Ritratto di Friedrich Dürrenmatt
Elke Wetzig (elya) · CC BY-SA 3.0

Frasi

Frasi di Friedrich Dürrenmatt

21 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Le citazioni di Friedrich Dürrenmatt raccolte in un'unica pagina: 21 frasi, divise per libro e argomento.

Friedrich Dürrenmatt (scrittore, drammaturgo e pittore svizzero). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Friedrich Dürrenmatt

È sui governanti che bisogna vigilare, non sui governati.
Citato in Guerrino Oliva, Saggezza antica e moderna, Ponte nuovo, Bologna, 1983, p. 341.
Einstein soleva parlare di Dio così spesso che mi sorge quasi il sospetto che fosse un teologo sotto mentite spoglie.
Da Una partita a scacchi con Albert Einstein.
Il fine dell'uomo consiste nel pensare, non nell'agire. Qualsiasi sciocco è in grado di agire.
Da Giustizia.
Patria, si fa chiamare lo Stato ogniqualvolta si accinge a uccidere.
Da Romolo il Grande.
Talvolta non è giusto che qualcuno possa svignarsela semplicemente morendo.
Da Le scintille del pensiero, traduzione di Donata Berra, Casagrande, Bellinzona, 2003. ISBN 88-7713-398-8; citato in Franco Lanza, Recensioni. Le scintille del pensiero, Casagrande, Bellinzona, 2003, edizionicenobio.com

Frasi da «I fisici»

Anch'io ne capisco poco, di elettricità. Mi limito a formulare una teoria in merito, basata su osservazioni empiriche. Questa teoria io la trascrivo in linguaggio matematico, e ne ricavo un paio di formule. Poi vengono i tecnici, che badano solo alle formule. Quelli, l'elettricità la trattano come un ruffiano tratta una puttana; cioè, la sfruttano. Creano delle macchine, quelli lì, e una macchina è veramente utilizzabile solo quando è diventata indipendente dal pensiero scientifico che ha portato alla sua invenzione. E così al giorno d'oggi qualsiasi imbecille può far brillare una lampadina elettrica - o far esplodere una bomba atomica. (Newton, atto I)
Il miglior modo per cancellare il passato è di comportarsi da pazzi, se già ci si trova al manicomio. (Möbius, atto I)
L'esser pazzi è un lusso che costa caro. (Möbius, atto I)
Con tutto il rispetto per i suoi sentimenti personali, non deve dimenticare che lei è un genio e con ciò bene pubblico. Lei è riuscito a penetrare in nuovi settori della fisica, ma non ha mica un diritto in esclusiva sulla scienza. Al contrario, lei ha il dovere di aprire la porta anche a noialtri, che non siamo dei geni. (Newton, atto II)
Ci sono dei rischi che non bisogna correre, mai. E uno di questi è la distruzione dell’umanità. (Möbius, atto II)
Ciò che l'aureo re gli aveva rivelato non era infatti un segreto, perché era pensabile, e tutto ciò che è pensabile viene pensato, prima o poi. (Dottoressa, atto II)
Noi forniamo all'umanità enormi mezzi di potere. Ciò ci dà il diritto di porre delle condizioni. Noi dobbiamo decidere a favore di chi usare la nostra scienza, io ho deciso. (Einstein, atto II)

Scheda del libro «I fisici»

Frasi da «La morte della Pizia»

Entrò nel santuario: morire, che evento solenne. Si domandò come avvenisse il morire: era emozionata, pregustava l'avventura. (p. 24)
«Pannychis», disse il veggente in tono paterno «solo la non conoscenza del futuro ci rende sopportabile il presente. Mi sono sempre stupito e continuo a stupirmi immensamente che gli uomini siano tanto smaniosi di conoscere il futuro. Sembra quasi che preferiscano l'infelicità alla felicità.» (p. 41)
Mi interessava sapere come mai gli uomini si lascino opprimere: per amore del quieto vivere, ho concluso, che spesso li induce addirittura a inventarsi le teorie più assurde per sentirsi in perfetta sintonia con i loro oppressori, come del resto gli oppressori escogitano teorie non meno assurde pur di riuscire ad illudersi di non opprimere gli individui su cui esercitano il loro dominio. (p. 53)
«Lascia perdere, vecchia,» disse Tiresia ridendo «non preoccuparti di ciò che può essere stato diverso da come ce l'hanno raccontato e che non smetterà di cambiare faccia se noi continueremo a indagare. Smettila di scervellarti su queste cose se non vuoi che sorgano altre ombre a impedirti di morire. […] La verità resiste in quanto tale soltanto se non la si tormenta.» (p. 64)
Come io che ho voluto sottomettere il mondo alla mia ragione ho dovuto in quest'umida spelonca affrontare te che hai provato a dominare il mondo con la tua fantasia, così per tutta l'eternità quelli che reputano il mondo un sistema ordinato dovranno confrontarsi con coloro che lo ritengono un mostruoso caos. Gli uni penseranno che il mondo è criticabile, gli altri lo prenderanno così com'è. Gli uni riterranno che il mondo è plasmabile come una pietra […], gli altri indurranno alla considerazione che, nella sua impenetrabilità, il mondo si modifica soltanto come un mostro che prende facce sempre nuove […] Gli uni ingiurieranno gli altri chiamandoli pessimisti, e a loro volta saranno da quelli irrisi come utopisti. (p. 67)

Scheda del libro «La morte della Pizia»

Scritti sul teatro e discorsi

Il drammaturgo descrive gli uomini. Per farlo prende degli attori.
Citato in Dizionario delle citazioni, a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X
Lo scrivere procede o infinitamente veloce o infinitamente lento.
Tutti i dilettanti scrivono volentieri. Perciò alcuni di loro scrivono così bene.

Dicono di Friedrich Dürrenmatt

Dürrenmatt mira a innescare sul terreno di una cosciente mistificazione, che dalla manipolazione dei topoi drammatici trasferiti in moduli kitsch perviene alla contraffattura parodistica calcolata more geometrico, un potenziale dirompente analogo a quello della «crisi» dialettica. In essa il radicalismo teologico-nichilista oppone il «no» dell'uomo e di un mondo inesorabilmente condannato, al «no» di Dio, fino alla loro consumazione, laddove il «colmo del peccato» diventa «il trionfo della grazia».
Ferruccio Masini

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026