nuvole all'orizzonte, Internazionale, n. 457, 4 ottobre 2002, p. 39.
La sovranità del mercato non è un completamento della democrazia liberale, bensì una sua alternativa.
Da La democrazia fa male?, Internazionale, n. 377, 16 marzo 2001, p. 8.
Nella storia, le emozioni non sono né cronologicamente stabili né socialmente omogenee.
Da La percezione della paura durante la crisi, Internazionale, n. 822, 20 novembre 2009, p. 90.
Oggi la disparità dei redditi è a livelli da Medioevo, quando le economie sono soffocate dal sistema feudale e "l'arcivescovo di Salisburgo è proprietario di un terzo del Pil della regione dove risiede"
Da Anni interessanti. Autobiografia di uno storico, Rizzoli, Milano, 2002, p. 101. ISBN 88-17-87032-3
Per quali vie e in quali direzioni desideriamo cambiare il mondo, o le nostre ricerche implicano che venga cambiato? Corriamo il rischio di dimenticare che l'oggetto e l'argomento delle nostre ricerche sono gli esseri umani? Non dobbiamo farlo, perché sono gli uomini – non "la classe lavoratrice", ma gli uomini e le donne reali che lavorano, per quanto spesso ignoranti, miopi e pieni di pregiudizi – il tema del nostro studio. Per molti di noi lo scopo finale del nostro lavoro è creare un mondo nel quale i lavoratori possano farsi la propria vita e la propria storia, invece di riceverla già fatta da altri, ivi compresi i professori universitari.
Da Gente che lavora. Storie di operai e contadini, Rizzoli, Milano, 2001, pp. 29-30; citato in Carlo Greppi, che non fanno la Storia, Editori Laterza, Bari-Roma, 2024, Epilogo, p. 91.
Priva di un Lenin e senza più Napoleone, la Francia si ritirò tra le ultime (e speriamo indistruttibili) mura: quelle di Asterix.
Da Omaggio a uno storico, Internazionale, n. 949, 18 maggio 2012, p. 98.

Frasi da «Gente non comune»

Una rivoluzione moderata è una contraddizione in termini, mentre non lo sono un Putsch, un colpo di Stato o un pronunciamento moderati. Per quanto limitati possano essere gli scopi visibili di una rivoluzione, la luce della nuova Gerusalemme deve filtrare dalle crepe dei muri dell'eterno Establishment che essa vuole abbattere. Quando cade la Bastiglia, i normali criteri di quel che è possibile sulla Terra sono sospesi, e nessuno si stupisce se uomini e donne danzano per le strade pregustando l'Utopia. Per questo i rivoluzionari sono circondati da un alone millenaristico, anche quando in realtà le loro proposte sono pratiche e relativamente poco ambiziose. (cap. 2, Thomas Paine, p. 11)
Le donne hanno spesso fatto notare che gli storiografi del passato, compresi quelli di tendenza marxista, hanno alquanto trascurato la metà femminile della specie umana. La critica è giusta, e l'autore ammette che essa vale per il suo stesso lavoro. Ma se si deve porre rimedio a questa carenza, non si può farlo semplicemente sviluppando una branca speciale della storiografia che si occupi solo delle donne, perché nella società le vicende dei due sessi sono inseparabili. È invece necessario studiare la natura mutevole del rapporto tra i generi, sia in quanto fatto obiettivo sia in quanto immagine che gli appartenenti a ciascun genere hanno dell'altro. (cap. 7, Uomini e donne: immagini a sinistra, p. 130)
La mafia, lungi dal mettere in discussione i valori «americani», li incarnava. Dopo tutto, cosa poteva esserci di più americano delle storie del successo di immigrati senza un soldo, che lottando fin da ragazzi, con le unghie e con i denti, raggiungono rispettabilità e ricchezza tramite la loro personale intraprendenza? (cap. 13, Il bandito Giuliano, p. 249)

Scheda del libro «Gente non comune»

Frasi da «Il secolo breve»

Gli stili della gioventù americana si diffusero direttamente o attraverso l'amplificazione dei loro segnali mediante la cultura inglese, che faceva da raccordo tra America ed Europa, per una specie di osmosi spontanea. La cultura giovanile americana si diffuse attraverso i dischi e le cassette, il cui più importante strumento promozionale, allora come prima e dopo, fu la vecchia radio. Si diffuse attraverso la distribuzione mondiale delle immagini; attraverso i contatti personali del turismo giovanile internazionale che portava in giro per il mondo gruppi ancora piccoli, ma sempre più folti e influenti, di ragazzi e ragazze in blue jeans; si diffuse attraverso la rete mondiale delle università, la cui capacità di rapida comunicazione internazionale divenne evidente negli anni '60. Infine si diffuse attraverso il potere condizionante della moda nella società dei consumi, una moda che raggiungeva le masse e che veniva amplificata dalla spinta a uniformarsi propria dei gruppi giovanili. Era sorta una cultura giovanile mondiale.
Uomini come Hayek non si erano mai mostrati pragmatici... In realtà personaggi come Hayek erano i fedeli di una religione economica.

Scheda del libro «Il secolo breve»

La Fine della Cultura. Saggio su un secolo in crisi d'identità – Citazioni

Ho iniziato la mia vita intellettuale a scuola a Berlino, all'età di 15 anni con il Manifesto del partito comunista di Marx ed Engels. (cap. 1, Manifesti)
Ciò che caratterizza le arti del nostro secolo è la loro dipendenza da una rivoluzione tecnologica storicamente unica – in particolare le tecnologie della comunicazione e della riproducibilità – e la trasformazione che esse hanno subito in seguito a tale rivoluzione. (cap. 2, Dove vanno le arti?)
La società dei consumi pare considerare il silenzio un crimine. (cap. 2, Dove vanno le arti?)
I computer e internet in pratica stanno distruggendo il copyright come pure il monopolio del produttore , e di conseguenza avranno probabilmente un effetto negativo sulle vendite. (cap. 2, Dove vanno le arti?)

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026