Frasi
Frasi di Heinrich Böll
40 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Qui trovi 40 frasi di Heinrich Böll: aforismi, passi tratti dai libri e citazioni con la loro fonte.
Heinrich Böll (scrittore tedesco). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Heinrich Böll
[...] e forse il miglior metodo per imparare a pregare è di usare i libri di preghiere come carta da sigarette e impegnarsi di leggere attentamente ogni pagina prima di usarla a quello scopo.
È già amaro commettere delle sciocchezze, ma le sciocchezze inutili sono quanto di più amaro ci sia.
Gli studenti si ribellano perché in essi si desta una nuova coscienza.
Nell'esercizio anche del più umile dei mestieri lo stile è un fatto decisivo.
Casa senza custode – Citazioni
La guerra è sempre buona per una sceneggiatura, perché dietro c'è il fatto per eccellenza: la morte, che attira la vicenda verso di sé, la tende come una pelle di un tamburo, che ritorna al minimo tocco del dito.
Il Paradiso è un mercato nero dove c'è di tutto?
La siringa: strano, misterioso strumento di vetro e di nichel, minuscolo e pulito, troppo pulito, animaletto a forma di libellula dal becco di colibrì, diafano colibrì che si riempiva il ventre pompando da una fialetta di vetro e infilava poi il grifo puntato nel braccio della nonna.
Frasi da «E non disse nemmeno una parola»
Talvolta mi pare di non aver cominciato ad amarlo che il giorno in cui compresi quanto disprezzasse le leggi.
"In guerra mi ubriacavo di noia. Non puoi credere come ci possa ubriacare di noia; finisce che poi te ne stai a letto e tutto ti gira davanti agli occhi. Prova a bere tre secchie d'acqua tiepida, ti ubriacherai d'acqua... come di noia."
"Vorrei sapere per esempio perché mi hai sposata." "Per via della colazione" spiegai. "Cercavo qualcuno con cui poter fare colazione per tutta la vita, e la mia scelta – così si dice, no? – cadde su di te. Sei stata una magnifica compagna di colazioni. E con te non mi sono mai annoiato. Neanche tu con me, spero."
"Lo inchiodarono alla croce, lo inchiodarono alla croce... e non disse nemmeno una parola."
Miliardi di cimici e di pidocchi, di pulci e di zanzare si mettono in moto appena scoppia una guerra, obbedendo al muto comando che dice loro che ci sarà qualcosa da dare.
Non ho mai parlato di uomini in gamba, perché gli uomini in gamba li ho sempre odiati, non riesco a immaginarmi niente di più noioso di un uomo in gamba.
La capacità di soffrire
Karl Rahner era uno dei pochi che ringraziava per ogni libro che gli donavo [...]. Forse, o molto probabilmente, la sua produttività incredibile, quasi inconcepibile, era la ricerca costante di una nuova lingua della teologia la quale, essendosi sovraccaricata per più di un millennio, aveva perso la sua capacità di comunicare, non dava più «messaggi», minacciava di ridursi ad essere fine a se stessa, un qualcosa di vano che segue le mode. Quel che Rahner cercava, senza trovarlo sempre, era la modernità «durevole», l'«odiernità» del messaggio, e forse le trovava di più nella letteratura e nell'arte odierne che non nella sua «disciplina». Karl Rahner era l'unione singolare di apertura e compattezza, una combinazione audace, l'unica possibile. (da Karl Rahner, p. 138)
In Karl Rahner era straordinaria la «credibilità» della sua fede al cospetto di una forza intellettiva ed anche intellettuale tanto grande, anche al cospetto di tanta sobria obiettività. Era un testimone che non prestava solo ma che dava anche testimonianza. (da Karl Rahner, p. 139)
Difese la sua fede con consapevolezza impavida e priva di modestia davanti a rozzi arrangiatori di sinodi, la difese davanti a papi e cardinali, non mise in vendita la sua odiernità. Era l'esatto contrario di un ciclista: spingeva in salita, si conteneva in discesa. (da Karl Rahner, p. 139)
I soldati dell'esercito non sono i nostri avversari, sono i nostri alleati potenziali in quanto sono testimoni diretti dell'assurdità degli armamenti e la sperimentano su se stessi. (da Saluto alla manifestazione per la pace del 20 ottobre 1984 a Bonn, p. 170)
Ci stiamo avvicinando ad una cultura subordinata ad indici d'ascolto. [...] Ma una cultura che si subordina agli indici d'ascolto, quindi al successo di pubblico, è una cultura persa. Si può fare cultura solo in opposizione agli indici d'ascolto o a dispetto di un indice basso. Quando la tanto decantata varietà dell'informazione si sarà definitivamente svelata come varietà propagandistica, allora si ritornerà con desiderio ai libri. Speriamo che prima di allora le biblioteche non siano vuote. (da Lettera di saluto al dottor Horst-Johannes Tùmmers per il 26 ottobre 1984, p. 176)
Frasi da «Opinioni di un clown»
Io sono un clown, e faccio collezione di attimi.
