Ritratto di Flavio Soriga
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Frasi

Frasi di Flavio Soriga

10 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Una raccolta di 10 citazioni di Flavio Soriga, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.

Flavio Soriga (scrittore italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Frasi da «Il cuore dei briganti»

Dappertutto infiammano i popoli e chiedono libertà, uguaglianza e felicità, pretendono ascolto e diritti anche gli ultimi tra i cristiani, il mondo ribolle di passioni e lotte, di battaglie e rivolte.
La Storia sono le servitrici pettegole dei sovrani altezzosi, le parole delle spie che io sogno certe notti che non trovo riposo, la Storia è nei forconi del popolo affamato e nella fame che li solleva a minacciare l'infame strozzino, la Storia si può sognare e vedere, la Storia è questo piatto di grano.
La gioventù è l'unica cosa che non si può comprare o ottenere più di una volta, e tutti sognano di poterla riavere non appena l'hanno persa.

Scheda del libro «Il cuore dei briganti»

L'amore a Londra e in altri luoghi

Non avevano ragione mia nonna, mia madre e la gente del mio isolotto: non è vero che chi sta male in un posto starà male dappertutto, che non si può stare meglio da un’altra parte, che si può viaggiare solo se costretti, solo per lavoro e sempre per tornare. Non tutti quelli che vanno via stanno meglio, ma qualcuno sì, io sì, io sto bene in una grande città, dove posso cenare a qualunque ora, dove incontro visi stranieri, accenti stranieri, donne mai viste e belle e interessanti; dove ho incontrato e conosciuto una francese che ho sposato, e avuto figli che parlano due lingue e hanno compagni di scuola di tutti i posti dell’Europa e africani e indiani e cinesi e pakistani, diversi da loro e uguali. A me piace che nessuno mi conosca quando entro in un locale, o quando rincaso, e saluto il portiere del palazzo che ancora non ha imparato il mio nome, e non sa nulla di mio padre fuggito e mai lo saprà, di mia zia e della sua bottega e di mia madre costretta per anni a lavorare da lei per tirare avanti. (p.32)
Nulla sa il mio portiere della solitudine di mia madre che lui ha soltanto visto trasferirsi da me all’improvviso; niente deve sapere perché questa è una città e non sono condivise le sventure e ognuno porta il peso del proprio destino e di quello soltanto. (p.33)
"Forse è tutto il mondo, che sta diventando così", pensò l’uomo, "Con meno librerie e più negozi di cellulari. Un mondo intero dove le cose che non sono alla moda, chiudono", pensò, "Dove quello che non piace a tutti, scompare. Dove i poveri ci sono, e sono sempre di più, ma non si vedono, non nel centro delle città, almeno". (pp.62-63)

Frasi da «Sardinia Blues»

Carattere degli abitanti: docile, tasso di criminalità: basso, organizzazioni del crimine: non presenti, tasso di disoccupazione: alto, tasso di noia: infinito, tasso etilico medio nella popolazione di sesso maschile: assurdamente elevato, possibilità di lavoro in zona per un laureato di trent'anni: assurdamente basse.
I milanesi credono che quest'isola sia un posto esclusivo abitato da milionari russi che ordinano gin tonic e aragoste nei ristoranti sul mare dove tutti hanno cravatte di Gucci e infradito di Prada, un cazzo.
Il Paradiso delle Vacanze, c'è scritto nei depliant turistici delle agenzie di viaggio di tutto il mondo, l'Isola dei vip, dove i reali di Spagna e le popstar britanniche e gli oligarchi russi vengono a bagnare i più milionari dei sederi e le loro donne a fare ammirare i più perfetti dei seni, Sardinia, l'isola dell'esclusività e del jet-set, gridano decine di migliaia di brochure patinate in tutta la terra, questa stessa isola, piuttosto lontano da qui.
Tre laureati senza macchia e senza paura e senza amore e senza fede.

Scheda del libro «Sardinia Blues»

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026