Frasi

Frasi di «Opinioni di un clown»

22 citazioni dal libro di Heinrich Böll

Le frasi di «Opinioni di un clown» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.

Citazioni da «Opinioni di un clown»

Io sono un clown, e faccio collezione di attimi.
Un artista ha la morte sempre con sé, come un bravo prete il suo breviario.
Gli atei annoiano perché parlano sempre di Dio.
La gente ricca riceve molti più regali di quella povera; e quello che deve proprio comprare, lo ha sempre molto più a buon prezzo.
Per un professionista non c'è modo migliore di mimetizzarsi che mescolarsi ai dilettanti.
Quando sono ubriaco, sulla scena eseguo senza precisione dei movimenti che solo la precisione giustifica e cado nell'errore più penoso che un clown possa fare: rido delle mie stesse trovate.
Quello che sta fuori – a questo mondo ciascuno sta fuori rispetto agli altri – trova una cosa sempre peggiore o migliore di quello che ci sta dentro.
Vi sono dei limiti oltre i quali l'idiozia dovrebbe essere controllata.
Quello che gli altri chiamano reale, a me sembra una finzione.
Tutti sanno, cioè, che un clown dev'essere malinconico per essere un buon clown, ma che per lui la malinconia sia una faccenda seria da morire, fin lì non arrivano.
Io sarei rimasto a lungo così, con il ricevitore in mano, solo per sentirla respirare.
Ero così disperatamente infelice che non riuscivo più nemmeno a piangere.
Per la prima volta mi ero reso conto di quanto terribili possano essere gli oggetti che una persona lascia dietro di sé quando va via o muore.
Avevo voglia di piangere: la biacca sul viso me lo impediva, era così perfetta con quelle crepe, con quei punti in cui il gesso cominciava a sfogliarsi; le lacrime avrebbero rovinato tutto.
Solo che io non sono affetto soltanto da malinconia, mal di testa, indolenza e dalla mistica facoltà di sentire gli odori per telefono. Il più terribile dei miei mali è la predisposizione alla monogamia; c'è una sola donna con cui posso fare tutto quello che gli uomini fanno con le donne: Maria. E da quando lei se n'è andata, vivo come dovrebbe vivere un monaco, con la differenza che io non sono un monaco.
Ho già rinunciato da molto a parlare con qualcuno di denaro o di arte. Dove le due cose vengono in contatto, la faccenda non funziona mai: l'arte o è troppo pagata o troppo poco.
Neppure il demonio riesce ad avere gli occhi d'Argo che hanno i vicini di casa.
Non capivano che il segreto dell'orrore sta nel particolare. È molto facile, un gioco da bambini, pentirsi di gravi colpe: errori politici, adulterio, assassinio, antisemitismo. Ma chi perdona il particolare? Chi comprende i dettagli?
Ma io non voglio perdere la mia anima, voglio riaverla.
C'è una bella parola: niente. Non pensare a niente. Non al Kanzler né al Katholon, pensa al clown che piange nella vasca da bagno, mentre il caffè gli gocciola sulle pantofole.
Aggrapparsi al passato è ipocrisia, perché nessuno conosce gli attimi di cui è fatta una vita.
Quando arrivò la notizia della morte di Henriette, in casa nostra si stava giusto apparecchiando la tavola.La mamma fece realmente un tentativo per mangiare, questo voleva significare: "la vita continua", o qualcosa del genere, ma io lo sapevo benissimo: non è la vita che continua, è la morte.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026