Un artista ha la morte sempre con sé, come un bravo prete il suo breviario.
Gli atei annoiano perché parlano sempre di Dio.
La gente ricca riceve molti più regali di quella povera; e quello che deve proprio comprare, lo ha sempre molto più a buon prezzo.
Per un professionista non c'è modo migliore di mimetizzarsi che mescolarsi ai dilettanti.
Quando sono ubriaco, sulla scena eseguo senza precisione dei movimenti che solo la precisione giustifica e cado nell'errore più penoso che un clown possa fare: rido delle mie stesse trovate.
Quello che sta fuori – a questo mondo ciascuno sta fuori rispetto agli altri – trova una cosa sempre peggiore o migliore di quello che ci sta dentro.
Vi sono dei limiti oltre i quali l'idiozia dovrebbe essere controllata.
Quello che gli altri chiamano reale, a me sembra una finzione.
Tutti sanno, cioè, che un clown dev'essere malinconico per essere un buon clown, ma che per lui la malinconia sia una faccenda seria da morire, fin lì non arrivano.
Io sarei rimasto a lungo così, con il ricevitore in mano, solo per sentirla respirare.
Ero così disperatamente infelice che non riuscivo più nemmeno a piangere.
Per la prima volta mi ero reso conto di quanto terribili possano essere gli oggetti che una persona lascia dietro di sé quando va via o muore.
Avevo voglia di piangere: la biacca sul viso me lo impediva, era così perfetta con quelle crepe, con quei punti in cui il gesso cominciava a sfogliarsi; le lacrime avrebbero rovinato tutto.
Solo che io non sono affetto soltanto da malinconia, mal di testa, indolenza e dalla mistica facoltà di sentire gli odori per telefono. Il più terribile dei miei mali è la predisposizione alla monogamia; c'è una sola donna con cui posso fare tutto quello che gli uomini fanno con le donne: Maria. E da quando lei se n'è andata, vivo come dovrebbe vivere un monaco, con la differenza che io non sono un monaco.
Ho già rinunciato da molto a parlare con qualcuno di denaro o di arte. Dove le due cose vengono in contatto, la faccenda non funziona mai: l'arte o è troppo pagata o troppo poco.
Neppure il demonio riesce ad avere gli occhi d'Argo che hanno i vicini di casa.
Non capivano che il segreto dell'orrore sta nel particolare. È molto facile, un gioco da bambini, pentirsi di gravi colpe: errori politici, adulterio, assassinio, antisemitismo. Ma chi perdona il particolare? Chi comprende i dettagli?
Ma io non voglio perdere la mia anima, voglio riaverla.
C'è una bella parola: niente. Non pensare a niente. Non al Kanzler né al Katholon, pensa al clown che piange nella vasca da bagno, mentre il caffè gli gocciola sulle pantofole.
Aggrapparsi al passato è ipocrisia, perché nessuno conosce gli attimi di cui è fatta una vita.
Quando arrivò la notizia della morte di Henriette, in casa nostra si stava giusto apparecchiando la tavola.La mamma fece realmente un tentativo per mangiare, questo voleva significare: "la vita continua", o qualcosa del genere, ma io lo sapevo benissimo: non è la vita che continua, è la morte.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026